Tra Medioevo e archeologia. Alle origini dell’Emilia-Romagna

Museo Civico Medievale, Bologna ‒ fino al 4 aprile 2018. Non solo archeologia classica: nel capoluogo emiliano si fa il punto sull’intensa attività di scavo di contesti medievali in una mostra dal forte carattere scientifico, che ha permesso agli studiosi di rileggere le trasformazioni dell’Emilia-Romagna dalla fine dell’impero romano al XIV secolo.

Coppia di fibule a disco con teste di rapace da Imola, loc. Villa Clelia. Deposito Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
Coppia di fibule a disco con teste di rapace da Imola, loc. Villa Clelia. Deposito Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

Quarant’anni di ricerche archeologiche, condotte da Piacenza a Comacchio su siti databili dal Tardo-antico alla fine del Medioevo: dai risultati e dagli oggetti emersi dal suolo ha preso vita Medioevo svelato, una mostra allestita in due sale del Museo Civico Medievale di Bologna. Il percorso intende mettere in luce, attraverso sei sezioni, i mutamenti della città romana, il collasso del sistema delle ville antiche, l’arrivo delle nuove genti, la centralità degli empori per il commercio altomedievale, la riorganizzazione delle chiese e dei monasteri e infine la rinascita delle città dopo il Mille, a cui fa seguito il loro declino, nel XIV secolo, quando in Europa scoppiò la celebre peste nera narrata da Boccaccio. Per illustrare tutto ciò i curatori hanno scelto di non seguire un ordine topografico per località, ma di ricostruire idealmente i contesti archeologici, mettendoli in relazione tra di loro.

Fibula con cammeo dalla necropoli longobarda di Spilamberto. Deposito archeologico di Spilamberto
Fibula con cammeo dalla necropoli longobarda di Spilamberto. Deposito archeologico di Spilamberto

RITROVAMENTI PREZIOSI

Dai musei e dai depositi di tutta la regione sono stati quindi selezionati numerosi reperti scavati o recuperati dagli edifici, prevalentemente inediti, tra i quali per esempio i bacini in maiolica realizzati per la decorazione della chiesa di San Giacomo a Bologna ‒ su uno dei quali è ritratto un certo frate Simone ‒ e che, usciti per la prima volta dai depositi della Soprintendenza, si vorrebbe lasciare d’ora in poi esposti al pubblico nel museo.
Ma molti sono stati i ritrovamenti, talvolta sorprendentemente raffinati e preziosi: dai piatti in argento per uso simbolico e celebrativo rinvenuti a Cesena, che raffigurano una scena di banchetto, alle fibule di età gota; dal tesoro di Reggio Emilia, i cui gioielli paiono attualissimi, all’elegante spilla con cammeo ritrovata a Spilamberto.

Capitello di lesena o pilastro da Carpineti, Pieve di San Vitale. Deposito Carpineti, Pieve di San Vitale
Capitello di lesena o pilastro da Carpineti, Pieve di San Vitale. Deposito Carpineti, Pieve di San Vitale

UNA MOSTRA SPECIALISTICA

Se sulla carta l’esposizione si pone come un viaggio nella storia per capire le origini della regione Emilia-Romagna ‒ che nell’alto Medioevo vedeva la separazione delle terre occidentali, soggette alla conquista longobarda, da quelle orientali della Romagna bizantina ‒, l’allestimento scarno ed essenziale, che raccoglie in ampie vetrine insiemi di oggetti di tipologia molto differente e di cui spesso non è facile cogliere la portata e la funzione, nonché la quasi totale assenza di apparati divulgativi di immediata comprensione ‒ fatta salva una sintetica timeline introduttiva ‒ la rendono poco appetibile al grande pubblico, riservandola invece agli specialisti della materia.

Marta Santacatterina

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Nome eventoMedioevo svelato. Storie dell'Emilia-Romagna attraverso l'archeologia
Vernissage16/02/2018 ore 17
Duratadal 16/02/2018 al 17/06/2018
CuratoriLuigi Malnati, Sauro Gelichi
Generearcheologia
Spazio espositivoMUSEO CIVICO MEDIEVALE
IndirizzoVia Alessandro Manzoni 4 - Bologna - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.