Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita, fino al 31 maggio 2021, una illuminante mostra sul legame fra gli Etruschi e la Campania. Con oltre seicento reperti esposti e una serie di prestiti eccellenti.

Nel controllo sulla Pianura padana e su quella campana stava, secondo lo storico greco Polibio, la chiave per capire la potenza etrusca sulla penisola italica. Questo il punto di partenza della mostra Gli Etruschi e il MANN, che ben illustra come questa tesi, articolata in un’analisi dello sviluppo della potenza etrusca nel territorio campano e nel rapporto dialettico con la Magna Grecia, e che aveva appassionato gli studiosi fin dal tardo Rinascimento, si affermi in maniera concreta solo all’inizio del XX secolo.
Per far questo l’esposizione è stata suddivisa in due sezioni, che illustrano da un lato la presenza etrusca nella zona, grazie alle testimonianze archeologiche provenienti dall’area campana e dall’altro l’aspetto antiquariale e collezionistico legato alla riscoperta degli Etruschi e un focus sui protagonisti dell’archeologia campana che hanno portato alla scoperta della Campania etrusca. Fra i pregi dell’esposizione c’è anche quello di aver ricostruito in parallelo una fase del percorso museologico del Museo Archeologico Nazionale e delle acquisizioni conseguenti a un’idea ottocentesca di “museo universale”. Da qui si apre un accattivante approfondimento su alcune delle figure del commercio antiquariale che restituiscono tutte le sfaccettature di un’epoca e della spregiudicatezza legata al commercio dei reperti antichi (in particolare le storie del dono Castellani e dell’acquisto Gargiulo) e si scoprono collezioni uniche, come quella di Stefano Borgia (da cui proviene la famosa Cista Bianchini), una delle rare collezioni settecentesche dedicate non alla cultura greco-romana, come era “di moda” nel periodo, ma a Etruschi, Egizi e Volsci.

Gli Etruschi e il MANN, exhibition view, 2020, photo Giorgio Albano
Gli Etruschi e il MANN, exhibition view, 2020, photo Giorgio Albano

LA MOSTRA AL MANN

La curatela della mostra è affidata al direttore ed etruscologo Paolo Giulierini e a Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, da cui provengono alcuni eccezionali prestiti in mostra, in particolare il corredo funerario della Tomba Bernardini da Palestrina (675-650 a.C.), uno dei più noti e ricchi, per la prima volta esposto accanto a quello della Tomba Artiaco 104 di Cuma, quasi omologa sepoltura principesca di area campana. L’esposizione abbraccia un arco temporale ampio, dal X al V secolo (con le sconfitte di Cuma del 524 e 474 a.C., che decretano la fine della potenza etrusca), con oltre 600 reperti esposti, di cui circa 200 provenienti dai depositi del museo per la prima volta esposti e restituiti al pubblico, dopo il restauro a opera del Laboratorio di Restauro del museo. Proprio per il grande numero di reperti l’allestimento avrebbe avuto bisogno di uno spazio maggiore, anche per rendere più chiaro durante la visita il percorso di grande respiro e ben articolato ideato dai curatori, e poter ammirare i reperti con più agio, valorizzando anche il recupero di alcune affascinanti vetrine ottocentesche del museo restaurate e “aggiornate” con illuminazione led e didascalie a vetro. Il catalogo della mostra, edito da Electa e a cura di Valentino Nizzo, si pone come accurata e perfetta sintesi degli studi e approfondimento per la visita.
Un percorso espositivo inedito che racconta di archeologia, collezionismo e museologia e che insieme alla mostra Pompei e gli Etruschi (andata in scena a Pompei, fra dicembre 2018 e maggio 2019, a cura di Massimo Osanna e di Stéphane Verger) ha posto le basi di nuovi itinerari culturali per la Regione Campania.

Alessandra Frosini

Evento correlato
Nome eventoGli Etruschi e il MANN
Vernissage12/06/2020 no
Duratadal 12/06/2020 al 31/05/2021
CuratoriValentino Nizzo, Paolo Giulierini
Generearcheologia
Spazio espositivoMANN - MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
IndirizzoPiazza Museo Nazionale 19 - Napoli - Campania
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Alessandra Frosini
Alessandra Frosini è critica e curatrice di mostre d'arte contemporanea. Laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzata in museologia e in management culturale, dal 2009 ha collaborato con musei, istituzioni, società e gallerie d'arte in Italia e all’estero per numerose mostre ed eventi, portando avanti una personale riflessione sul concetto di memoria. Scrive per testate d’arte quali ArsKey, Artribune, Espoarte, Juliet Art magazine, oltre che per cataloghi e riviste. È docente di museologia e museografia in master sull’organizzazione di eventi culturali e consulente per la compravendita di opere d’arte per privati, case d’asta e fondi d’investimento in arte. Fra le ultime collaborazioni come critico si segnala la partecipazione come giurato al Canova Art Prize di New York, mostra “Giorgio De Chirico and Giorgio Morandi. Rays of Light in Italian Modern Art” al Modern Art Museum di Shanghai, la mostra “Polixeni Papapetrou | Between worlds” per il Photolux Festival, e la doppia personale di Angelo Brescianini e Beatrice Gallori all’Aria Art Gallery di Istanbul.