Child Abuse, il filmostra che vede l’arte contemporanea impegnata contro la violenza sui minori

Promosso da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, IRCCS Policlinico di S. Orsola e Genus Bononiae. Musei nella Città, il filmostra (ovvero una mostra in forma di film) ha l’obiettivo di sensibilizzare alla lotta contro la violenza sui minori

Nicola Vinci, Interni, 2016
Nicola Vinci, Interni, 2016

Avrebbe dovuto essere una mostra, in programma a Bologna, ma l’emergenza sanitaria ha costretto gli organizzatori a rimodulare il progetto, dando così vita a un filmostra, ovvero a una mostra in forma di film. Si tratta di Child Abuse, filmostra d’arte contemporanea che vede protagonisti 15 autori – Maurizio Cattelan, Elisabetta di Sopra, Giosetta Fioroni, Luciano Leonotti, Eleonora Mazza, Paolo Migliazza, Gianni Moretti, Rufoism, James Rielly, Edoardo Sessa, Vanni Spazzoli, Sandra Tomboloni, Massimiliano Usai, Nicola Vinci e Silvia Zagni –, che si pone come obiettivo la lotta contro la violenza sui minori. 

L’ARTE CONTEMPORANEA CONTRO LA VIOLENZA SUI MINORI

Il progetto, ideato e curato da Eleonora Frattarolo, nasce all’interno del Progetto europeo ProChild, ed è promosso in Italia da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, IRCCS Policlinico di S. Orsola e Genus Bononiae. Musei nella Città, e vuole puntare i riflettori sulla piaga della violenza sui minori: solo in Italia, oltre 100mila bambini sono vittime di atti di violenza. Un terzo di questi, viene consumato in ambito domestico, e da un anno a questa parte la pandemia – con le conseguenti restrizioni e lockdown che hanno costretto tutti a trascorrere la maggior parte del tempo in casa – ha ulteriormente aggravato la già drammatica situazione. 

Maurizio Cattelan, Cuore, pezzo di ricambio, 1988, Galleria Enrico Astuni copia
Maurizio Cattelan, Cuore, pezzo di ricambio, 1988, Galleria Enrico Astuni copia

IL FILMOSTRA CHILD ABUSE

Promosso nell’ambito di ProChild – progetto biennale coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza (REC) 2014-2020 e coordinato dal Professor Marcello Lanari, Direttore Pediatria d’Urgenza e Pronto Soccorso Pediatrico IRCCS Policlinico di Sant’Orsola –, Child Abuse si compone di sculture, video d’artista, dipinti, fotografie, installazioni, dando così attraverso stili e linguaggi di diversi artisti differenti punti di vista e di riflessione sul tema, nelle sue declinazioni sociale, politica, psichica: “opere dove il tempo ‘perduto’ dell’abuso non è affatto rimovibile, né da celare, perché svelandolo s’innerva nella coscienza dell’io dell’Autore e del riguardante, e quindi, attraverso la crescita individuale produce, per vie intricate e inaspettate, la storia. Anche la grande storia”. Tra le opere del filmostra – che è stato diretto da Davide Mastrangelo – sono Cuore, Pezzo di ricambio di Maurizio Cattelan e Autoritratto a nove anni di Giosetta Fioroni. Child Abuse è disponibile sul sito prochildproject.org, su www.aosp.bo.it, sito del Policlinico San’Orsola-Malpighi e su piattaformaventiventi.genusbononiae.it alla sezione “Archivio”.  

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.