Le fogne del Colosseo svelano usi e costumi degli antichi Romani. Ecco cosa è emerso dagli scavi

Tra le gradinate dell’anfiteatro, durante gli spettacoli, i Romani erano soliti sgranocchiare semi, noci, susine, nocciole e more, oltre a ornare gli spazi con foglie di bosso e di alloro. Ecco i risultati delle ricerche condotte in un recente scavo nei collettori fognari

Sapevate che è possibile ricostruire usi e costumi delle antiche civiltà studiando, degli edifici da loro abitati e frequentati, anche i sistemi idraulici e fognari? È questa la più interessante e intrigante – per addetti ai lavori e non – conclusione emersa durante la giornata di studi svoltasi a Roma presso la Curia Iulia del Parco Archeologico del Colosseo, dal titolo Idraulica del Colosseo. Presentazione dei nuovi dati dalle ricerche nei collettori fognari: una equipe di ricerca diretta da Martina Almonte, Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro dal gennaio 2022 ha intrapreso uno scavo stratigrafico del collettore sud del celeberrimo anfiteatro, e ciò che è emerso – oltre alle dinamiche di funzionamento delle reti idriche del monumento – è un quadro sulle abitudini degli antichi Romani durante gli spettacoli al Colosseo.

Parte finale del collettore sud. Archivio del Parco Archeologico del Colosseo

Parte finale del collettore sud. Archivio del Parco Archeologico del Colosseo

DALLE RETI FOGNARIE DEL COLOSSEO EMERGONO REPERTI CHE RACCONTANO L’ANTICA ROMA

Le ricerche effettuate negli antichi condotti hanno svelato una grande quantità di reperti, tutti diversi per tipologia, come semi e frutti di piante coltivate (fichi, uva, meloni, olive, pesche, ciliegie, susine, noci, nocciole e pinoli) e resti di piante spontanee come le more: questi, probabilmente erano i cibi consumati dagli spettatori sulle gradinate. Sono stati ritrovati inoltre cuticole e frammenti di foglie di bosso e di alloro, piante che venivano utilizzate per decorare l’arena durante gli spettacoli, e ossa di animali come orsi, leoni, cani, bassotti, costretti a lottare tra loro sull’arena oppure impiegati per le venationes, battute di caccia con le quali si intrattenevano gli antichi Romani. Sono riemersi inoltre dadi da gioco, oggetti d’uso personale, come uno spillone in osso lavorato, elementi di vestiario come borchie, chiodini da scarpe e frammenti di cuoio e 53 monete di età tarda, tutte in bronzo tranne un sesterzio in oricalco di Marco Aurelio emesso nel 170-171 d.C.

Parte finale del collettore sud. Archivio del Parco Archeologico del Colosseo

Parte finale del collettore sud. Archivio del Parco Archeologico del Colosseo

PERCHÉ STUDIARE L’ANTICA RETE FOGNARIA DEL COLOSSEO?

La ricerca è stata condotta per comprendere meglio il funzionamento delle fogne antiche e dell’idraulica del Colosseo, raccogliendo informazioni che possano rivelarsi utili oggi per risolvere il problema dello smaltimento delle acque dell’anfiteatro: “l’importante lavoro di ricerca promosso dal Parco, in collaborazione con i migliori istituti italiani e internazionali, ha permesso di capire meglio il funzionamento del Colosseo per quanto riguarda l’assetto idraulico, ma anche di approfondire il vissuto e le abitudini di chi frequentava questo luogo durante le lunghe giornate dedicate agli spettacoli”, spiega Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo. “Abbiamo deciso di presentare tali risultati nell’ambito di una giornata di archeologia pubblica, aperta alla partecipazione di tutti, perché crediamo fortemente che tutte le nostre attività, dalla ricerca alla valorizzazione, debbano essere condivise con i cittadini e con le comunità. Si tratta del primo passo, cui senz’altro seguirà l’edizione scientifica e la pubblicazione dei dati”.

Desirée Maida

https://parcocolosseo.it/

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Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

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