Al via la terza edizione della Kochi-Muziris Biennale. Immagini della rassegna che sorride agli artisti italiani

Nel 2012 a rappresentare l’Italia andò Giuseppe Stampone, nel 2014 Francesco Clemente, quest’anno Daniele Galliano. 97 artisti internazionali per 108 giorni fra edifici istituzionali, spazi pubblici e gallerie

Daniele Galliano. Kochi-Muziris Biennale 2016 (foto a j joji)
Daniele Galliano. Kochi-Muziris Biennale 2016 (foto a j joji)

È dura da ammettere, ma una delle pochissime biennali internazionali dove gli artisti italiani trovano qualche spazio di considerazione e visibilità si trova nel Sesto Continente, a diverse migliaia di chilometri dall’Europa. Nella sua prima edizione, nel 2012, a rappresentare la creatività italiana andò Giuseppe Stampone, nella seconda – 2014 – toccò a Francesco Clemente, quest’anno, nell’edizione appena inaugurata, è la volta di Daniele Galliano. Parliamo della Biennale Kochi-Muziris, in India, che – al di là delle presenze tricolori – in pochi anni è decisamente cresciuta, fino a divenire – come sbandierano gli organizzatori – “la più grande mostra d’arte contemporanea dell’India”. E certo i nomi degli artisti invitati confermano questa pur empirica autopromozione: da Aes+F ad Ahmet Öğüt, Alicja Kwade, Charles Avery, Erik Van Lieshout, Gary Hill, Latifa Echakhch, Pawel Althamer. 97 artisti internazionali con opere esposte per 108 giorni fra edifici istituzionali, spazi pubblici e gallerie Fort Kochi e Ernakulam: ordinati dal curatore Sudarshan Shetty fino al 29 marzo 2017 sotto il titolo di Forming in the pupil of an eye. Risultato? Fatevi un’idea dalla nostra fotogallery…

www.kochimuzirisbiennale.org

 

 

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