Dritto al cuore. Tributo a Maria Lai ad Ulassai da parte dell’artista Marcello Maloberti

Dal 21 settembre ad Ulassai si terrà il tributo a Maria Lai ad opera di Marcello Maloberti. Intervento che è stato preceduto da una performance al MAXXI di Roma in occasione dell’antologica dedicata all’artista sarda.

Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell'Arte, Fondazione di Sardegna
Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell'Arte, Fondazione di Sardegna

Due addetti alla sicurezza reggono il cartello stradale di Ulassai, con tanto di zolle ancora aggrappate ai pali di sostegno, per accogliere i visitatori del MAXXI in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Maria Lai, tra il 18 e 19 giugno di quest’anno. La scultura vivente pensata da Marcello Maloberti, sul solco dell’operazione creata nel 2015 per Casalpusterlengo (città di nascita di Maloberti) ed esposta al Palazzo della Triennale di Milano, oltre ad essere una sorta di ponte tra due luoghi emblematici per Maria Lai, ha rappresentato l’anteprima del progetto “Cuore mio”, installazione site specific con tanto di performance che coinvolgerà l’intera comunità di Ulassai, Museo a Cielo Aperto ideato e realizzato dall’artista sarda nel corso della sua lunga vita. 

Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell'Arte, Fondazione di Sardegna
Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell’Arte, Fondazione di Sardegna

IL CENTENARIO DALLA NASCITA DI MARIA LAI

L’occasione è quella del centenario della nascita di Maria Lai e la fonte da cui proviene il titolo è un racconto di Salvatore Cambosu, amico e mentore dell’artista, tratto dal celebre “Miele Amaro”. Una raccolta di storie e fiabe che traducono tradizioni e leggende dell’antica terra sarda alla quale l’artista ha ampiamente attinto per la sua produzione, oltre ad averne ideato la copertina. Tra queste “Cuore mio”, la cui interprete Maria Pietra accetta di trasformarsi in pietra per salvare suo figlio dalla morte, simbolo del dolore ma soprattutto incarnazione del suo alter ego, poiché è dal dolore che nasce la creatività più pura. “L’arte che nasce da ogni logica realizza il miracolo: impastando la farina con le sue lacrime e facendo tanti bambini di pane riporta il suo bambino alla vita, a giocare con gli animali del bosco risuscitati.” Spiega l’artista in uno scritto dedicato alla protagonista che, non a caso, sarà l’ispiratrice di numerosi disegni in diverse fasi della sua esistenza. 

Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell'Arte, Fondazione di Sardegna
Marcello Maloberti, CUORE MIO, 2019. Photocredit T Space Studio. Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell’Arte, Fondazione di Sardegna

LE ORIGINI

È il 1981 quando Maria Lai dà vita a “Legarsi alla montagna”, performance con la quale ha unito tutte le abitazioni del borgo alla montagna tramite un nastro azzurro e che l’ha resa celebre. Ed è proprio da questo intervento che muove Marcello Maloberti, dopo quasi quarant’anni, per ritornare sui Tacchi di Ulassai, seguito da un corteo capitanato dalla bandiera a quadri rossi che allude alla celebre opera “La vertigine della signora Emilia”, e restituire il cartello stradale che verrà disposto in orizzontale a mo’ di bandiera per entrare far parte del Museo a Cielo Aperto. Subito dopo in Piazza Barigau, dove Maria Lai ha creato il grande “Gioco dell’oca”, si terrà una performance partecipata grazie a “Circus”, installazione collettiva itinerante, creata da Maloberti nel 2003, costituita da un tendone che esibisce duecento specchietti che si riflettono tra loro con l’ausilio di quattro fonti luminose disposte ai lati del tendone. È una sorta di lavoro in tour che cambia leggermente secondo lo spirito della città che lo ospita”, spiega Maloberti, “un dispositivo da vivere la vita che si svolge all’interno del lavoro, è forma tra le forme, dove l’interazione del pubblico nasce in modo naturale. Mi piace fare e disfare e reinventare Circus come un luogo nomadico neorealista un poco magico; come quando da piccolo, in provincia, portavano in piazza attrazioni temporanee tipo la balena più grande del mondo in un camion o le mongolfiere. Nelle performance mi piace perdere il controllo della regia, mi piace il corpo collettivo, sentirne l’energia”.
L’appuntamento è previsto per sabato 21 settembre dalle ore 18, per quanto riguarda la messa in opera dell’installazione site specific tra i maestosi Tacchi, mentre per Circus si dovrà attendere fino all’ora del tramonto. Per un intervento dritto al cuore, volto a celebrare una delle più grandi artiste del Novecento italiano.

Roberta Vanali

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.