500 anni dalla morte di Raffaello. 3 mostre nelle Marche dedicate al maestro urbinate

Il 2020 è un anno importante per le Marche: la regione italiana infatti è impegnata nelle celebrazioni in onore del “suo” artista, Raffaello, di cui quest’anno decorre in 500esimo anniversario dalla morte. A partire da 3 mostre organizzate a Urbino, Loreto e Jesi

Quello appena iniziato sarà, per il mondo dell’arte, un 2020 all’insegna di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520), di cui quest’anno decorre il 500esimo anniversario dalla morte. Vi abbiamo già parlato di alcune delle grandi mostre internazionali dedicate al maestro rinascimentale, come quella che sta per concludersi alla National Gallery di Londra; non mancano poi le mostre italiane, come Raffaello e gli amici di Urbino alla Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino, un’indagine sull’ambiente, la cultura e i maestri che hanno influenzato l’arte di Raffaello. Proprio le Marche continuano a celebrare il “proprio” artista con mostre che, nel corso dell’intero anno e in diverse città marchigiane, ripercorrono ed esplorano vicende di vita e d’arte di Raffaello, dando così a vita a “focus” particolari che permettono di ricostruire e conoscere l’opera del maestro urbinate. Ecco 3 mostre che abbiamo scelto per voi.

– Desirée Maida 

1. RAPHAEL WARE ALLA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE

Piatto, Coriolano davanti a Roma, Bottega di Guido di Merlino, Urbino, 1542 ca.

A cura di Timothy Wilson e Claudio Paolinelli, la mostra Raphael Ware. I colori del Rinascimento presenta 147 esemplari di maiolica italiana rinascimentale, dimostrano come la fioritura artistica di quel periodo abbia influenzato tutte le forme artistiche, compresa quella della maiolica. In tutta Europa, dal Seicento, la maiolica cinquecentesca italiana diventa una passione collezionistica e, a quella istoriata viene associato il nome del pittore urbinate, ovvero “Raphael ware”.

Urbino // fino al 13 aprile 2020
Raphael Ware. I colori del Rinascimento
Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino
Piazza Rinascimento 13
www.gallerianazionalemarche.it

2. LA STORIA DELLA MADONNA DEL VELO A LORETO

Raffaello e bottega – Madonna di Loreto

La “Madonna del velo o Madonna di Loreto” di Raffaello. Storia avventurosa e successo di un’opera è il titolo della mostra curata da Fabrizio Biferali e Vito Punzi, con la consulenza dei Musei Vaticani, che inaugurerà il prossimo 4 aprile al Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto, incentrata su un particolare capitolo della storia artistica di Raffaello: le vicende legate al dipinto raffigurante la Madonna del velo, detta anche Madonna di Loreto, di cui una copia realizzata dalla bottega di Raffaello fu donata all’inizio del XVIII secolo al santuario lauretano; ma di questa opera si sono poi perse le tracce. La mostra quindi ricostruirà le vicende relative ai passaggi di sede del dipinto raffaellesco, dall’altro sarà l’occasione per poter fruire di un’altra versione del soggetto che verrà restaurata per l’occasione: si tratta di quella attribuita a Raffaello e bottega, oggi in collezione privata, che dal 1822 faceva parte di una raccolta di dipinti antichi custodita nella residenza di campagna di Philip J. Miles a Leigh Court, nei pressi di Bristol. Il primo ad attribuire questo dipinto a Raffaello fu, nei primi anni del Novecento, Adolfo Venturi; successivamente si unirono al suo giudizio anche Bernard Berenson, Georg Gronau, Roberto Longhi e Federico Zeri.

Loreto (AN) // dal 4 aprile al 5 luglio 2020
La “Madonna del velo o Madonna di Loreto” di Raffaello. Storia avventurosa e successo di un’opera
Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto
Santuario della Santa Casa, Piazza della Madonna, 1
http://museopontificio.santuarioloreto.it

3. RAFFAELLO E ANGELO COLOCCI A JESI

Ritratto di Angelo Colocci

A giugno i Musei Civici di Palazzo Pianetti a Jesi ospiteranno Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica, mostra a cura di Giorgio Mangani, Francesco P. Di Teodoro, Ingrid Rowland, Vincenzo Farinella, Fabrizio Biferali e Paolo Clini che esplorerà le connessioni tra Raffaello e l’umanista jesino Angelo Colocci, punto di riferimento a Roma per artisti, antiquari e poeti, attraverso documenti originali e l’uso di tecnologie digitali che permetteranno la ricostruzione dei capolavori raffaelleschi. Nel libro La bellezza del numero. Angelo Colocci e la nascita dello stato nazione, l’autore (e curatore della mostra) Giorgio Mangani ipotizza che Colocci possa aver avuto un ruolo importante nella progettazione dei contenuti della Stanza della Segnatura di Raffaello in Vaticano; nella Scuola di Atene, inoltre, sarebbe rappresentato lo stesso Colocci, nelle sembianze del personaggio barbuto (nelle vesti di Strabone o Zoroastro) che tiene in mano il cosmo, ritratto vicino a Raffaello.

Jesi (AN) // dal 6 giugno 2020 al 6 gennaio 2021
Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica
Musei Civici di Palazzo Pianetti
Via XV Settembre, 10

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.