La Fondazione Merz sbarca in Sicilia per Manifesta. Ecco i progetti dell’istituzione torinese per il 2018

Collaborazione con il Comune di Palermo e la Fondazione Sicilia per portare avanti una serie di iniziative che animeranno il capoluogo siciliano fin dai primi mesi del 2017

Wael Shawky, Cabaret Crusades. The Horror Show File, 2010 – still da film – © Wael Shawky – Courtesy Sfeir-Semler Gallery, Beirut & Amburgo e Lisson Gallery, Londra & Milano
Wael Shawky, Cabaret Crusades. The Horror Show File, 2010 – still da film – © Wael Shawky – Courtesy Sfeir-Semler Gallery, Beirut & Amburgo e Lisson Gallery, Londra & Milano

Proseguono a Palermo i preparativi che conducono a Manifesta 2018, con progetti che coinvolgono attori esterni alla città. Dopo i coniugi Francesca e Massimo Valsecchi, che hanno acquistato e restaurato palazzo Butera per farne la sede espositiva della loro collezione di arte antica e contemporanea, dopo la scelta di OMA di Rem Koolhaas come Creative Mediator, adesso è la volta della Fondazione Merz. L’istituzione torinese ha recentemente annunciato la collaborazione con il Comune di Palermo e la Fondazione Sicilia per portare avanti una serie di iniziative che animeranno il capoluogo siciliano dai primi mesi del 2017 fino al 2018, in concomitanza con Palermo Manifesta. La sinergia, inoltre, coinvolgerà anche il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas. Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Laura Barreca, verterà sul tema del Mediterraneo, inteso come luogo di incontro ideale e reale di popoli e culture. Una riflessione sulla condizione geo-politica attuale, che oggi trova il suo naturale palcoscenico nella sincretica Palermo.

ORIENTE E OCCIDENTE
Il primo appuntamento si terrà dal 6 febbraio al 3 marzo 2017 presso il cinquecentesco Palazzo Branciforte, e vedrà protagonisti due artisti a prima vista distanti per background e linguaggio: l’egiziano Wael Shawky, vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize, e il siciliano Mimmo Cuticchio, cantastorie erede della tradizione siciliana dell’Opera dei Pupi, dichiarata dall’Unesco patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Shawky e Cuticchio raccontano con il lessico proprio delle rispettive tradizioni culturali la storia delle Crociate: il primo si ispira a fonti medievali islamiche, il secondo narra – in Sicilia si dice “cunta” – le Crociate dal punto di vista europeo e cristiano. Nell’area del Palazzo Branciforte in cui è conservata l’ottocentesca struttura architettonica del Monte di Pietà, verrà installata l’opera di Shawky Cabaret Crusades: The Path to Cairo (adesso in mostra al Castello di Rivoli). E proprio tra le scaffalature lignee del Monte è custodita la storica collezione dei pupi siciliani della famiglia Cuticchio. Oriente e Occidente a confronto dunque, due mondi apparentemente differenti, ma in realtà accomunati dalle medesime sponde, quelle del Mediterraneo. Inoltre, l’ultimo film realizzato dall’egiziano dal titolo Al Araba Al Madfuna III – attualmente visibile presso la Fondazione Merz – sarà proiettato nella seicentesca chiesa dei S.S. Euno e Giuliano, nel cuore del centro storico di Palermo, nel quartiere arabo della Kalsa.

Wael Shawky, Cabaret Crusades. The Path to Cairo, 2012 - still da film
Wael Shawky, Cabaret Crusades. The Path to Cairo, 2012 – still da film

CONTEMPORANEO E ARCHEOLOGIA
La Via di Merz è il progetto su scala urbana che verrà realizzato in collaborazione con il Museo Salinas e inaugurato nel febbraio 2017, e proseguirà fino a dicembre 2018. Saranno installate opere d’arte contemporanea all’interno del museo e lungo via Bara all’Olivella, la strada che collega il Salinas a Palazzo Branciforte e in cui si trova anche il laboratorio di Mimmo Cuticchio. Un intervento che lega il contemporaneo all’archeologia, che sottolinea e attualizza “la dimensione mediterranea e il ruolo di Palermo come città in cui fin dall’antichità si sono incontrati popoli e culture”, commenta Francesca Spatafora, direttrice del Museo Salinas. Un’intesa, quella tra il capoluogo siciliano e la Fondazione torinese, che nasce – come spiega Laura Barreca – dalla “congiuntura di un comune sentire. Siamo riusciti a creare una sinergia tra una fondazione privata, il Comune, un museo regionale e una delle fondazioni più importanti d’Europa che ha deciso di investire a Palermo. La Via di Merz rappresenta l’avamposto che la Fondazione Merz ha realizzato a Palermo in vista della prossima Manifesta ed è una delle prime iniziative mirate a costruire un legame con il territorio”.

UN TERRENO FERTILE SU CUI COSTRUIRE
Dalle parole del presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, riusciamo ad avere qualche informazione in più sulla prossima Manifesta palermitana: “questa collaborazione, le installazioni di Shawky e La Via di Merz saranno un’ottima occasione per rilanciare Palazzo Branciforte, aprire gli spazi in cui sono conservate opere di arte antica e moderna al contemporaneo e per prepararci a Manifesta, dato che la Fondazione ha dato la disponibilità dei propri spazi per la biennale”. Entusiasta dell’attuale clima cittadino e aperto a nuove collaborazioni è l’assessore alla Cultura di Palermo Andrea Cusumano: “proprio in questi giorni sono tanti i contatti importanti per altri possibili progetti con istituzioni che forse in passato guardavano Palermo e la Sicilia al massimo con curiosità, oggi invece con interesse e ottimismo. Sinergie importanti, anzi faccio un invito ad altri a fare lo stesso. Palermo ha un centro storico meraviglioso, economicamente vantaggioso e pieno di vitalità. La città è un terreno fertile su cui costruire”.

Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.