La Francia blocca l’esportazione dell’opera di Cimabue ritrovata in cucina e venduta all’asta

Scoperto per caso nella casa di un’anziana signora francese e venduto all’asta a collezionisti con base negli Stati Uniti per 24 milioni di euro, il piccolo dipinto di Cimabue non lascerà la Francia: il Paese infatti ne ha vietato l’esportazione perché ritenuto un “tesoro nazionale”

Cimabue, Cristo Deriso
Cimabue, Cristo Deriso

Risale allo scorso settembre la notizia che fece il giro del mondo, molto simile a una sceneggiatura cinematografica: la signora anziana che non sa di avere appesa alla parete di casa l’opera di un grande artista. È quanto accaduto a Compiègne, nei pressi di Parigi: una signora decide di far valutare il quadretto che da anni sosta sulla sua cucina, si rivolge così alla casa d’asta Actéon che fa l’incredibile scoperta: quel Cristo Deriso è di Cimabue e il suo valore di mercato si aggira tra i 4 e i 6 milioni di euro. Lo scorso 27 ottobre il quadro è stato venduto all’asta per ben 24 milioni di euro, la cifra più alta mai pagata per un’opera del periodo medievale. Gli acquirenti – potrebbe trattarsi della coppia di collezionisti cileni Álvaro Saieh e Ana Guzmán, “specializzati” in opere d’arte rinascimentale – però adesso devono fare i conti con la legislatura francese: il Paese infatti ha bloccato l’esportazione dell’opera, considerata un “tesoro nazionale”, con l’intenzione di riacquistarla.

IL CIMABUE RITROVATO E IL NO DELLA FRANCIA

Stando a quanto dichiarato dl Ministro della Cultura Franck Riester, il provvedimento “ci da il tempo per mobilitare tutti gli sforzi volti a far restare quest’opera eccezionale nelle nostre collezioni nazionali”. La Francia infatti ha 30 mesi di tempo per trovare i fondi necessari ad acquisire il quadro: a quanto pare, l’intenzione del Ministero sarebbe di collocare il Cristo Deriso al Louvre, accanto alla celeberrima opera di Cimabue Maestà.

IL CRISTO DERISO DI CIMABUE

Ad analizzare il quadro dell’anziana signora di Compiègne, in ottimo stato di conservazione, è stato lo studioso Eric Turquin, che lo ha così attribuito a Cimabue (Cenni di Pepo, 1240 – Pisa, 1302): si tratta di un’opera su legno di piccole dimensioni (25,8 cm x 20,3 cm), realizzata a tempera a uovo su fondo dorato. La riflettografia infrarossa eseguita sul dipinto lo data intorno al 1280. Si presume faccia parte di un dittico raffigurante la passione di Cristo; dal medesimo, proverrebbero anche altre due tavole: La Flagellazione conservata alla Frick Collection di New York e la Maestà con due angeli, alla National Gallery di Londra. Delle altre parti del dittico non vi è invece traccia, almeno fino a oggi.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.