È stato presentato pochi giorni fa presso la sede dell’Associazione Civita, a Roma, il report sullo stato dell’arte delle organizzazioni private in Italia, mettendo in luce alcuni aspetti interessanti finora mai studiati. Primi fra tutti: la grande vitalità del sistema e la sua inaspettata capacità di fare squadra.

Promossa congiuntamente dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, Associazione Civita e Intesa Sanpaolo, l’iniziativa – che ha impegnato i diversi soggetti in una survey durata quasi due anni di lavoro– presenta una mappatura aggiornata, composita e approfondita di queste organizzazioni, con l’obiettivo di farne conoscere e valorizzare il ruolo e con un focus particolare sul “modello italiano”, dotato di una sua specifica fisionomia.
“Condotta secondo un rigoroso approccio scientifico”, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente Comitato Fondazioni Arte Contemporanea (rete di 14 fondazioni nato a Torino il 22 settembre 2014), “l’indagine ha prodotto una mappatura, consegnandoci la cartina dettagliata di un paesaggio culturale esteso, composito e per certi versi inedito. Un paesaggio culturale che ci parla dell’Italia contemporanea, delle iniziative e delle energie di un privato attento all’interesse pubblico, raccontandoci del nostro rapporto con la creatività, con la ricerca, con la capacità di generare e rigenerare il presente e di immaginare il futuro attraverso l’arte”.
Ed è proprio in nome della cultura come collante universale che vengono auspicate nuove sfide capaci di mettere in connessione strategica il mondo del contemporaneo e altri settori, mediante la cooperazione sistematica di istituzioni, attori privati e comunità locali. Racconta Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita: “L’Associazione Civita da trent’anni è impegnata nella ricerca di un dialogo innovativo e fecondo fra mondo dell’economia e settore culturale, nel quale le realtà private rivestono un ruolo decisivo come soggetti attivi nella progettualità e promozione di iniziative d’impatto sociale, spesso colmando vuoti lasciati dal settore pubblico.[…] Obiettivo del lavoro” ‒ prosegue ‒ “non è la pretesa di fornire una mappatura esaustiva di tutte le organizzazioni nate su iniziativa privata, quanto il contribuire a far conoscere e valorizzare il ruolo delle principali realtà di natura privatistica che in Italia sviluppano stabilmente una programmazione qualificata, orientata alla promozione e produzione artistica contemporanea e destinata alla pubblica fruizione”.

Fondazioni Arte Contemporanea, i risultati della survey promossa dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, Associazione Civita e Intesa Sanpaolo
Fondazioni Arte Contemporanea, i risultati della survey promossa dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, Associazione Civita e Intesa Sanpaolo

QUALCHE NUMERO

Il campione oggetto della survey è composto da 63 organizzazioni italiane dell’arte contemporanea, in prevalenza Fondazioni (39, pari al 62% del totale) e Associazioni (19, pari al 30%); residuale la quota di società di capitali che, con 5 realtà fra Srl e Spa, pesa l’8%. A livello di macro-aree geografiche, la distribuzione delle organizzazioni private vede una netta prevalenza di realtà localizzate nelle regioni del Nord-ovest, dove si concentra il 44% delle Fondazioni e il 37% delle Associazioni, principalmente in Lombardia e Piemonte. In termini di età delle organizzazioni, invece, il 70% del campione è stato costituito dopo l’anno 2000, con picchi di frequenza tra il 2008 e il 2014. Il 90% delle realtà analizzate sorge in ambito urbano (il 37% ha sede in strutture di origine industriale o commerciale, mentre il 35% all’interno di edifici storici) costituendo, spesso, un ruolo importante nella ri-funzionalizzazione di un patrimonio dismesso o da rigenerare.
Modellate sul museo piuttosto che sulla galleria ‒ 4 su 10 sono dotate di una collezione permanente fruibile dal pubblico e 9 su 10 sviluppano una programmazione legata a mostre temporanee ‒, le realtà impegnate nel contemporaneo in Italia mostrano come elemento essenziale della propria mission il coinvolgimento attivo del pubblico, tramite la programmazione espositiva e i Public program, svolgendo una preziosa funzione di sostegno alla produzione artistica, in particolare giovanile, e di avvicinamento al pubblico del contemporaneo. Ad esempio: 37 organizzazioni propongono residenze d’artista, quasi tutte attività educative e circa la metà bandi, open call, produzioni editoriali in house ed eventi non espositivi destinati a un pubblico specialistico. Le Fondazioni prediligono l’istituzione, a scala nazionale o internazionale, di borse di studio e ricerca per il sostegno all’accesso dei giovani artisti in network nazionali e stranieri, sviluppando la tendenza a fare rete e le partnership.

