Vittorio Sgarbi filantropo (e populista?). Il suo vitalizio per il restauro di opere d’arte

Un video postato su Facebook fa il giro del web.  Valanga di consensi per Vittorio Sgarbi, che decide di dare in beneficenza il suo vitalizio da ex politico. Servirà a finanziare i restauri di opere d’arte italiane. Uno spot auto promozionale, ma anche un messaggio per la politica…

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Il vento populista deve aver contagiato anche un anti grillino doc come Vittorio Sgarbi. Che con uno dei suoi efficacissimi video acchiappa-click, postato sulla sua pagina Facebook, ha annunciato di voler rinunciare al vitalizio da ex parlamentare, mettendolo a disposizione per il bene comune. Voglia di pubblicità? Gesto plateale per ingraziarsi i favori del popolo? La solita solfa sul politico che si taglia lo stipendio, con cui certuni (escogitando ottimi trucchi per portarsi a causa comunque lauti rimborsi) hanno costruito una carriera?
Resta difficile crederlo, per uno che ha sempre detestato le retoriche buoniste e i gesti platealmente ruffiani. Uno che dell’essere politicamente scorretto ha fatto un vanto, un segno distintivo. Uno, però, che in quanto a narcisismo e protagonismo batte tutti: la tentazione del colpo di teatro mediatico è sempre alta.
Auto propaganda senz’altro, ma c’è dell’altro. L’amore per l’arte resta il motore principale. “Ho deciso, per evitare inutili polemiche, ed essendo fermamente convinto che il danaro non ci appartenga, e nel caso mio serva soltanto per il bene della Nazione e del patrimonio artistico, che le iniziative che portano il nome di Rinascimento abbiamo da qui in avanti un contributo corrispondente al mio vitalizio”. Quantificando, la cifra non è niente male: “Da quando ho iniziato a prenderlo, possiamo partire dal 2007, sono passati 10 anni, si tratta quindi di 600mila euro”.

IL PRIMO CONTRIBUTO PER UNA STATUA DI DONATELLO

Il gruzzoletto sarà utilizzato come contributo per il restauro di opere d’arte del Rinascimento italiano, che, specifica il critico, “inizieranno subito”. Nessuno pensi che “si tratti di una dichiarazione astratta”. E a sorpresa c’è già un primo progetto: si inizia con “un capolavoro straordinario, un Santo di Donatello scoperto a Fabriano, di cui è già in corso il processo di analisi per il restauro. A quell’opera andranno i finanziamenti che io ho raccolto con il vitalizio. Quei soldi andranno tutti per i restauri del patrimonio artistico abbandonato o terremotato”. Che dire? Resta un fatto che la beneficenza dovrebbe essere cosa privata e che occorrerebbero semmai modifiche strutturali rispetto al tema dei costi della politica e soprattutto a quello dei fondi per i beni culturali. Lo spontaneismo non cambia l’assetto di un Paese.

La statua di San Pietro Martire recentemente attribuita a Donatello, custodita nella Chiesa di S. Lucia di Fabriano
La statua di San Pietro Martire recentemente attribuita a Donatello, custodita nella Chiesa di S. Lucia di Fabriano

In ogni caso, il fine è lodevole e soprattutto c’è un dettaglio: Sgarbi non fa più politica (a parte certe uscite pittoresche, che sono più colore che sostanza) e non è in cerca di voti per accaparrarsi un seggio o per spingere un partito nazionale. Magari questa nuova uscita va letta anche come un monito: servono più risorse, impegno, attenzione, battaglie, per difendere l’immenso patrimonio storico-artistico italiano. Tagliare i costi inutili significa rimetterli dove c’è un’urgenza. Tanto c’è ancora da fare in tal senso, ma qualcosa in questi anni si è ottenuta in termini di spending review: i famosi vitalizi, ad esempio, non esistono più dal 2011. Il sistema è oggi quello delle normali pensioni contributive, con un incasso per i deputati pari a 5 volte meno rispetto al passato.
Resta da capire come faccia il celebre storco dell’arte a reperire i finanziamenti. Li ha davvero tenuti da parte in tutti questi anni, mese dopo mese, senza spenderli?

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.