Un gemellaggio nel tempo, nei luoghi e nelle storie coinvolge l’arazzo della cittadina normanna e quello di “Game of Thrones”.

A Bayeux, in Normandia, è conservato uno dei più importanti documenti del Medioevo europeo. L’Arazzo di Bayeux, noto anche con il nome di Arazzo della Regina Matilde o Telle du Conquest, è una striscia di 68 metri di tessuto di lino fittamente ricamato con fili di lana. Sono riprodotte 58 scene sequenziali con 1200 figure di uomini, animali, alberi, palazzi, castelli e navi. Racconta le vicende che portarono all’invasione d’Inghilterra da parte di Guglielmo, già duca di Normandia e ‒ dal momento della sua vittoria nel 1066 ‒ soprannominato “il Conquistatore”. La narrazione inizia con l’incarico che re Edoardo il Confessore affida ad Aroldo: deve andare in Normandia per comunicare a Guglielmo che lo ha scelto come successore. Le due traversate della Manica, gli equivoci, i preparativi, l’attacco e infine la vittoria possono essere considerati nel loro insieme un imponente lavoro di comic art, se non fosse che le vicende storiche e le circostanze sono talmente dettagliate da essere considerate un punto di riferimento per gli abiti, le usanze comuni, le tecniche belliche, le armi, le navi e le architetture. A tutti gli effetti è considerato dagli storici un compendio degli usi e costumi dell’Europa del XII secolo. Fu realizzato probabilmente in una scuola di tessitura a Canterbury, dieci anni dopo gli avvenimenti. Il committente fu Odone, vescovo e fratellastro di Guglielmo. L’unico difetto, congenito alla struttura lineare dell’opera, è dover dipendere nella visita da chi precede. Bisogna accodarsi e sperare che mantenga la stessa velocità dettata dall’audioguida, indispensabile a meno che non siate medievalisti esperti in storia normanna. Il problema è naturalmente ovviabile scegliendo di ammirare l’arazzo di prima mattinata o nel tardo pomeriggio, quando il flusso di visitatori è più contenuto.

Arazzo di Bayeux. Photo Stefano Paolo Giussani
Arazzo di Bayeux. Photo Stefano Paolo Giussani

L’ARAZZO DI GAME OF THRONES

Fino al 31 dicembre, la città della Normandia, famosa anche per essere stata la prima città di Francia liberata dopo lo sbarco alleato del 1944, ospita un altro arazzo. All’ombra della magnifica cattedrale di Bayeux, sono esposti gli 80 metri di tessuto decorato con le storie degli episodi di Game of Thrones, il Trono di spade, successo planetario della casa di produzione HBO tratto dalla saga di George R.R. Martin. Tra il fantasy e il Medioevo, l’imponente lavoro ha coinvolto disegnatori e tessitori del XXI secolo in un inconsueto parallelismo con gli artigiani di nove secoli fa. Niente Francia o Inghilterra, però. La protagonista della saga contemporanea è l’Irlanda. L’Isola di San Patrizio, e nella fattispecie la sua parte settentrionale, è la sede di molte delle location, in particolare di Winterfell e delle terre del nord a ridosso del muro. Con la benedizione di HBO, per i (non pochi) fanatici è stata creata anche un’app per scoprire gli strepitosi paesaggi dove il verde intenso dei prati precipita nel blu dell’oceano. Lasciata Bayeux, dal 2020 l’arazzo di Game of Thrones sarà esposto presso l’Ulster Museum di Belfast.

Stefano Paolo Giussani

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Stefano Paolo Giussani
Giornalista, scrittore e autore di documentari, scrive di ecologia, sostenibilità, turismo responsabile. Collabora con Corriere, Huffington Post, Radio Popolare e ha filmato per National Geographic, History Channel e Radiotelevisione svizzera. Libro più recente: "Farà nebbia".