SubBrixia. L’arte nella metropolitana di Brescia

SubBrixia, il progetto che porta il contemporaneo nella metropolitana di Brescia – un percorso ideato e prodotto da Fondazione Brescia Musei e Brescia Mobilità in collaborazione con il Comune di Brescia – è ora completo. Attraverso la curatela di Nero sono state finalmente esposte cinque opere d’arte in cinque diverse fermate.

SubBrixia, Brescia, fermata Stazione - Marcello Maloberti
SubBrixia, Brescia, fermata Stazione - Marcello Maloberti

QUANDO L’ARTE è UNDERGROUND
La metropolitana di Brescia si presenta vertiginosa, una distesa verticale, lucida e greve, tra acciai, vetri, condotti in alluminio, superfici specchianti e improvvisi cannicci di bambù che creano cortine fittizie tra una banchina e l’altra. Le scale mobili scendono in profondità di parecchi metri, al di sotto della superficie urbana, sottraendo con rapidità, a palazzi moderni e antichi, il primato della vista nello spazio.
La linea metropolitana è composta da diciassette stazioni e percorre la città per una lunghezza complessiva di circa quattordici chilometri. Una sola linea, sulla quale, a partire da Stazione (fermata in coincidenza della stazione ferroviaria di Brescia), per ogni fermata successiva delle prime cinque selezionate, cinque artisti italiani hanno prodotto un’installazione ciascuno, pensata ad hoc e allestita site specific su pareti, soffitti, angoli e ambienti.
L’architettura futuristica della metropolitana ospita, inglobandolo, il progetto curato da Nero, associazione che opera nel campo della cultura e delle arti contemporanee, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. SubBrixia si presenta come una mostra puntuale, allestita per passaggi, un percorso che esce dal museo per svilupparsi in interventi a tempo che, talvolta, si perdono completamente con le diverse tipologie di rumore che interessano un luogo di transito – quindici milioni di viaggiatori in due anni e mezzo.

SubBrixia, Brescia, fermata Marconi - Rä di Martino
SubBrixia, Brescia, fermata Marconi – Rä di Martino

LE OPERE INAUGURATE NEL 2015
Ripercorrendo il sentiero, la prima delle cinque tappe obbligatorie di SubBrixia è allestita il 29 ottobre 2015: Rä di Martino alla Fermata Marconi espone il manifesto per un film mai  realizzato, ispirato alla pellicola cult The Swimmer del 1964 con Burt Lancaster. La storia, tratta da un racconto di John Cheever, narra di un uomo di successo che decide di tornare alla propria casa, situata alla periferia di una  grande  città,  nuotando  attraverso  le  piscine  delle ville dei ricchi vicini.  Il film è una metafora della  caduta  del  sogno americano facilmente aggiornabile ai contesti economici e sociali attuali.
Il 17 dicembre dello stesso anno, nella fermata Stazione viene posta Brixia, lavoro concepito da Marcello Maloberti e installato tra le due scale mobili. L’idea del cartello stradale è strettamente legata al luogo, cioè una delle porte della città. Si tratta di una scultura-oggetto che si sviluppa in verticale, tagliando orizzontalmente lo spazio, cadendo dall’alto come un lampadario e facendo da landmark. La scritta Brescia sottosopra rappresenta idealmente una seconda città, quella archeologica che si sviluppa sottoterra. Due città speculari, una che si sviluppa in superficie, l’altra antica sottoterra.

SubBrixia, Brescia, fermata Piazza Vittoria - Elisabetta Benassi
SubBrixia, Brescia, fermata Piazza Vittoria – Elisabetta Benassi

FONASSI E BENASSI: LE OPERE DEL 2016
Il 28 gennaio 2016, alla fermata Ospedale SubBrixia espone un’opera sonora concepita da Francesco Fonassi, l’unico bresciano tra i selezionati. L’inaugurazione inizia con una performance live del duo FLOS costituito da Luca Formentini e Stefano Castagna. Il lavoro permanente (fino a dicembre 2016), invece, si intitola Rationabiles  tubas, o guarigione e consiste in un tono, o più tecnicamente un cluster generato da un insieme di ottoni (bassotuba  e trombone) che lavorano sull’idea di persistenza del suono nello spazio. Un continuum sonoro che, grazie all’elettronica, viene modificato e manipolato con strumentazioni non digitali, ma analogiche.
Il 21 aprile, alla fermata centralissima di Piazza Vittoria, Elisabetta Benassi invece fa scoccare a ogni ora del giorno una sequenza di frasi trasmessa attraverso il sistema di  audio  diffusione della  metropolitana. Le asserzioni, cantate come fossero slogan o annunci, sono tutte  titoli tratti dalle opere di Boetti. Un omaggio indiretto all’artista che più di ogni altro ha portato avanti una ricerca ironica e concettuale intorno al pensiero di tempo, caso e necessità, ordine e disordine.

SubBrixia, Brescia, fermata Sanfaustino - Patrick Tuttofuoco
SubBrixia, Brescia, fermata Sanfaustino – Patrick Tuttofuoco

PATRICK TUTTOFUOCO CHIUDE IL CERCHIO
In ultimo, lo scorso 25 maggio, Patrick Tuttofuoco allestisce il lavoro più imponente fra i cinque, completando il ciclo espositivo. La fermata Sanfaustino viene illuminata a intermittenza da un’installazione a cascata, luminosa che dialoga con la condizione sotterranea ed è realizzato con tubi neon soffiati a mano che riproducono su tre livelli diversi gli elementi scelti dall’artista. Le linee di neon sono 3 (Minerva, Claudio II detto il Gotico e una colonna corinzia) si accendono e si spengono,  cambiando gradualmente la dominante cromatica dell’ambiente.
Ora si attendono già nomi e scansioni del programma di SubBrixia 2017.

Ginevra Bria

www.bresciamobilita.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.