Through Time: allo CSAC di Parma le residenze d’artista con Bartolini, Vitone e Marisaldi

Nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma promuove un progetto che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con i suggestivi spazi della propria sede, ovvero l’Abbazia di Valserena a Paradigna, nota come la “Certosa di Parma”

L'Abbazia di Valserena a Parma
L'Abbazia di Valserena a Parma

Si intitola Through time: integrità e trasformazione dell’opera il programma di mostre e residenze d’artista che si terranno, nel corso di quest’anno, allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, nell’ambito della programmazione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020. Massimo Bartolini (Cecina, 1962), Luca Vitone (Genova, 1964) ed Eva Marisaldi (Bologna, 1966) sono gli artisti protagonisti di Through time, impegnati nella realizzazione di opere pensate per i suggestivi spazi dell’Abbazia di Valserena a Paradigna, sede del CSAC e nota come la “Certosa di Parma”.

LO CSAC – CENTRO STUDI E ARCHIVIO DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

La nascita dello CSAC risale al 1968, anno in cui il Centro, grazie ad Arturo Carlo Quintavalle, inizia a raccogliere il suo primo nucleo di opere, in occasione della mostra dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Il Centro ad oggi conserva oltre 12 milioni di materiali originali nell’ambito della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana, a partire dai primi decenni del XX secolo. L’archivio è suddiviso in cinque sezioni: Arte (con oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (con 7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (con 1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di moda) e Spettacolo (con 100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi). Oltre a essere un grande archivio, lo CSAC è anche Museo e Centro di Ricerca e Didattica, con all’attivo mostre realizzate in collaborazione con musei internazionali, tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

THROUGH TIME ALLO CSAC DI PARMA

A inaugurare Through Time sarà Massimo Bartolini, che il 16 febbraio (e fino al 22 marzo 2020) inaugurerà la mostra On Identikit, frutto della sua residenza allo CSAC. Qui l’artista si è focalizzato sulle opere di Luigi Ghirri e Luciano Fabro custodite nelle collezioni degli archivi, in particolare su Identikit (1979), serie di vinili fotografati da Ghirri e di cui Bartolini ha cercato i dischi originali, e Lo Spirato di Fabro (1972), allestita in una delle cappelle nobiliari della chiesa. Dal 4 aprile e fino aò 30 maggio 2020 sarà invece la volta di Luca Vitone con Il Canone, progetto che vedrà in mostra il furgone che fino ai primi anni del 2000 veniva utilizzato dallo CSAC per il trasporto di opere e archivi. Il furgone sarà allestito nella navata della chiesa dell’Abbazia di Valserena, insieme a una parata di lavori di artisti custoditi nell’archivio, scelti dall’artista secondo un criterio personale: tra gli autori sono Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra, Afro Basaldella, Luigi Ghirri, Archizoom Associati/Lucia Bartolini, Walter Albini, Giosetta Fioroni, Michelangelo Pistoletto. Concluderà il ciclo di residenze e mostre Eva Marisaldi, che dal 5 settembre al 17 ottobre 2020. Il capitolo conclusivo di Through time inaugura il 5 settembre 2020 (fino al 17 ottobre 2020) e avrà come protagonista Eva Marisaldi, già attiva allo CSAC nel 2017 nell’ambito del progetto L’Abbazia per tutti: in quella occasione, l’artista aveva realizzato, con la collaborazione di Enrico Serotti, l’opera audio-video Jukebox, rivolta al pubblico disabile e non, per incoraggiare l’approccio inclusivo dello CSAC.

– Desirée Maida

Dal 16 febbraio al 22 marzo 2020
Massimo Bartolini // On Identikit

Dal 4 aprile al 30 maggio 2020
Luca Vitone // Il Canone

Dal 5 settembre al 17 ottobre 2020
Eva Marisaldi

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.