Ten Days, Six Nights. In arrivo un nuovo programma di eventi live nei sotterranei della Tate Modern

Ritorno agli Anni Settanta per la Tate Modern, che propone per la prossima primavera un evento di dieci giorni tutto dedicato alla performance e all’arte collaborativa. Si chiama Ten Days, Six Nights e sarà avvolto da una coltre di nebbia

Le sculture di nebbia di Fujiko Nakaya
Le sculture di nebbia di Fujiko Nakaya

Installazioni, performance, video, conferenze, musica e persino odori. È un’esperienza multisensoriale e immersiva quella proposta dalla Tate Modern di Londra nel suo nuovo progetto Ten Days, Six Nights, una mostra annuale la cui prima edizione si svolgerà dal 24 marzo al 2 aprile 2017. L’iniziativa, che fa parte del programma BMW Tate Live, è un tentativo di immaginare un nuovo format espositivo in grado di adattarsi alle modificate esigenze dell’arte di oggi, un’arte spesso effimera, immateriale e in continua mutazione. Soprattutto, un’arte alla ricerca di un contatto più stretto e immediato con il pubblico, che riesca a coinvolgere anche sul piano fisico ed emozionale: “La nostra cultura cambia di continuo”, ha commentato Achim Borchardt-Hume, direttore del reparto mostre del museo inglese, “e anche le nostre mostre devono cambiare. Nella nostra epoca, digitale e sempre connessa, gli artisti e il pubblico sono sempre più affascinati dalle esperienze live, che possono essere condivise con chi li circonda. La nostra nuova Live Exhibition riflette questo cambiamento. Mette al centro lo sforzo collaborativo, cercando di rispondere al modo in cui molto artisti lavorano al giorno d’oggi”.

EXPERIMENTS IN ART AND TECHNOLOGY
Al centro della prima edizione ci sarà la “scultura di nebbia” dell’artista giapponese ultraottantenne Fujiko Nakaya, che salì alla ribalta per la prima volta negli Anni Settanta quando partecipò alla straordinaria esperienza dell’E.A.T (Experiments in Art and Technology), un movimento di artisti che tentava di coniugare arte e tecnologia fondato da Robert Rauschenberg e Billy Kluver nel 1967. La scelta non sembra casuale, visto che l’intera iniziativa Ten Days, Six Nights richiama alla mente le mitiche Nine Evenings, evento seminale svoltosi a New York nell’ottobre del 1966 con artisti come John Cage, Yvonne Rainer, Robert Rauschenberg e David Tudor. Una novità anche la location dell’evento: la Tate utilizzerà infatti lo spazio industriale dei Tanks, ossia i sotterranei del museo, luogo originariamente adibito a deposito per il carburante per la centrale elettrica di Bankside e ora riconvertito per ospitare eventi performativi e grandi installazioni.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.