METODO D’INDAGINE

Delle 73 organizzazioni di natura giuridica privatistica censite in origine, sono 63 (una risposta altissima!) quelle rientrate nell’analisi desk e nella survey condotta dall’Associazione Civita mediante un questionario, somministrato attraverso la piattaforma digitale realizzata dal Consorzio Stabile Glossa. Se un primo monitoraggio sistematico delle realtà private che operano nel contemporaneo è stato di natura quantitativa, è solo attraverso l’approfondimento qualitativo sulle caratteristiche e il funzionamento di tali realtà ‒ tramite interviste mirate con i responsabili e sopralluoghi presso le strutture – che si è riusciti a comprenderne a pieno mission e strategie culturali.
In termini operativi e metodologici, si è partiti tenendo conto delle informazioni già raccolte e pubblicate dal MiBACT, arricchite e ampliate attraverso i dati raccolti mediante un questionario elaborato ad hoc, al fine di generare una banca dati digitale costituita a partire da un set di indicatori multidimensionali (es. proprietà e forma giuridica; modalità di accesso; attività; servizi; risorse…). Lo studio ha infatti voluto, da un lato, indagare e porre a confronto gli ambiti strategico-gestionali legati all’offerta artistica e culturale (come le attività pianificate e/o svolte; i canali di comunicazione ecc.) dall’altro, evidenziare best practice e criticità inerenti ad aspetti come le politiche di promozione dei giovani artisti, le pratiche di audience engagement, gli impatti prodotti da queste realtà sui territori e le comunità di riferimento.

Gianni Politi, Reverse Sistina, 2016. Nomas Foundation, Roma
Gianni Politi, Reverse Sistina, 2016. Nomas Foundation, Roma

RISULTATI E PROSPETTIVE

“Come emerge chiaramente dallo Studio”, ci dice ancora Simonetta Giordani, “fondazioni, associazioni, Spa e Srl, ognuna con le proprie vocazioni e specificità, da un lato svolgono la preziosa funzione di sostegno alla produzione artistica ‒ con una spiccata attenzione a quella giovanile ‒ e dall’altro favoriscono l’avvicinamento di un pubblico eterogeneo a un’offerta culturale contemporanea, complementare rispetto a quella legata al patrimonio di arte antica che ancora connota fortemente la nostra immagine”.
Uno studio complesso, che ha restituito un’immagine vitale del nostro Paese (tra i migliori in Europa, da questo punto di vista) costituito da un ecosistema privato che sperimenta e che si pone, rispetto alle società in cui opera, obiettivi a lungo periodo per le comunità e il territorio, soprattutto per i giovani. Attraverso una forte spinta filantropica, le organizzazioni propongono nuovi modelli d’impresa, incubatori in cui a vincere siano le sinergie, una certa idea di responsabilità e un forte mecenatismo culturale. A distinguere tali organizzazioni rispetto alle istituzioni culturali pubbliche è la grande attenzione è posta alla comunicazione digitale, al fine di mantenere aggiornata e fidelizzata la propria audience. Conclude Nicola Borrelli, Direttore Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana MiBACT, “il Ministero è impegnato nella costruzione di politiche pubbliche, non solo volte ai restauri e alla conservazione, ma anche allo sviluppo di progetti, idee e risorse per il contemporaneo attraverso strumenti e professionalità adeguate, protocolli d’intesa siglati ad hoc – come quello del 2015, che va velocemente rinnovato – e dialogo con i privati”.

‒ Giulia Mura

www.consorzioglossa.it/opiac

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.