Il mega convegno online per fugare tutti i misteri su Caravaggio

I cinque appuntamenti di “1951-2021.L’enigma Caravaggio” cadono 450 anni dopo la nascita di Michelangelo Merisi: lo scopo è quello di sfatare i luoghi comuni e discutere di una serie di interrogativi ancora aperti sulla sua vita.

Autoritratti di Caravaggio

A 450 anni (451 in realtà) dalla nascita di Caravaggio un convegno internazionale vuole portare in primo piano le ultime ricerche sul misterioso maestro cinquecentesco. 1951-2021. L’enigma Caravaggio. Nuovi studi a confronto è il nome dei cinque incontri che si si terranno su Zoom nelle giornate di mercoledì 12, mercoledì 19, venerdì 21, mercoledì 26 e venerdì 28 gennaio 2022. L’iniziativa, racconta il professor Sergio Rossi dell’Università La Sapienza di Roma, ideatore dell’iniziativa con l’apporto del professor Rodolfo Papa dell’Accademia Urbana delle Arti vuole “sfatare i luoghi comuni sull’artista, come il suo presupposto ateismo e la sua omosessualità”, approfondire alcune parti della sua formazione culturale e artistica ed esaminare la sua influenza fuori dall’Italia e dall’Europa, così come anche contribuire a trovare risposta a una serie di importanti interrogativi rimasti aperti sulla vita di Michelangelo Merisi, come i suoi rapporti con la famiglia, i suoi spostamenti tra Milano e Roma e la presenza di possibili eredi. “Ci sono molte domande aperte. Uno degli enigmi, per esempio, è cosa abbia fatto Caravaggio tra il 1592 e ’96: non c’è nulla di certo in questi quattro anni. Gli ultimi documenti tra Milano e Caravaggio risalgono al ’92, e anche se molti sono convinti che sia arrivato a Roma nel ‘96, ci sono fonti che attestano la sua presenza a Roma e in sei diverse botteghe, prima di stabilirsi dal cardinal Del Monte”, racconta Rossi, grande esperto della materia di cui sta per uscire per l’editore napoletano Paparo il saggio Caravaggio allo specchio tra salvezza e dannazione. Al centro di diversi incontri – oltre alla discussione sul fatto che l’artista si accompagnasse o meno con delle famose cortigiane, al tempo protette dai maggiori personaggi dell’epoca, e alla decifrazione degli spartiti musicali contenuti nelle sue opere – ci sarà la dimostrazione di un Caravaggio credente.

I partecipanti al convegno 1951-2021.L’enigma Caravaggio

IL CARAVAGGIO MENO NOTO DI SERGIO ROSSI

Il Caravaggio cattolico è uno dei maggiori temi ancora aperti dell’artista: lui rientra in quel filone da Michelangelo a Pasolini dei “cattolici peccatori” sempre alla ricerca della salvezza”, spiega Rossi, “e così la maggior parte degli interventi dà conto di questo cattolicesimo particolare, dato che è indubbio che lui fu un violento, che ferì e uccise e stava sempre a litigare per motivi banali”. Questa doppiezza è profondamente addentro le sue opere e la sua vita: “Nella decollazione del Battista”, spiega Rossi, “c’è un elemento ignorato dalla critica che ci può aiutare: nel fondo del quadro, dietro le grate della prigione, ci sono due persone che assistono, una delle quali ha una benda in testa. Questa ferita è esattamente nel punto in cui l’artista era stato ferito nel duello con Tomassoni, la stessa fascia sulla fronte del Davide e Golia della Borghese (che è come un doppio autoritratto, una richiesta di perdono a Dio e al Papa). Caravaggio si sdoppia nel peccatore e allo stesso tempo si identifica spiritualmente con il San Giovanni Martire”, rimarca Rossi.

I PARTECIPANTI AL CONVEGNO INTERNAZIONALE DEDICATO A CARAVAGGIO

Il convegno, a partire dal nome, prende le mosse da quel 1951 che fu l’inizio dei nuovi studi su Caravaggio: “È la data della prima mostra, al Palazzo Reale di Milano, su Caravaggio e i caravaggeschi: Roberto Longhi ha guadagnato sull’onda di questa esposizione la fama di massimo esperto, scontrandosi però con la scuola romana di Leonello Venturi e Giulio Carlo Argan”, di cui Rossi è stato uno dei pochi allievi. Per questi incontri – le cui prime due sessioni saranno maggiormente concentrate su temi religiosi, e le seguenti sugli anni di Malta, sull’influenza caravaggesca sulla scena artistica francese, spagnola e globale e su discussioni sulla tecnica della sua pratica artistica (e in particolare del disegno preparatorio) – sono stati coinvolti 40  relatori, tra cui massimi esperti internazionali come Claudio Strinati, Marco Bussagli, Silvia Danesi Squarzina, Stefania Macioce, Bert Treffers, Rossella Vodret e Alessandro Zuccari. Il convegno, libero e gratuito, vuole creare un trait d’union tra il mondo accademico-universitario e quello didattico-divulgativo, e rilascerà crediti riconosciuti dalle università accreditate. “Gli enigmi non si potranno svelare né risolvere in questa sede”, conclude Rossi, “ma le tematiche si possono approfondire, con interventi e relazioni con prospettive anche molto diverse”.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.