A Ostia c’è Arte in memoria, la Biennale che celebra il ricordo

Si svolge fino al 14 aprile 2019 Arte in memoria, decima edizione della manifestazione, appuntamento fisso nella Sinagoga del Parco archeologico di Ostia antica; quattro progetti di artisti internazionali e un accenno di polemica per il disinteresse delle istituzioni della Capitale.

La Sinagoga di Ostia Antica
La Sinagoga di Ostia Antica

Presentata alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, la decima edizione della biennale d’arte dedicata alla memoria, organizzata dall’associazione culturale Arteinmemoria e da sempre curata orgogliosamente da Adachiara Zevi, la Biennale omonima si svolge fino al 14 aprile a Ostia. La mostra è promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali – Parco Archeologico di Ostia antica e si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma. A sostegno della manifestazione compaiono gli istituti di cultura in gioiosa rappresentanza delle diverse personalità artistiche presenti in mostra: il Forum austriaco di cultura, l’Istituto polacco di Roma, l’American Academy in Rome, insieme alle Ferrovie dello Stato e alla Fondazione FS italiane che si dichiarano a convinto supporto di iniziative impegnate in tale direzione citando il binario 21 a Milano, capostipite di progetti similari in giro per l’Italia.

I TEMI

Le parole chiave di questa edizione sembrerebbero non tanto quelle del ricordo e della commemorazione, quanto quelle di una memoria coltivata in prospettiva di un futuro più cosciente e più coscienzioso. Parla di inclusione e di convivenze Maria Rosaria Barbera, direttrice del Parco archeologico di Ostia antica, citando la storia del sito del quale dal 2017 è responsabile e referente. Un luogo in cui i culti pagani, quello della dea Mitra, i cristiani e i professanti religione ebraica convivevano “senza recinti e senza divisioni”. Così convivono nella mostra dell’edizione 2019, che abbraccerà il Giorno della Memoria in ricordo dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, i progetti degli artisti Ruth Beraha (Milano, 1986), Norbert Hinterberger (Altmünster, Austria, 1949), Zbigniew Libera (Pabianice, Polonia, 1959), Karyn Olivier (Trinidad e Tobago, 1968); i lavori implementano il bacino di opere che sin dalla prima edizione concorrono alla creazione di una vera e propria collezione di opere d’arte contemporanea in un sito archeologico: del 2002 sono i lavori donati da Sol LeWitt (Senza Titolo) e Gal Weinstein (Blaster), cui si sono aggiunti nel 2005 l’artista portoghese Pedro Cabrita Reis con Untitled; nel 2011 Liliana Moro con Stella polare; nel 2013 Michael Rakowitz con Gheniza per Ostia, mentre a conclusione dell’ottava edizione del 2015, Stih&Schnock hanno lasciato due esemplari di Sinergia. Fino al 2017 quando Ariel Schlesinger e Horst Hoheisel hanno lasciato le loro tracce all’interno della Sinagoga. Se c’è stato tanto entusiasmo, non è mancato però qualche appunto piccato, e sembra comunemente condiviso, al progressivo e irrimediabile allontanamento delle istituzioni locali che dalla giunta Alemanno in poi, eccetto una breve parentesi sotto la giunta Marino, si sono completamente scollate dall’evento, dimostrando quindi scarso interesse preferendo muovere le forze verso altri lidi.

Ofelia Sisca

Parco archeologico di Ostia Antica
Viale dei Romagnoli, 717, 00119 Roma RM
[email protected]

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