L’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg diventa una mostra fruibile online

A causa del lockdown, a Berlino sono state chiuse due mostre che esplorano la celebre opera del critico tedesco dedicate alle immagini della storia dell’arte. Adesso però sono accessibili e fruibili online da chiunque nel mondo

The Warburg Institute - Virtual Tour Images Mnemosyne
The Warburg Institute - Virtual Tour Images Mnemosyne

Nelle ultime settimane la sempre più preoccupante seconda ondata di Covid-19 ha costretto molti governi in Europa a sancire nuovi lockdown, con la conseguente chiusura di mostre e musei: è ciò che sta avvenendo in Italia, Francia e Germania. Come già accaduto la scorsa primavera, numerose istituzioni culturali stanno promuovendo attività, eventi e mostre virtuali. Due di queste, in particolare, cattureranno l’attenzione di storici e appassionati d’arte di tutto il mondo: si tratta di Aby Warburg: Bilderatlas Mnemosyne – Das Original (a cura di Roberto Ohrt e Axel Heil) e Zwischen Kosmos und Pathos – Berliner Werke aus Aby Warburgs Bilderatlas Mnemosyne, esposizioni dedicate al celeberrimo Atlante Mnemosyne dello storico e critico d’arte Aby Waburg (Amburgo, 1866 – 1929) e che fino a pochi giorni fa sono state in corso rispettivamente all’Haus der Kulturen der Welt (HKW) e alla Gemäldegalerie di Berlino.

The Warburg Institute - Virtual Tour Images Mnemosyne
The Warburg Institute – Virtual Tour Images Mnemosyne

L’ATLANTE MNEMOSYNE DI ABY WARBURG RACCONTATO IN DUE MOSTRE 

L’Atlante Mnemosyne è l’opera più nota di Warburg, in cui vengono convogliati decenni di studi sulle immagini della storia dell’arte e su come queste, nonostante epoche e stili differenti, continuino a stratificarsi e a esistere dall’antichità al contemporaneo. Un lavoro, quello intrapreso da Warburg, che trascende i confini della storia dell’arte, arrivando a toccare gli ambiti della filosofia, dell’antropologia e degli studi sociali, dimostrando come, nonostante il trascorrere del tempo, la nostra cultura visiva sia stata attraversata da immagini di forme e temi ricorrenti. Warburg trascorse gli ultimi anni della sua vita a costruire così un “atlante di immagini” che chiamò Mnemosyne, in onore della dea greca della memoria. Al momento della sua morte, Warburg aveva disposto 971 immagini su 63 grandi pannelli neri, una mappa (rimasta incompiuta) che la mostra all’HKW ha ricostituito per la prima volta nella sua forma originale, grazie alla documentazione conservata negli archivi del Warburg Institute di Londra. Allo stesso tempo, lo Staatliche Museen zu Berlin ha presentato alla Gemäldegalerie una collezione di 50 oggetti raffigurati nell’Atlante di Warburg, provenienti da 10 musei statali di Berlino.

The Warburg Institute - Virtual Tour Images Mnemosyne
The Warburg Institute – Virtual Tour Images Mnemosyne

LE MOSTRE SU ABY WARBURG FRUIBILI ONLINE 

Adesso queste mostre saranno fruibili online, attraverso tour virtuali che si svolgono sui siti web del Warburg Institute dell’HKW e che saranno lanciati il prossimo 26 novembre nell’ambito del programma digitale delle Serpentine Galleries con un talk che vedrà protagonisti il direttore del Warburg Institute Bill Sherman e il direttore artistico delle Serpentine Galleries Hans Ulrich Obrist. Un secondo evento con Ignota Books, ospitato online dal Warburg Institute, si svolgerà il 3 dicembre in occasione della pubblicazione nel Regno Unito di Aby Warburg: Bilderatlas Mnemosyne: The Original e Anomalous AI, un nuovo saggio che esplora una nuova poetica dell’Intelligenza Artificiale, curato da Ben Vickers e K Allado-McDowell con una prefazione di Bill Sherman e contributi di oltre 25 importanti pensatori, artisti, filosofi e ingegneri, tra cui Blaise Agüera y Arcas, Ramon Amaro, Jorge Luis Borges, Federico Campagna, Catherine Malabou e Hito Steyerl. 

– Desirée Maida 

VISITA LE MOSTRE VIRTUALI SU ABY WARBURG QUI E QUI

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.