Maurizio Cattelan finisce fra le statuine del Presepe. Ecco come

L’artista newyorkese Elliott Arkin raffigura l’amico italiano in un Caganer, caratteristica statuina da Presepe raffigurante una persona in posizione accovacciata intenta a defecare tipica del folklore della Catalogna

Maurizio Cattelan raffigurato nel Caganer
Maurizio Cattelan raffigurato nel Caganer

Se pensavate che la tradizione di creare delle statuine per il Presepe a immagine – o comunque legate – a personaggi di attualità fesso solo napoletana, vi sbagliavate di grosso. Il folklore della Catalogna e in alcune aree della Comunità Valenzana, ma anche di Andorra, prevede fin dall’epoca barocca la presenza nei presepi del Caganer, caratteristica statuina raffigurante una persona in posizione accovacciata intenta a defecare. Perché ne parliamo? Perché – consegnato da tempo alla storia dell’arte Piero Manzoni – se c’è un artista contemporaneo che a tutti viene in mente in materia scatologica, questi risponde al nome di Maurizio Cattelan: basti ricordare la recente installazione di un water d’oro al Guggenheim di New York, o la stessa rivista creata assieme a Pierpaolo Ferrari, Toilet Paper.

IN VENDITA PER 500 DOLLARI CIASCUNA
Quasi inevitabile, dunque, che se qualcuno si fosse messo in testa di inventarsi un Caganer artistico, il soggetto sarebbe stato lui: ed è quello che è accaduto, ad opera dell’artista newyorkese Elliott Arkin. È lui che, appassionatosi a questa bizzarra tradizione, ha realizzato un’edizione limitata di 50 Caganer a immagine di Cattelan dipinti a mano, completi di cacca placata oro a forma di spirale Guggenheim rovesciata. “Amo le molte metafore che l’opera di Maurizio ispira, e ho pensato che lui stesso sarebbe stato molto divertito da quest’opera”, ha dichiarato ad Artinfo. Le statuine saranno messe in vendita per 500 dollari ciascuna, e i proventi andranno a beneficiare Mister Artsee, organizzazione senza scopo di lucro sostenuta da Arkin.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.