Toccare la bellezza. Maria Montessori e Bruno Munari ad Ancona

Museo Tattile Statale Omero, Ancona – fino all’8 marzo 2020. “La combinazione tra regola e caso è la vita, è l’arte, è la fantasia, è l’equilibrio” dice Bruno Munari, protagonista insieme alla pedagogista Maria Montessori di una mostra sul tatto che esplora i riferimenti culturali del Museo Tattile Statale Omero.

Maria Montessori, Lettere smerigliate corsivo © GAM GonzagArredi Montessori
Maria Montessori, Lettere smerigliate corsivo © GAM GonzagArredi Montessori

Chiudete gli occhi. Immaginate le sensazioni più belle che avete provato negli ultimi minuti: la morbidezza di una coperta, il tepore di una tazza di tè, il pelo liscio del vostro gatto. La pelle è lo strumento di apprendimento più importante e più dimenticato. Anche nell’arte contemporanea, dove la materialità ha fatto posto all’intangibilità del pensiero, del virtuale e della luce elettronica. A ricordarci il valore estetico di questo senso è il Museo Tattile Statale Omero dove, da sempre, tutte le opere esposte si possono toccare. Nato ventisei anni fa con una funzione sociale, quella di permettere ai non vedenti di conoscere l’arte, negli anni ha fatto scoprire a tutti come l’approccio multisensoriale aggiunga valore culturale all’esplorazione dell’arte. Oggi ci regala la realizzazione di un desiderio, quello di tradurre l’esperienza in pensiero, attraverso una mostra.
La mostra, promossa e organizzata dal museo insieme al Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari presso la Mole vanvitelliana, mette insieme per la prima volta due dei più illustri personaggi della cultura italiana moderna che, pur muovendo da due ambiti assai diversi, come dice il presidente del Museo Aldo Grassini, ci hanno mostrato come “rovesciare la maleducazione di toccare con le mani”. La mostra non è un confronto tra le due figure, ma un percorso esperienziale attraverso diversi nuclei tematici (le forme, i materiali, la pelle delle cose, manipolare e costruire, alfabeti e narrazioni tattili), con cui l’allestimento di Fabio Fornasari riesce a semplificare la complessità di due vite straordinarie, due figure geniali, che hanno in comune la caratteristica, ognuno nel proprio campo professionale, di essere due autori sfidanti, che scardinano le certezze, disequilibrano i preconcetti, proprio come fa l’arte.

Maria Montessori, Cubo del trinomio © GAM GonzagArredi Montessori
Maria Montessori, Cubo del trinomio © GAM GonzagArredi Montessori

MARIA MONTESSORI

Maria Montessori (Chiaravalle, 1870 ‒ Noordwijk, 1952), inventrice di un metodo pedagogico rivoluzionario, ma anche scienziata (neuropsichiatra, una delle prime donne a laurearsi in medicina in Italia), filosofa, pioniera dei diritti dei bambini e delle donne, ambasciatrice di pace, sintesi perfetta tra pensiero scientifico e pensiero umanistico, è presentata in mostra attraverso il suo modello educativo, rappresentato anche dalla ricostruzione di un’aula montessoriana, e numerosi materiali, in particolare quelli ideati per l’educazione sensoriale e della mano, dalla Montessori considerata “l’organo dell’intelligenza”. “Correlativi oggettivi”, come li chiama Alfio Albani, presidente della Fondazione Montessori, di un sistema unico, originale, della nuova strada educativa da lei intrapresa, il cui valore oggi è quello di richiamare tutti a scoprire la bellezza, una bellezza che educa.
Di Maria Montessori ricorrerà nel 2020 il 150esimo anniversario dalla nascita, che il Comune di Chiaravalle, insieme alla Fondazione, si prepara a festeggiare con tante iniziative, tra cui la riapertura della Casa Museo che proprio ai valori della tattilità sarà ispirata.

Ritratto di Bruno Munari © Proprietà Maurizio Corraini srl
Ritratto di Bruno Munari © Proprietà Maurizio Corraini srl

BRUNO MUNARI

Oltre 100 inoltre le opere dell’artista e designer Bruno Munari (Milano, 1907-1998) (tra cui un nucleo importante prestato da Roberto Arioli), tavole tattiche, sculture, libri, che testimoniano la sua attenzione costante al potere generativo di tutti i sensi, in particolare il tatto, nella conoscenza. Opere che, come sottolinea Silvana Sperati, presidente dell’Associazione Bruno Munari, sono la messa in scena del pensiero di un uomo che non ha mai smesso di esplorare il mondo con la curiosità naturale del bambino, in una dimensione di gioco in cui la natura è sempre la protagonista, sensibile, sensoriale, in movimento, fino all’invenzione dei suoi laboratori, un’azione rivoluzionaria con cui Munari ha voluto lasciarci in eredità un gesto di estrema libertà, che può cambiare il futuro.
Ritornare bambini toccando tutti gli oggetti è lo scopo dell’esposizione, ma anche il centro del pensiero di queste due figure geniali che con le loro intuizioni ispirano i laboratori didattici per le scuole e le famiglie e i workshop e le giornate di formazione rivolti ai docenti, educatori e operatori museali organizzati durante la mostra, che per il suo valore educativo e la sua originalità ideativa nei giorni scorsi ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A gennaio, inoltre, è previsto un convegno di studi internazionale in occasione del quale sarà presentato anche il catalogo della mostra a cura di Corraini edizioni.

Annalisa Filonzi

Evento correlato
Nome eventoToccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari
Vernissage09/11/2019 su invito
Duratadal 09/11/2019 al 08/03/2020
AutoriBruno Munari, Maria Montessori
CuratoreFabio Fornasari
Generedesign
Spazio espositivoMOLE VANVITELLIANA
IndirizzoBanchina Giovanni Da Chio 28 - Ancona - Marche
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Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.