All’Università di Napoli arte e scienza dialogano attraverso opere di creatività urbana

È Vesod l’ultimo artista a intervenire al polo universitario della Federico II al quartiere di Monte Sant’Angelo con un’opera che trasforma, attraverso forme e colori, le facciate del bunker quantistico in un condensato di nozioni scientifiche

È Luca Borriello, direttore di INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana che ci conduce alla scoperta del circuito ISAAC – International Street Art Academy Campus, che ha trasformato il plesso scientifico di Monte Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, uno dei più rilevanti a livello nazionale per la ricerca scientifica, nel primo distretto di creatività urbana universitario. “Un laboratorio a cielo aperto” ha spiegato“in cui arte, ricerca e formazione si incontrano, rendendo il campus un punto di riferimento per la sperimentazione contemporanea e la fruizione pubblica delle opere”. Dal 2019 diversi artisti di rilievo internazionale sono intervenuti con opere site-specific all’esterno dei diversi dipartimenti, per raccontarne le rispettive competenze, rafforzando il connubio tra arte urbana e scienza negli spazi universitari.

“In questo contesto, la sfida” ha osservato Luca Borriello curatore del progetto, “è identificare l’artista in grado di interpretare visivamente ciascun dipartimento, sviluppando un progetto di creatività urbana, espressione che riunisce i fenomeni visivi noti come graffiti writing, street art e nuovo muralismo – dopo aver visitato i laboratori e in sinergia con studenti e professori”.

Vesod al lavoro all'Università Federico II di Napoli. Crediti: Inward
Vesod al lavoro all’Università Federico II di Napoli. Crediti: Inward

Il murale di Vesod al Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli Federico II

“Una delle particolarità del progetto” ha affermato Vesod, autore dell’ultimo murale al Dipartimento di Fisica e significativamente realizzato sulle mura del bunker quantistico dell’Università Federico II, struttura ospita il computer quantistico più potente d’Italia, “è stato proprio il dialogo instaurato con gli studenti e professori. Sono appassionato di fisica e matematico di formazione, quindi ho accolto con entusiasmo questa proposta che mi ha permesso di intervenire in un contesto in cui ho avuto la possibilità di approfondire diverse tematiche. L’opera” ha continuato “che si snoda su diverse superfici per poi ricomporsi nell’occhio di chi guarda, ruota intorno all’ entanglement per trasmettere l’idea di come spazi anche lontanissimi siano in realtà vicini tra loro”. Concetto che richiama la mission del progetto ISAAC volto a intrecciare arte e scienza, apparentemente agli antipodi.

La fisica nell’opera di Vesod al polo universitario di Monte Giordano Napoli

Il murale, realizzato dopo un’intensa fase di progettazione in sole due settimane, dedica il prospetto frontale alla fisica ordinaria e quello laterale alla quantistica. “Sul fronte” ha spiegato l’autore “emergono mondi macroscopici, modelli previsionali, buchi neri e distorsioni spazio-temporali che moltiplicano elementi del paesaggio napoletano come il Golfo, il Vesuvio e l’architettura urbana. Sul lato, invece, prendono forma mondi microscopici segnati da indeterminazione, entanglement e sovrapposizione degli stati della materia, evocati in prossimità dell’orizzonte degli eventi”.

L’omaggio a Napoli nel murale di Vesod

Elemento di connessione tra le due superfici è l’omaggio a Napoli, non solo nella cupola della Basilica di Capodimonte che, come ha osservato Boriello, “si riflette e si trasforma fino ad assumere la struttura del computer quantistico”, ma anche nei riferimenti alla tradizione artistica e architettonica partenopea, come le maioliche dei fratelli Massa del Chiostro di Santa Chiara, qui tradotte in pixel che avvolgono pilastri e piani compositivi, frammentando e ricomponendo la visione. “Le cromie presenti sul lato destro del colonnato” ha proseguito, “alludono alle ricerche sull’antimateria, mentre una sezione del murale laterale richiama un recente studio sulla coscienza quantistica. Figure umane colte nella quotidianità diventano metafora di flussi di particelle e onde sovrapposte. Inoltre” ha aggiunto il curatore “proprio come Giotto aggiunse nella Cappella degli Scrovegni il passaggio della cometa di Halley; Vesod ha raffigurato qui, nell’elisse centrale, il visitatore interstellare 3I/Atlas, creando un dialogo tra scienza e attualità astronomica”. In un’operazione estremamente virtuosa che conferisce al murale un valore formativo oltre che estetico, dal momento che trasformandolo in un condensando di valide nozioni scientifiche recupera e attualizza l’antica tradizione della Biblia Puaperom facendone uno strumento di studio”.

La creatività urbana essenziale per rendere la cultura fruibile a tutti

Un progetto possibile grazie al sostegno della Reggia Designer Outlet che, come ha illustrato Federica Faggi, direttrice dello shopping center, parte del gruppo McArthurGlen: “da anni portiamo avanti progetti artistici e di rigenerazione urbana con l‘obiettivo di rendere la cultura fruibile a tutti; proponendola in contesti dove i giovani possano beneficiarne liberamente, creando così un forte legame con il territorio e le giovani generazioni. L’impegno dell’azienda su questo fronte” ha continuato “comprende anche il sostegno a realtà istituzionali come il Teatro San Carlo di Napoli e la Reggia di Caserta, dove siamo main sponsor della mostra Regine, che valorizza l’intermediazione femminile nel corso dei secoli”.

Le opere di Creatività Urbana nel plesso scientifico di Monte Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Proseguendo nel polo universitario di Monte Sant’Angelo si incontrano le altre opere di creatività urbana. Naturale Evoluzione, 2019, di Biodpì e Raro, che, dedicata a Darwin al Dipartimento di Biologia, segna l’inizio del circuito artistico. Murale in cui il ritratto dello scienziato spicca, come un’immagine d’epoca xilografata, su uno sfondo caratterizzato da un intricato pattern di foglie da cui emergono tre elementi chiave del darwinismo: un fringuello, una tartaruga e un’orchidea. Proseguendo ci si imbatte in Archidinamica di Greg Jager che sull’ampia parete dell’area ristoro ha incastonato elementi di svago tra forme e colori tipici del suo stile astratto per creare ritmo e dinamicità. Ancora Accumulo, realizzata da Gig sui resti delle colonne di fronte al Dipartimento di Scienze della Terra, si ispira ai campioni estratti tramite il carotaggio che permettono di studiare la complessa stratigrafia del pianeta.  Per lo stesso dipartimento è concepita Terra Madre di Rosk in cui il pianeta è rappresentato come un globo scomposto la cui superficie sfaccettata ricorda le visioni attraverso i quarzi, richiamando lo studio dei cristalli. Frutto del lavoro di un lavoro di squadra tra i dipartimenti DEMI e DiSES è Intrecci di Storie di Luogo Comune. Un lungo fregio, che racconta in un percorso storico evolutivo, i momenti topici della storia dell’economia di impresa. Dell’olandese Joren Joshua è Theory, murale sviluppato al Dipartimento di Scienze della Terra, in collaborazione con l’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia che, nei toni di blu ed azzurro, cari ai napoletani, con un Giove benevolo che interagisce con elementi naturali, riflette su una possibile armonia tra uomo e ambiente. Per finire, Kiki Skipi omaggia la sapienza e quindi tutto il complesso universitario con Musae Scientia in cui ogni musa rappresenta un dipartimento.

Ludovica Palmieri

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

Scopri di più