Capitale Italiana della Cultura 2022: ecco chi sono le 10 finaliste

Da nord a sud, una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni ha valutato i dossier di candidatura e selezionato le migliori 10. In attesa di conoscere il vincitore

Bari ph Paolo Andriani
Bari ph Paolo Andriani

L’emergenza Covid 19 ha fatto scavallare di un anno la programmazione di Parma, Capitale Italiana della Cultura per il 2020, riconfermata dati i numerosi stop alle attività previste anche per l’anno 2021, ma non ha fermato le selezioni della città che le succederà nell’anno successivo: il 2022. Sono tanti i centri italiani che si sono messi in lizza nella competizione iniziativa voluta con una buona intuizione ai tempi del Governo Renzi (anche allora era Ministro Dario Franceschini) nel 2014 sulla scia della selezione avviata per incoronare la Capitale Europea (vinta da Matera per l’anno 2019) e per valorizzare la ricchezza del nostro Paese enfatizzandone i mille campanili.

Palazzo del Governatore a Parma
Palazzo del Governatore a Parma

LE CITTÀ CANDIDATE

Ancona, Arezzo, Arpino, Bari, Carbonia, Castellammare di Stabia, Cerveteri, Fano, Isernia, L’Aquila, Modica, Molfetta, Padula, Palma di Montechiaro, Pieve di Soligo, Pisa, Procida, San Severo, Scicli, Taranto, Trani, Trapani, Tropea, Venosa, Verbania, Verona, Vigevano e Volterra sono le 28 città che hanno concorso al titolo. A valutare i dossier una giuria composta da Stefano Baia Curioni, direttore della Fondazione Palazzo Te e Presidente della Commissione, Salvatore Adduce, ex Presidente di Fondazione Matera 2019, Francesca Cappelletti, docente presso l’Università di Ferrara, Roberto Livraghi, compositore, Cristina Loglio, manager culturale, Franco Iseppi, produttore, e Giuseppe Piperata, Università IUAV di Venezia.

L'Aquila, Facciata della basilica di San Bernardino
L’Aquila, Facciata della basilica di San Bernardino

LA SHORT LIST

La giuria ha selezionato una short list di 10 città che concorreranno alla procedura di selezione finale, scegliendo una rosa ben equilibrata di progetti che spaziano da nord a Sud. Il nord è rappresentato dal progetto proposto dalla cittadina di Pieve di Soligo (in provincia di Treviso), intitolato Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana e da Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), con La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore. Dal centro Italia arrivano i progetti di AnconaLa cultura tra l’altro, Cerveteri (in provincia di Roma), Cerveteri 2022. Alle origini del futuro, L’AquilaAQ2022, La cultura lascia il segnoVolterra (Pisa), Volterra. Rigenerazione umana. Dal Sud invece giungono le candidature, per ora premiate, di BariBari 2022 Capitale italiana della culturaProcida (Napoli), Procida Capitale italiana della cultura 2022Taranto, Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima, TrapaniCapitale italiana delle culture euro¬mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione. La “finale di partita” avverrà in una audizione pubblica di un’ora: si dovranno presentare i progetti e rispondere alle domande della giuria. Il tutto avverrà al Collegio Romano, pandemia permettendo, nelle giornate del 14 e 15 gennaio 2021. Il progetto prescelto su parere della giuria sarà segnalato al Ministro Franceschini entro il 18 gennaio.

Armando Brasini, Palazzo del Governo, Taranto. Photo Sailko, via Wikimedia
Armando Brasini, Palazzo del Governo, Taranto. Photo Sailko, via Wikimedia

IL FUTURO DELLE CAPITALI

Il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, come riporta un lancio dell’agenzia AgCult, si è fatto promotore nelle scorse settimane, di una iniziativa volta ad un protocollo di intesa tale per cui i 10 finalisti potrebbero impegnarsi a promuovere iniziative congiunte insieme al Comune vincitore, in modo da generare una mappa delle eccellenze culturali italiane. La crisi sanitaria in corso ha inoltre portato, come già annunciato da Artribune, al conferimento del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2023 alle città martiri della pandemia di Bergamo e Brescia, con un emendamento al decreto Rilancio approvato dalla commissione Bilancio della Camera lo scorso luglio: un modo per far ripartire le due città, tra le più colpite (durante i primi mesi del 2020) in Italia dal Coronavirus, nel segno dell’arte e della cultura. Sperando che nella seconda ondata del contagio non ci siano altre città martiri da celebrare.

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.