In un’ex vetreria di Brescia l’artista Andrea Bocca racconta i suoi sogni “fuor di metafora”. La recensione
Pavimento, soffitto e vuoto sono i tre interlocutori delle opere scultoree di Bocca in mostra fino al 25 settembre 2026 nello spazio di Fertile, dove l’artista interviene sulle sue coordinate mettendole in tensione e alterandone la percezione
Un albero cresce dove non dovrebbe. Attraversa il pavimento, si arrampica nello spazio e punta verso l’alto, fino al lucernario. È una scultura di metallo, un corpo artificiale che conserva l’idea di un tronco e insieme la rende estranea e monumentale. È La salita, il nuovo progetto di Andrea Bocca, curato da Luca Cremona e presentato da Fertile, spazio multidisciplinare nato (da un’ex vetreria) nel 2025 a Brescia.

La mostra “La salita” di Andrea Bocca da Fertile a Brescia
Pavimento, soffitto e vuoto sono i tre interlocutori delle opere scultoree di Bocca, che interviene sulle coordinate dell’architettura, mettendole in tensione e alterandone la percezione. Così, tra realtà e immaginazione, gli oggetti sono riconoscibili, ma qualcosa nella loro scala, nella loro posizione o nel rapporto con l’ambiente li sottrae alla normalità. Una condizione alla base della ricerca dell’artista, nato a Crema nel 1996 e attivo a Milano, che lavora attraverso scultura e installazione sulla relazione tra oggetti, architettura e spazio. Al centro della mostra si trova La salita, l’opera che le dà il titolo. Il tronco metallico sembra emergere direttamente dal pavimento e svilupparsi verticalmente, raggiungendo circa sei metri di altezza. La sua crescita appare al tempo stesso impossibile e naturale, mentre la materia industriale simula un processo organico. Il tronco è costruito attraverso metalli e differenti finiture, ma tende a radicarsi, crescere e cercare la luce fino al lucernario, un’apertura verso l’esterno che la scultura sembra voler raggiungere.
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Andrea Bocca e la dimensione del sogno nelle parole di Chiara Spagnol
Nella postfazione al progetto, Chiara Spagnol interpreta questo cortocircuito attraverso la dimensione del sogno. L’immagine dell’albero che invade l’architettura viene accostata a una visione capace di sospendere per un istante le regole del mondo conosciuto. La salita, scrive Spagnol, è “un sogno fuor di metafora”, nel quale “la realtà si piega al cospetto dell’onirismo e la grammatica dell’inconscio dà forma al visibile”. E così non è dunque necessario scegliere tra ciò che è reale e ciò che appartiene all’immaginazione. È proprio l’incertezza verso cui Bocca posa lo sguardo.

Le opere di Andrea Bocca in mostra da Fertile a Brescia
A introdurre questa dimensione onirica è Siesta (2026), un libro trasformato in un oggetto scultoreo e l’immagine è quella di una persona abbandonata al sonno, con l’oggetto appoggiato sul viso: da una parte c’è la realtà condivisa, regolata da misure e proporzioni; dall’altra uno spazio mentale nel quale quelle stesse regole possono deformarsi. “La mente si distacca temporaneamente dal corpo con l’intenzione di farvi presto ritorno e perde dolcemente il contatto con la realtà. Non del tutto, quanto basta”, descrive Spagnol. Ed è proprio quel “non del tutto” a definire La salita. Bocca non presenta infatti un universo apertamente fantastico, ma introduce piccole fratture nella percezione, facendo sì che ciò che appare familiare cominci lentamente a rivelarsi in modo diverso. Il libro di Siesta e il tronco di La salita possono allora essere letti come due estremi della stessa esperienza. Nel primo caso è il corpo a sottrarsi temporaneamente al mondo; nel secondo è il mondo a sembrare alterato dallo sguardo di chi lo osserva. Tra i due si apre una fessura nella quale le proporzioni si alterano e il tempo sembra rallentare.

Il finissage e la pubblicazione
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con contributi di Chiara Spagnol, Associates Architecture – Nicolò Galeazzi e Martina Salvaneschi – e Francesco Fusillo. Il volume sarà presentato il 25 settembre 2026, in occasione del finissage.
Caterina Angelucci
“Andrea Bocca. La Salita”
Fertile – fino al 25 settembre 2026
Via Arnaldo Soldini, 47, Brescia
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