Il Museo Marino Marini di Firenze ora è aperto anche la domenica grazie a Leon Battista Alberti

Il museo fiorentino, che conserva le opere di uno dei più grandi scultori del primo Novecento, sorge in una chiesa sconsacrata in cui si trova anche il Tempietto Rucellai di epoca rinascimentale (che è invece ancora luogo sacro!). Tutta l’incredibile storia.

Veduta del Tempietto del S Sepolcro. Cappella Rucellai. foto Valentina Grandini
Veduta del Tempietto del S Sepolcro. Cappella Rucellai. foto Valentina Grandini

È ormai passato quasi un mese da quando è stato accordato ai musei il permesso di riaprire le proprie porte al pubblico, ma solo in zona gialla e solo nei giorni feriali. Una decisione molto contestata, che di fatto esonera una grande fetta di pubblico ad accedere alle collezioni museali (nonostante i risultati incoraggianti registrati fin dalle prime settimane). Attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, la Presidente del Museo Marino Marini di Firenze Patrizia Asproni comunica agli utenti, “una piccolissima #chiesa consacrata all’interno di un museo di arte contemporanea. 7 febbraio, domenica, il Museo Marino Marini #Firenze è aperto solo per la visita alla Cappella Rucellai, capolavoro dell’architettura del rinascimento di Leon Battista Alberti. Dalle ore 10 alle ore 18”. Il museo dedicato allo scultore della prima metà del Novecento (aperto tutti i venerdì dalle 10 alle 18), infatti, sorge nella sconsacrata Chiesa di San Pancrazio, che ospita tra le altre cose la Cappella Rucellai, progettata nel Quattrocento dal maestro Leon Battista Alberti per Giovanni di Paolo Rucellai. Proprio questo tempietto rimane l’unica parte ancora ufficialmente consacrata del complesso, pertanto resta visitabile anche al di fuori dei dictat imposti ai musei.

LA STORIA DELLA CAPPELLA RUCELLAI DI LEON BATTISTA ALBERTI A FIRENZE

Il legame tra il poliedrico Leon Battista Alberti (Genova, 1404 – Roma, 1472) architetto, scrittore, matematico, umanista e filosofo, con la potente famiglia Rucellai di Firenze era già iniziato con la sistemazione del proprio palazzo di famiglia (palazzo Rucellai, dal 1447), il completamento della facciata di Santa Maria Novella e la Loggia Rucellai. La realizzazione del tempietto, destinato ad accogliere le spoglie di Giovanni e collocato nella chiesa più vicina al palazzo di famiglia, fu l’ultima delle realizzazioni dell’Alberti nella zona. La sua costruzione fu celere, iniziata nel 1457 e terminata nel 1467. La cappella Rucellai o cappella del Santo Sepolcro si configura ancora oggi come spazio architettonico di gusto straordinariamente rinascimentale, ispirata al Santo Sepolcro di Gerusalemme (un elemento di grande ispirazione all’epoca, diffuso grazie alle testimonianze dei crociati partiti per la Terra Santa).

Veduta del del Tempietto del S Sepolcro, Cappella Rucellai, Firenze – foto Valentina Grandini

LO STATO SACRAMENTALE DELLA CAPPELLA RUCELLAI A FIRENZE

La cappella Rucellai è a pianta rettangolare e impostata sul rapporto aureo; è sostenuta da pareti scandite da paraste corinzie scanalate e rivestite da pannelli quadrati decorati da tarsie marmoree. Sulla trabeazione corre l’iscrizione, in eleganti caratteri lapidari romani ripresi dall’antichità, di un versetto di Marco. L’interno è accessibile da una porta molto bassa, ed è decorato da due affreschi di Giovanni da Piamonte (Cristo morto sorretto da due angeli e Resurrezione), un allievo di Piero della Francesca. Sul sarcofago si trova una statua di Cristo giacente. A caratterizzare la facciata esterna della struttura sono le tarsie marmoree che aderiscono alla tradizione romanica fiorentina, con esempi quali il Battistero di San Giovanni, San Miniato al Monte o la Badia Fiesolana. Lo stile delle formelle è sobrio e geometrico – la simmetria fu la cifra dello stile rinascimentale promulgato da Leon Battista Alberti – con motivi decorativi in marmo bianco e verde ognuno diverso dall’altro.

Particolare del Tempietto del S Sepolcro. Cappella Rucellai, foto Valentina Grandini
Particolare del Tempietto del S Sepolcro. Cappella Rucellai, foto Valentina Grandini

IL SUCCESSO DELLA CAPPELLA RUCELLAI A FIRENZE

Il successo riscosso dal monumento funerario fiorentino fu immediato, tanto che nel 1471 conseguì addirittura lo stato sacramentale, per mezzo di una bolla emanata dal Pontefice Paolo II, il quale concesse ai fedeli che lo visitavano nei giorni del venerdì Santo e della domenica Santa cinque anni di indulgenza plenaria. La bolla papale recitava: “chiunque si fosse fermato a pregare ai piedi di questo Sepolcro, durante il periodo pasquale della Passione di Cristo, avrebbe ottenuto l’indulgenza plenaria”. La Cappella Rucellai ha esercitato un grande fascino in tutte le epoche, tanto da influenzare ancora oggi gli artisti contemporanei: è il caso del grande architetto Alvar Aalto, che riprese lo schema delle formelle per applicarle alla decorazione di interni, mentre l’intera struttura è stata il punto di partenza per Studi di scomposizione manierista di Pablo Bronstein.

– Giulia Ronchi

https://museomarinomarini.it/struttura/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.