L’azienda Parmacotto finanzierà i restauri delle Catacombe di San Gennaro a Napoli

Il noto brand alimentare finanzierà i restauri del sito paleocristiano napoletano. Gestite da una cooperativa di giovani del quartiere Sanità che ne curano l’apertura al pubblico, le catacombe puntano a raggiungere la quota di 100mila visitatori

Primo livello inferiore delle Catacombe di San Gennaro a Napoli
Primo livello inferiore delle Catacombe di San Gennaro a Napoli

Sembrerebbe proprio che instaurare partnership e sinergie stia diventando un trend diffuso nel mondo dell’arte, una tendenza che sta coinvolgendo musei, fondazioni, brand e addirittura governi. Proprio in questi giorni vi abbiamo parlato di La bellezza ci unisce, il progetto culturale e diplomatico promosso da Città del Vaticano e Cina, e della collaborazione, decisamente più pop, instaurata tra la maison Calvin Klein e The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Nelle ultime ore è stato firmato un accordo, totalmente made in Italy, tra il brand alimentare Parmacotto e La Paranza, cooperativa che gestisce l’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro a Napoli. I termini del sodalizio? L’azienda emiliana stanzierà 30mila euro per il restauro del Vestibolo Superiore del sito paleocristiano.

Catacombe San Gennaro a Napoli
Catacombe San Gennaro a Napoli

LA STORIA SOTTERRANEA DI NAPOLI

Nel cuore del quartiere Sanità, le Catacombe di San Gennaro sono disposte su due livelli non sovrapposti, e il loro nucleo originario risale al II secolo d. C. Si tratta, probabilmente, del sepolcro di una famiglia gentilizia che poi donò gli spazi alla comunità cristiana. L’ampliamento delle catacombe iniziò nel IV secolo d.C., in seguito alla deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, nella basilica ipogea a lui dedicata. Ed è attorno alla struttura di questa chiesa sotterranea che si è sviluppata la catacomba inferiore, secondo una struttura a reticolato. La catacomba superiore, invece, ha origine da un antico sepolcro, databile al III secolo d.C., che conserva alcune delle prime pitture cristiane del sud Italia. La sua espansione è iniziata con la traslazione, avvenuta nel V secolo, delle spoglie di San Gennaro. La presenza del martire fece sì che la catacomba superiore diventasse meta di pellegrinaggio e luogo ambito per la sepoltura.

Catacombe San Gennaro a Napoli
Catacombe San Gennaro a Napoli

LE STORIE DI UNA COOPERATIVA E DI UN’AZIENDA CHE SI INTRECCIANO

Il progetto di valorizzazione delle Catacombe di San Gennaro inizia nel 2008, quando La Paranza – che aveva già in gestione la Catacomba di San Gaudioso nella Basilica di Santa Maria della Sanità – vince il bando storico-artistico di Fondazione con il Sud, primo passo del processo che ha portato al recupero, la gestione e l’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro. Oggi questa mission è ulteriormente rafforzata grazie al supporto che Parmacotto darà alla cooperativa per promuovere il restauro conservativo del Vestibolo Superiore del sito paleocristiano. “Quando abbiamo visitato questo sito e ascoltato la storia di questi ragazzi è scoppiato il colpo di fulmine. Le Catacombe di San Gennaro hanno fatto un percorso di rinascita simile a quello intrapreso da Parmacotto in questi ultimi anni, e negli occhi dei ragazzi della Sanità abbiamo visto la stessa forza nostra per uscire dalla crisi”, spiega l’Amministratore Delegato di Parmacotto Andrea Schivazappa, facendo riferimento alla crisi che nell’ultimo anno ha colpito l’azienda emiliana.  “Nei primi due anni come AD di Parmacotto”, continua Schivazappa, “ho lavorato per salvare quasi tutti i posti di lavoro e ottenere una crescita significativa del 5% ogni anno. Ora eravamo pronti per un impegno di responsabilità sociale e abbiamo scelto le Catacombe per il valore culturale ma anche per il potente significato sociale, perché dimostra come un gruppo di giovani di un quartiere difficile possa esprimere al meglio le proprie potenzialità se gliene viene data la possibilità”.

Catacombe San Gennaro a Napoli
Catacombe San Gennaro a Napoli

IL RESTAURO

“Il consolidamento degli intonaci originali sarà effettuato con micro iniezioni di malta idraulica”, spiega il responsabile del restauro Michele Gargiulo. “Dato il danneggiamento della superficie pittorica in un’area molto vasta, prima ci sarà un’accurata pulizia dei depositi superficiali, poi si interverrà con solventi per la presenza di vecchi protettivi”. Al terzo posto della classifica dei siti italiani più apprezzati dai viaggiatori secondo TripAdvisor, le Catacombe di San Gennaro si apprestano a raggiungere, entro la fine dell’anno, i 100mila ingressi: “a metà dicembre”, spiega Giovanni Maraviglia, presidente della Fondazione La Paranza, “raggiungeremo 100mila visitatori. Siamo sulla strada giusta e continueremo nella nostra impresa di convincere le persone a visitare il quartiere Sanità e le catacombe”.

– Desirée Maida

www.catacombedinapoli.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.