Morto il pittore Carlo Maria Mariani, grande continuatore dell’Antico

L’artista romano aveva appena compiuto 90 anni e aveva partecipato alle più importanti mostre del mondo.

Carlo Maria Mariani at the British Museum 1998. Photo credit Carol Lane Mariani
Carlo Maria Mariani at the British Museum 1998. Photo credit Carol Lane Mariani
È morto a New York il pittore Carlo Maria Mariani (Roma, 1931), artista di fama internazionale per la figurazione pittorica. Fino all’ultimo non aveva smesso di dedicarsi al lavoro, nonostante il costante peggioramento delle sue condizioni di salute. Ne ha dato notizia, tra gli altri, il critico newyorkese David Ebony, che ha scritto sul suo profilo Instagram come fosse venuto a mancare “un artista meraviglioso e un grande amico”, facendo le condoglianze alla moglie Carol Lane, con cui l’artista viveva a New York dagli anni Novanta. Mariani, che aveva continuato a esporre in Italia, si era formato all’Accademia di Belle Arti dell’Urbe, e nel corso di una vita aveva visto i suoi lavori in mostra in tutto il mondo – memorabile la presenza alla Biennale e alla Quadriennale tra gli anni Ottanta e Novanta.
La copertina del catalogo generale
La copertina del catalogo generale

LA LUNGA CARRIERA DI CARLO MARIA MARIANI

Complessa, colta, stratificata, l’opera di Mariani è stata frequentemente ricondotta al discorso postmoderno, anche se il suo riagganciarsi all’arte classica avviene nel segno della continuità, piuttosto che dello scarto, o del prelievo” scriveva Emanuela Termine nell’introduzione del catalogo generale dei suoi dipinti, pubblicato a luglio 2021 per Allemandi con la costante supervisione di Mariani. “Pur vicino al citazionismo della transavanguardia, infatti, nella sua operazione di recupero del linguaggio classico, e di quello neoclassicista in particolare, Mariani agisce come ideale continuatore dell’Antico. Il suo intento è dunque quello di riavviare il discorso lì dove era stato interrotto. E nel perseguire questo scopo, assume un’attitudine profondamente concettuale. Alla radice della sua peculiare ispirazione, così come inizia a definirsi nei primi anni Settanta, c’è infatti l’idea di un gesto pittorico tautologico, un ragionamento sulla natura dell’originale e della copia, un problema di metodo che l’artista risolve tornando a studiare criticamente i principi e i dettami della teoria dell’arte classica. Con essi si confronta e accetta la sfida di farli tornare in vita, di portarli a compimento in un’epoca in cui questo processo appare come una straniante utopia“. In virtù di questo approccio unico, Termine individuava il percorso di Mariani come “del tutto personale, distinto e indipendente dalle tendenze a lui coeve, pur se vicino e affine al contesto culturale che faceva seguito a quello delle neoavanguardie e ne tentava un superamento o uno sviluppo in nuove direzioni”. Per questo, nonostante sia considerato un punto di riferimento per la corrente Anacronistica e la Pittura Colta, teorizzata da Italo Mussa, “appare riduttivo, e lo stesso Mariani lo ha più volte ribadito, ricondurre il suo lavoro a quelle tendenze affermatesi nei primi anni Ottanta («anacronismo», «pittura colta», «ipermanierismo»), che oltretutto comprendono artisti più giovani per i quali, semmai, il ritorno alla pittura figurativa di Mariani può avere avuto la funzione di apripista“.
– Giulia Giaume
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.