Transart, il festival di cultura contemporanea compie 20 anni. Intervista al direttore artistico

Il festival multidisciplinare di cultura contemporanea che dal 2001 si svolge in Trentino Alto Adige, torna quest’anno con un’edizione speciale. Il direttore artistico Peter Paul Kainrath ci racconta i 20 anni di Transart

Roman Signer, Foto Gregor Kuhen Belasi
Roman Signer, Foto Gregor Kuhen Belasi

Compie 20 anni Transart, festival multidisciplinare di cultura contemporanea la cui prossima edizione si terrà dal 10 al 26 settembre in Trentino Alto Adige, con Bolzano come epicentro. Musica elettronica e classica, arti visive e performative, scienza e nuove tecnologie sono le protagoniste del festival, concepito come un contenitore in cui mettere in dialogo stili e linguaggi della creatività contemporanea. Il carattere sperimentale della rassegna viene ulteriormente esaltato dagli spazi in cui si svolgono gli spettacoli: fabbriche abbandonate, baite in alta montagna, ex-caserme, università, musei. Dal 2001 a oggi, Transart ha ospitato artisti di tutto il mondo, tra cui Marina Abramović, Nils Frahm, Laurie Anderson, Blixa Bargeld, Omar Souleyman, Matthew Barney, Jon Hopkins, Beat Furrer, Klangforum Wien, Matthew Johnson, Moataz Nasr, Sonic Youth, Quiet Ensemble, Teho Teardo, Tokyo Contemporary Dance, Roman Signer, Tomoko Mukayama, collaborando inoltre con altre rassegne come MUTEK Montreal, Maerz Musik Berlin, Club To Club Festival, Klangspuren Schwaz ed Elevate Festival.

Alex Cecchetti, festival Transart
Alex Cecchetti, festival Transart

TRANSART 2020. ARTISTI E PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, Transart ha deciso di confermare l’edizione di quest’anno, in linea con la sua visione: essere un festival che legge e interpreta la contemporaneità in tutti i suoi accadimenti e le sue sfaccettature. Tra gli eventi di Transart 2020 saranno la performance-concerto del compositore Georg Friedrich Haase della sua musa Mollena Williams-Haas; la rilettura del Decamerone di Boccaccio da parte di otto scrittori nei cortili delle case private di Bolzano; il ritorno dell’artista Roman Signerche metterà in scena la sua visionaria opera LUFT -Vier Zeitskulpturen mit Hubschrauber; e poi The Astronomic Weather Choir, il progetto dell’artista Alex Cecchetti. Il 21 settembre sarà la volta dell’omaggio ad Agnès Varda, oltre a una cinque giorni di talk e performance dedicati all’intelligenza artificiale negli spazi del NOI Teck Park, il parco tecnologico di Bolzano.

20 ANNI DI TRANSART. INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO PETER PAUL KAINRATH

Quella di quest’anno è un’edizione speciale per Transart per due motivi: il ventesimo anniversario dalla nascita e per via dell’emergenza sanitaria in corso. Nonostante la pandemia, avete scelto di organizzare il festival.
Io credo che a differenza di tanti altri festival culturali, il festival dedicato al contemporaneo abbia una marcia in più, perché riflette non solo sui contenuti da proporre, ma anche sul formato. Un festival di cultura contemporanea ha maggiori strumenti per realizzare piattaforme sulle quali presentare i contenuti, a partire dai luoghi (spesso all’aperto e non istituzionali) fino alla durata degli spettacoli (abbiamo anche ospitato performance dalla durata di pochi secondi). Un elemento importante poi è l’approccio ibrido, che da noi diventa una realtà: anche noi ci siamo chiesti, con tutte le restrizioni attuali soprattutto negli spostamenti, come organizzare il festival, e abbiamo fatto delle restrizioni oggetto di riflessione e soprattutto motivazione per elaborare nuovi formati. Abbiamo concepito quindi le restrizioni come elementi che fanno parte del progetto. 

Transart 2019 - inaudito - Fondazione Dalle Nogare
Transart 2019 – inaudito – Fondazione Dalle Nogare

In che modo, a livello pratico, avete intercalato le difficoltà proprie della pandemia all’interno del festival?
Per esempio il 17 settembre l’artista Maja Solveig Ratkje farà una performance da Oslo che sarà implementata in modo 1:1 da MDI Ensemble al Museion di Bolzano, tra ritardi dei suoni e della trasmissione di dati. Un modo per riflettere sul concetto di distanza e per dare al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza diversa dal solito.

Qual è la visione che da 20 anni accompagna Transart?
Noi abbiamo un credo molto importante: presentare la cultura contemporanea senza compromessi, mettendo al primo posto la fruizione del pubblico. Per queste ragioni, abbiamo sempre dato molta importanza alla forma e al modo in cui comunicare i contenuti. Abbiamo sempre messo al centro la musica contemporanea con le arti visive e la performance, e crediamo che vivere un’esperienza sia a volte più importante del comprendere l’arte contemporanea. 

– Desirée Maida

Trentino Alto Adige // dal 10 al 26 settembre 2020
Transart 2020
Sedi varie

www.transart.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.