Il corpo femminile tra mito, denuncia e folklore. Nelle opere dell’artista Anna Perach a Firenze 

Si svolge fino al 12 luglio 2026 la mostra Dis/Enchanted Interiors di Anna Perach tra MAD Murate Art District e il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze. Una riflessione sul corpo femminile come campo d’azione rivoluzionario e ponte tra passato e futuro

Nell’opera di Anna Perach (Zaporizhzhia, Ukraina, 1985) convivono diverse anime. È ucraina di origine, è cresciuta in Israele e si è formata artisticamente nel Regno Unito. E proprio Londra nel 2024 le ha dedicato una mostra personale presso Gasworks, fino ad approdare in Italia nel 2026 da MAD – Murate Art District. Non è una presenza scomoda quella di Perach, qui. Anzi, si inserisce in un percorso di lunga durata che la direzione di Valentina Gensini (che ha curato la mostra insieme a Veronica Caciolli) sta realizzando: multidisciplinare, che affonda la sua ricerca nelle radici dell’arte e della terra ed è intersezionale tra tematiche ambientali, di razza e genere, cogliendo la vocazione globale della città, Firenze, che ne ospita le attività. Inoltre, all’interno di un ciclo già collaudato di mostre che indagano i rapporti tra arte ed ecologia.

Anna Perach, Dis/Enchanted Interiors, MAD Murate Art District, Firenze, Installation View
Anna Perach, Dis/Enchanted Interiors, MAD Murate Art District, Firenze, Installation View

La mostra di Anna Perach da MAD – Murate Art District

Il campo d’azione di Perach, nota in Italia da anni anche grazie al lavoro della galleria ADA Project di Roma, è il corpo della donna, visto da una prospettiva antistorica, come piattaforma di azione e rivoluzione, come soggetto oppresso, e allo stesso tempo dotato di potere millenario, capace di metamorfosi e evoluzioni inarrestabili, come una sorta di divinità pagana. Il progetto espositivo, con opere realizzate dal 2019 fino ad oggi, parte dalla sala dedicata ad Anna Banti. Qui, nelle sculture indossabili realizzate dall’artista, e parzialmente animate con fatica dalle performer durante gli eventi inaugurali, si realizza la poetica di Perach, nella quale si intrecciano visioni ancestrali, tratte dai miti, dal folklore, con venti che spirano dai Balcani. L’intreccio dei tessuti, le trame al tempo stesso grottesche e sensuali, l’utilizzo del corpo, spesso castigato da corsetti non può però non richiamare la nostra attenzione: lo sguardo rivolto al passato non tradisce infatti l’esigenza di denunciare un sistema patriarcale ancora in essere e gli stereotipi di genere. Non a caso, lo spazio domestico viene richiamato dall’utilizzo di elementi come tappeti e l’artista decostruisce, inoltre, la figura della madre.

La maternità per Anna Perach

In Mother of Egg (2019) la madre è bestia, è un grande uccello, è arcaica, è mitologica, ha il grande potere di dare e togliere la vita. È immanente e allo stesso tempo affettuosa. Nella sua ieraticità terrorizza gli astanti e al tempo stesso protegge un piccolo, fragile uovo. Alla maternità si richiamano anche la serie di corsetti ispirata al racconto di Guy de Maupassant Mother of Monsters, dove il corpo gravido diventa un terreno di controllo, costrizione, vulnerabilità, ma anche di ribellione e emancipazione. O le due opere prodotte da MAD in occasione della mostra: Tin Woman (Red) e Tin Woman (Bells), che inoltre si rifanno alla figura dell’Uomo di Latta ne Il Mago di Oz, realizzandosi in maschere da parete che pur richiamando il personaggio ideato da L. Frank Baum, si concretizzano poi in elementi ancestrali che convocano cimeli conservati nella casa di famiglia di Perach.

La collaborazione con il Museo di Antropologia e Enologia di Firenze

Maschere africane che gli spettatori possono ritrovare, in dialogo con i reperti in mostra, nel Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze nell’installazione Mother Tongue: sono riprodotte all’interno di una serie di cartoline che l’artista inserito in una installazione- dispenser all’ingresso del museo. A dialogare con la storia, con lo spazio, con lo scorrere delle epoche e anche con l’overtourism in maniera differente.

Santa Nastro

Firenze // Fino al 12 luglio 2026
Anna Perach – Dis/Enchanted Interiors

MAD- Murate Art District
Piazza delle Murate

Museo di Antropologia e Enologia di Firenze
Via del Proconsolo 12

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Santa Nastro

Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è vicedirettore di Artribune. Dal 2015 è Responsabile della Comunicazione di…

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