Design, musica, riviste e libri d’artista e vini naturali: a Milano apre Palinurobar

“Un vero e proprio ecosistema che si muove intorno al vino”, si definisce questo nuovo locale, nato dall’iniziativa di un team eclettico composto da artisti, designer, musicisti e copywriter. L’inaugurazione è prevista per il 17 giugno

Palinurobar
Palinurobar

Nel quartiere di Piola a Milano, a pochi passi da Futurdome e a pochi minuti a piedi dall’iconico Bar Basso, apre Palinurobar, winebar dedicato alla cultura. Una nuova realtà che offre, accanto a una selezione di oltre 500 etichette di vino naturale da tutto il mondo – dal Carso al Cile, dall’Etna allo Jura -, particolare attenzione a design, musica, cultura, riviste e libri d’artista. Una vocazione poliedrica che riflette il team di soci del Palinurobar, il cui nome è ispirato all’omonimo brano cult del cantautore napoletano Nino Buonocore del 1980: a partire da Antonio Crescente, l’oste, affiancato nella parte creativa del progetto da Nicola Nunziata, artista visivo e visual designer, Fabrizio Vatieri, artista visivo, musicista e dj e Davide Coppo, scrittore e copywriter del team di Rivista Studio.

Palinurobar
Palinurobar

PALINUROBAR A MILANO: IL LOCALE

Al 28 di via Paisiello, Palinurobar sorge nei locali di uno storico caffè degli anni ‘80, scegliendo di mantenere interamente gli interni in legno: il design del bancone e della boiserie delle pareti è stato conservato e integrato con nuovi pezzi, come le sedie P08 disegnate nel 1991 da Justus Kolberg per Tecno, storica azienda di design a pochi chilometri dal bar. Un’operazione di “conservazione dinamica” che rappresenta un biglietto da visita importante per il locale, il quale si definisce “un vero e proprio ecosistema che si muove intorno al vino”. Al suo interno, è presente un’edicola – solo consultabile, per ora – con alcuni tra i migliori periodici internazionali a tema food & beverage, libri d’artista e non solo. La musica, inoltre, è il tassello fondamentale di Palinurobar, concepita come componente integrale dell’esperienza. Uno spazio completo di consolle e giradischi permetterà al locale di ospitare artisti e produttori di etichette per presentare i loro nuovi progetti, oltre a figure provenienti da ogni ambito, per suonare i loro mix preferiti.

PALINUROBAR E LE ARTI

La nostra idea è quella che il bar diventi un centro attorno a cui gravitino diversi modi di fare cultura e comunità”, racconta il team di Palinuro a Artribune. “La musica è fondamentale, suoneranno diversi artisti musicali ma non solo: stiamo lavorando a una programmazione e in particolare a un profilo Spotify. La musica in sottofondo che si sente quando si passa il tempo in un locale è importante e noi ci teniamo a curarla molto bene. Abbiamo un impianto Hi Fi che ci consente di tenere dei volumi abbastanza alti ma permettendo ai clienti a seguire perfettamente la conversazione. Faremo delle sessioni live anche con i giradischi, aperte a chiunque abbia una selezione per la musica e voglia proporre la sua idea”. E, per quanto riguarda le arti visive, concludono, “l’idea è quella di ospitare presentazioni ed esposizioni. Per il momento non c’è una calendarizzazione definitiva ma vorremmo che il bar diventi anche uno spazio espositivo. Stiamo già lavorando a delle collaborazioni per la Design Week, ad esempio, ma non possiamo ancora svelare nulla”.

-Giulia Ronchi

Palinurobar
Via Paisiello 28, Milano
Aperto dal lunedì alla domenica
dalle 17:30 a mezzanotte
Per prenotazioni 327 28 86 016
http://www.palinurobar.com/

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.