Lo scorso 23 marzo ha presentato al Palais de Tokyo la performance “Scholomance”, intitolata alla leggendaria scuola di magia nera della Transilvania. Lui è Nico Vascellari e qui racconta il dietro le quinte dell’evento.

L’intervento realizzato da Nico Vascellari (Vittorio Veneto, 1976) a Parigi mira alla ricostruzione del paesaggio naturale nella fase iniziatica della pratica dell’occulto. Una foresta misteriosa, attraverso la quale differenti presenze si manifestano. Realizzata in collaborazione con artisti del calibro di Carlos Casas, Franck Audoux & Valerie Chartrain, Silvia Costa, Delfina Delettrez, Michèle Lamy, Ninos Du Brasil, Ghédalia Tazartès, Mark of the Devil, Ash/Nargaroth, Scholomance approderà alla sesta Live Arts Week di Bologna il 27 aprile.

Da quanto tempo lavori a questo progetto?
Lavoro a Scholomance da circa cinque mesi. L’idea nasce studiando per l’appunto Scholomance e focalizzando l’attenzione su due sue caratteristiche principali: innanzitutto, il fatto che i prescelti a seguire la scuola fossero chiamati di tanto in tanto in una località misteriosa della quale non si conosce l’esatta posizione. In secondo luogo, il fatto che le materie di studio fossero i misteri della natura e il linguaggio degli animali.

Scholomance by Nico Vascellari. Palais de Tokyo, Parigi 2017. Photo © Silvia Neri
Scholomance by Nico Vascellari. Palais de Tokyo, Parigi 2017. Photo © Silvia Neri

Ambienti diversi e oggetti industriali compongono l’installazione, animati da proiezioni video, ritmi misteriosi e forme scultoree.
L’installazione è pensata come una foresta liquida: le sculture in alluminio sono saldate a delle repliche in alluminio di giunti industriali in modo da poter essere fissate ai tubi innocenti, che di volta in volta saranno installati in maniera diversa all’interno degli spazi ospiti di Scholomance. L’opera ogni volta avrà una forma diversa, basata su una costellazione. Quella scelta per il Palais de Tokyo era la costellazione dello Scorpione.

Proprio come in una foresta, lo spettatore segue i suoni e cerca i protagonisti di questo teatro dell’oscuro che vive di performance: si indagano le diverse forme attraverso cui si manifesta la natura.
La performance è pensata come un’opera corale realizzata insieme ad altre persone che affrontano le materie di studio della leggendaria Scholomance. Tutte le performance sono filmate da telecamere di sorveglianza fissate alla scultura. I video/audio di ogni singolo capitolo verranno sovrapposti a quelli precedenti, andando a creare un fossile d’esperienza. Per esempio, quando si entrerà nel secondo capitolo di Scholomance che verrà presentato alla Live Arts Week di Bologna, l’installazione sarà completata dai video della performance realizzata al Palais de Tokyo. Nel terzo capitolo, che verrà presto annunciato, i video filmati al Live Art Week saranno sovrapposti a quelli filmati al Palais de Tokyo.

Silvia Neri

www.palaisdetokyo.com

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AutoreNico Vascellari
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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.