Più di 20 sarcofaghi perfettamente conservati tornano alla luce a Luxor

La notizia dell’ultima scoperta sta facendo il giro del mondo per la rilevante importanza, tanto che, già prima dell’attesissima conferenza stampa, stanno circolando indiscrezioni e dettagli.

Foto Ministero dell'Antichità Egizie

L’Antico Egitto non smette di regalarci preziose testimonianze di civiltà vissute millenni fa, come ha dimostrato l’importante risultato della missione di scavo italo-egiziana ad Assuan. La notizia dell’ultima scoperta sta facendo il giro del mondo per la rilevante importanza, tanto che, già prima dell’attesissima conferenza stampa, stanno circolando indiscrezioni e dettagli.

LA SCOPERTA

L’equipe di archeologi che lavora nel sito corrispondente alla necropoli tebana di Al- Assasif, sulla riva occidentale del fiume Nilo, non ha potuto credere ai propri occhi quando dal suolo ha visto riemergere così tanti sarcofaghi, perfettamente conservati. Non a caso il ministero delle antichità ha descritto la scoperta come “una delle più grandi e importanti” degli ultimi anni. La serie di oltre 20 reperti era disposta su due livelli in una grande tomba e la maggior parte presenta decorazioni che conservano ancora i loro colori originari.

IL SITO ARCHEOLOGICO

Ad Al-Assasif, durante i periodi faraonici, sarebbero stati sepolti nobili e funzionari reali. I reperti precedentemente emersi nel sito sono risalenti a varie epoche che vanno dal Medio Regno, al Nuovo Regno, fino al Periodo Tardo, e quindi lungo un ampio arco di tempo che spazia dal 1994 al 332 a.C. La datazione dei sarcofaghi non è ancora stata resa nota.
La scoperta è avvenuta dopo un altro importante annuncio della scorsa settimana: a Luxor è stata infatti individuata una vera e propria “area industriale”, luogo di produzione di oggetti decorativi, mobili e ceramiche per tombe reali. Con 30 officine e un grande forno per la cottura della ceramica, il sito è stato individuato nella Valle delle Scimmie.

Antichità e turismo

L’Egitto da sempre ha a cuore i suoi preziosi reperti archeologici, testimonianza di una civiltà e cultura millenaria, ma anche fonte importante di reddito per il Paese. A riprova di questo, non solo la presenza già dal 1994 di un ministero dedicato, che vigila sul patrimonio archeologico – di questi giorni la notizia dell’arresto di un turista europeo sorpreso a scalare la piramide di Cheope -, ma anche gli importanti investimenti che si impiegano per portare avanti campagne di scavo e valorizzare i siti.
Tra questi, ricordiamo il grande museo che aprirà a Il Cairo proprio nel 2020: si tratta di uno spazio che sorgerà a soli 2 km dalle piramidi di Giza e ospiterà parte della collezione dell’Egyptian Museum, oltre ai reperti provenienti dai depositi dei siti archeologici di tutto il Paese.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI