Un dipinto inedito dell’artista rinascimentale Lavinia Fontana arriva al Museo Nazionale di Stoccolma
L'opera, esposta dal 1° settembre, è una pala d'altare raffigurante le mistiche nozze di Santa Caterina d'Alessandria. L'autrice è una delle prime pittrici professioniste d'Europa
Un interno sontuoso: la Vergine Maria e Gesù appaiono in visione a Santa Caterina d’Alessandria, a cui, secondo la leggenda, il bambino era promesso sposo. È intimo il soggetto della pala d’altare dell’artista rinascimentale Lavinia Fontana (Bologna, 1552 – Roma, 1614), un’opera sconosciuta fino all’acquisizione da parte del Nationalmuseum di Stoccolma, il Museo Nazionale della capitale svedese.

Chi è l’artista rinascimentale Lavinia Fontana
Nata a Bologna nel 1552, Fontana fu una delle pittrici italiane di maggior successo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Figlia del pittore Prospero Fontana, ebbe la fortuna di studiare con il padre e di conoscere attraverso di lui molti futuri colleghi, come i Carracci; nel 1577 sposò Gian Paolo Zappi, un nobile minore e pittore, che divenne a tutti gli effetti il suo agente artistico. Considerata la prima donna professionista a gestire un proprio studio, Fontana sostenne economicamente il marito e i loro 11 figli affermandosi come ritrattista di successo prima a Bologna e poi a Roma, ma anche come pittrice di opere devozionali, mitologiche e pale d’altare. Se i ritratti riflettevano un’area di interesse tradizionale per le artiste del periodo, i soggetti religiosi lo erano assai meno.
Intorno al 1590, Fontana ricevette la sua prima commissione papale e nel 1603 si trasferì con la famiglia a Roma, diventando una delle prime donne ammesse alla prestigiosa Accademia di San Luca e ottenendo, per via delle numerose commissioni, il soprannome di “Pontificia Pittrice”. Famoso è il suo ultimo dipinto, Minerva in atto di abbigliarsi, realizzato su richiesta del cardinale Scipione Borghese.

Il dipinto inedito sulle mistiche nozze di Santa Caterina d’Alessandria
La pala d’altare comparsa a Stoccolma apparteneva a una collezione privata italiana di fine Ottocento ed era ancora sconosciuta al mondo dell’arte. L’opera, dipinta nel 1607, si distingue per l’eccezionale qualità raggiunta da Fontana all’apice della sua carriera: c’è una completa padronanza della forma e del colore. L’interpretazione di Fontana delle nozze mistiche di Santa Caterina – un soggetto popolare nel Rinascimento, già affrontato dall’artista in una tela oggi conservata alla Galleria Nazionale di Victoria a Melbourne -, è raccolta, e mostra morbide transizioni tra luci e ombre: l’elegante abito e la posa della santa riflettono lo stile del tempo, mentre l’espressione del bambino, che infila l’anello al dito della santa sotto lo sguardo della madre, è di grande naturalezza. È una delle composizioni religiose più ambiziose dell’artista, e una rara aggiunta al suo corpus di opere.

L’acquisizione e l’esposizione al Museo Nazionale di Stoccolma
Il dipinto (delle dimensioni di 158 per 119 centimetri) è quindi esposto dal 1° settembre nelle gallerie del museo svedese. L’acquisizione, resa possibile da una donazione del Fondo Sophia Giesecke, si inserisce nella strategia del Nationalmuseum volta ad arricchire le proprie collezioni con opere di artiste donne, affiancando Fontana alle coeve Sofonisba Anguissola (Cremona, ca. 1532 – Palermo 1629) e Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1654-56).
Giulia Giaume
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