Nasce Trento Art Festival: a febbraio 2021 nuova fiera online dedicata alla scena locale e interna

Patrocinata dal comune di Trento, si tratta della prima fiera a nascere direttamente in formato digitale. Conseguenze della pandemia? Le iscrizioni sono aperte fino al 18 gennaio 2021.

Trento Art Festival
Trento Art Festival

Trento Art Festival: un nome che potrebbe suggerire un evento in presenza, logicamente nel capoluogo di regione del Trentino-Alto Adige. E invece si tratta di una fiera che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2021 in versione totalmente digitale, nascendo così già dalla prima edizione. Un evidente upgrade delle fiere d’arte, che dalle viewing room (digitalizzazione degli eventi in presenza) nel futuro potrebbero sempre più essere concepite per essere online fin dal principio. Al Trento Art Festival ci si può iscrivere fino al 18 gennaio 2021 attraverso la pagina che trovate a questo link; numerose le sezioni per le gallerie, come Main Section, Post Lehman Brothers (ovvero riservata alle gallerie aperte dopo il 15 settembre 2008), Indipendent, New Entries e Focus Trentino Alto Adige – Südtirol. Si dà grande rilevanza alla scena locale, ma c’è anche un’apertura verso l’estero: il paese ospite della prima edizione, infatti, è la Grecia, un format che potrebbe diventare fisso. E anche se non si è rappresentati da nessuna galleria, è possibile iscriversi al Trento Art Festival come singoli artisti, e partecipare alla sezione dedicata, oppure candidarsi per il Trento Art Festival Art Prize. Non essendo ancora stato svelato molto di questo nuovo appuntamento virtuale, per capirci meglio abbiamo fatto qualche domanda a Mauro Defrancesco, direttore del festival. 

Come nasce l’idea di Trento Art Festival e da chi è organizzato?
L’idea è nata durante gli scorsi mesi, come risposta alla crisi che stiamo vivendo: abbiamo voluto rispondere con un progetto aperto e inclusivo, a favore della comunità dell’arte contemporanea. È organizzato in collaborazione con l’Associazione Arte Maggiore di Baveno, sul Lago Maggiore.

Nella presentazione del festival leggiamo “una piattaforma snella, ecologica e alternativa alla crisi delle fiere tradizionali”. In che modo avverranno queste condizioni?
Con un gruppo e una mentalità smart, proiettata fin dal principio alle possibilità del digitale. Siamo attenti a implementare tutti gli strumenti a nostra disposizione e utilizziamo la rete come uno strumento di progettazione, non solo di marketing o pubblicità. 

Cosa vedremo in questa prima edizione di Trento Art Festival? L’attenzione sarà concentrata solo sui linguaggi del contemporaneo?
Sicuramente vedremo un progetto internazionale, ad esempio nei primi giorni dell’open call siamo stati contattati da più di 600 artisti di diversi paesi. L’attenzione sarà fortemente orientata ai linguaggi contemporanei e alla sperimentazione. Le gallerie saranno libere di presentare autori storicizzati e legati al novecento, forse quelli che in questo momento di crisi fanno più presa sul pubblico di collezionisti.

Un progetto locale che include anche una visione internazionale. L’ospite di questa edizione è la Grecia, come mai la vostra scelta è ricaduta su questo paese?
Per un legame professionale e di amicizia con artisti e galleristi di Atene e Salonicco, sempre aperti a collaborare a nuove idee e progetti, e per la vivacità della scena culturale e artistica greca in generale.

In che modo la Grecia farà parte del programma di Trento Art Festival?
Attraverso artisti e progetti speciali presentati da curatori e critici greci: a inizio progetto sono state invitate a partecipare le gallerie greche più importanti, che speriamo possano aderire alla prima edizione di Trento Art Festival. 

Pensate che il fatto di ospitare un paese estero diventerà un format fisso delle prossime edizioni?
Si, è una modalità che molti festival utilizzano, e noi pensiamo sia un’occasione importante di contatto e confronto. L’arte è un veicolo importante per creare nuovi legami. In anteprima, posso già confermare che il paese ospite per l’edizione del 2022 sarà il Portogallo.

Il digitale sarà una buona soluzione per lo svolgimento della fiera?
Il Festival nasce digitale, l’edizione del 2021 si svolge completamente online. Riteniamo che gli strumenti tecnici informatici e culturali di oggi siano maturi per una rassegna di questo tipo; abbiamo coinvolto piattaforme leader mondiali di questo settore. Tuttavia, speriamo in futuro anche di poter presentare i progetti dal vivo e incontrarci di persona a Trento. 

Pensate di includere la collaborazione con altre istituzioni locali?
Abbiamo il patrocinio ufficiale del Comune di Trento, altri ne arriveranno nelle prossime settimane. Stiamo valutando con attenzione i partner più adatti, abbiamo aperto dei canali di comunicazione con le principali istituzioni culturali del Trentino – Alto Adige. Siamo certi di formare un gruppo fortemente attrattivo. 

Qual è l’augurio che vi fate per la buona riuscita di questa prima edizione?
Più che un augurio vorrei lanciare un invito alla partecipazione: mandateci progetti, proposte, idee e suggerimenti, con l’impegno di rispondere a tutti. Un festival vive di idee e partecipazione. Vogliamo che questo appuntamento sia un simbolo e un’opportunità, un luogo dove tutti sono protagonisti.

– Giulia Ronchi

http://trentoartfestival.it/crbst_5.html

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.