I marmi colorati e Roma. La collezione della Fondazione Santarelli in mostra ai Musei Capitolini

Ai Musei Capitolini, per i prossimi dieci anni, saranno esposti i marmi colorati di età imperiale della Collezione Santarelli, presieduta da Paola Santarelli che, in questa intervista, ci racconta la storia della sua famiglia e delle raccolte di marmi, pietre e frammenti colorati

Allestimento dei marmi Santarelli CC Zetema
Allestimento dei marmi Santarelli CC Zetema

È un’occasione per parlare della storia di famiglia molto speciale, che da quattro generazioni si contraddistingue per l’amore per l’arte e il collezionismo, la mostra che il prossimo 12 aprile verrà inaugurata in due sale di Palazzo Clementino ai Musei Capitolini, dal titolo I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini. L’esposizione è frutto dell’impegno e della volontà della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli di condividere, attraverso un comodato gratuito decennale, la sua importante collezione di sculture, marmi colorati, frammenti architettonici, dipinti su pietra e glittica con la città di Roma e non solo. Ben 660 marmi policromi di età imperiale daranno così l’opportunità di osservare e conoscere un capitolo della storia di Roma da una prospettiva artistica particolare, con un allestimento che “vuole raccontare la stretta connessione tra la presenza di materiali non-autoctoni alla città di Roma e l’espansione politica, economica e geografica dell’antico Impero Romano, tracciando territori e reti geografiche attraverso la storia e la memoria”, spiegano gli organizzatori. La mostra – a cura di Andrea G. De Marchi e Vittoria Bonifati – prosegue così il percorso intrapreso dalla Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli e i Musei Capitolini che, negli ultimi dieci anni, hanno ospitato una selezione della raccolta di glittica della Collezione Santerelli.

LA FONDAZIONE DINO ED ERNESTA SANTARELLI. INTERVISTA A PAOLA SANTARELLI

Nata nel 2004 dalla volontà di Paola Santarelli e la madre Ernesta Santarelli D’Orazio, in ricordo di Dino Santarelli, la Fondazione ha esteso nel 2008 la sua intitolazione, dopo la scomparsa di Ernesta D’Orazio. A raccontarci la storia della Fondazione, e della sua famiglia, è Paola Santarelli, figlia di Dino ed Ernesta, imprenditrice, collezionista e mecenate da anni impegnata a promuovere le arti e la cultura attraverso la Fondazione da lei presieduta.

Quali sono la visione e la missione della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli?

La Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli è una non profit che ha come missione principale la promozione e la divulgazione della storia di Roma attraverso la chiave di lettura dei marmi e delle pietre colorate. La nostra famiglia in tanti anni ha raccolto marmi e pietre, tra aste e contatti con altri collezionisti. Abbiamo ritenuto corretto, da romani, condividere con la città il nucleo delle nostre collezioni, che si compongono di sculture lapidee, marmi colorati della Roma imperiale, glittica (l’arte dell’incisione di gemme e pietre dure) e pittura su pietra.

Come nasce la collezione Santarelli?

La mia famiglia ha una “combinazione” particolare: le ultime quattro generazioni di uomini da parte paterna si sono sempre occupate di vini; mentre le ultime quattro generazioni di donne da parte materna hanno sempre avuto una grande passione per l’arte, ovvero mia nonna Santa, mia madre Ernesta, io e mia figlia Vittoria. Io sono nata e cresciuta con questo sentimento, e negli anni ho ampliato la collezione dando vita al comparto glittica. Abbiamo dato vita a questa collezione, che adesso è una raccolta di raccolte, con uno spirito di appartenenza a Roma, anche per riportare in città opere che nel tempo per svariate ragioni sono state portate via.

Come nasce la collaborazione con i Musei Capitolini?

La mostra sui marmi colorati arriva dopo quella, inaugurata nel 2012, dedicata alla glittica. Dato che a partire dall’età repubblicana la storia di Roma è fondata sul marmo, abbiamo ritenuto importante che un luogo museale rilevante come i Musei Capitolini dedicasse un’esposizione a questo tema, in modo che si potesse parlare della connessione tra la Capitale e il marmo, inteso questo non solo come materia ma come simbolo di potere ed elemento che connota le architetture dell’età imperiale. Anche questa sarà fruibile per dieci anni.

Di quali altri progetti si occupa la Fondazione?

A Roma, a Villa Lontana, promuoviamo progetti sul dialogo tra antico e contemporaneo, e abbiamo un accordo con l’Alma Mater di Bologna e la Fondazione Federico Zeri per supportare studenti con borse di studio. In futuro, vorremmo ampliare le nostre attività promuovendo anche residenze d’artista. Abbiamo in corso una collaborazione con la città di Amatrice, per supportarne la ricostruzione dopo il sisma. Abbiamo pubblicato tre volumi sulla città, e fatto realizzare un plastico che rappresenta come era Amatrice ai primi del Novecento, poi donato al Comune affinché potesse essere di aiuto per la ricostruzione. Inoltre abbiamo collaborato con numerosi musei per prestiti sempre a titolo gratuito, in Italia e all’estero, oltre a realizzare libri d’arte che parlano delle nostre collezioni ma sempre in dialogo con opere delle stesse epoche.

– Desirée Maida

Roma // dal 12 aprile 2022
I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini
Musei Capitolini – Palazzo Clementino
Piazza del Campidoglio, 1
http://www.museicapitolini.org
http://www.fondazionesantarelli.it/

Eventi d'arte in corso a Roma

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.