Correva l’anno 1919: la nascita di Giulio Andreotti, di Maria Lai e del Bauhaus

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1919

Nel 2019 ricorre il centesimo anniversario della nascita di Giulio Andreotti, avvenuta a Roma il 14 gennaio 1919. Per l’occasione due mostre fotografiche ripercorrono la sua vita pubblica e quella privata del grande statista, ex Presidente del Consiglio e volto storico della Democrazia Cristiana: Una vita per lo Stato ospitata presso il Senato della Repubblica, nella Biblioteca Giovanni Spadolini, e Immagini di una vita ancora in corso presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, Pio Sodalizio dei Piceni fino al 17 febbraio 2019. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ’10 del secolo scorso? Dalla nascita di Maria Lai, l’artista sarda che cuciva tessuti, libri e relazioni tra le persone, scomparsa anche lei come Andreotti nel 2013, alla fondazione del Bauhaus, una delle più importanti esperienze nel campo dell’architettura, del design e dell’arte di tutto il ‘900, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. LA NASCITA DI GIULIO ANDREOTTI

Nelson Mandela e Giulio Andreotti a Villa Madama, 1990 (foto AGAILS) – PICENI

Nel 1919 nasce a Roma Giulio Andreotti, il protagonista più longevo e potente della politica italiana, attraversandone indenne vicende nazionali e internazionali e immortalato egregiamente dalla pellicola Il Divo di Paolo Sorrentino: nel 1945 componente giovanissimo della Consulta Nazionale, dal 1946 ininterrottamente membro del Parlamento, sette volte Presidente del Consiglio dei Ministri, ventisette volte Ministro e dal 1991 Senatore a vita. Uno statista – scomparso quasi centenario nella primavera del 2013 – dal vissuto personale altrettanto intenso che ora la mostra Immagini di una vita vuole raccontare attraverso le fotografie, ricostruendo i suoi molteplici interessi di fervente cattolico, arguto scrittore e giornalista, amante della cultura classica, del cinema, dello sport, nonché geloso e amoroso custode della sua vita privata.

2. LA NASCITA DI MARIA LAI

Maria Lai, 1992 ©Daniela Zedda

Il 1919 è anche l’anno della nascita di Maria Lai a Ulassai, l’artista che cuciva tessuti, libri e relazioni tra le persone scomparsa anche lei nel 2013. All’età di tre anni, a causa della sua salute cagionevole, viene affidata agli zii e si trasferisce a Cardedu, piccola comunità sul mare d’Ogliastra: la natura, la solitudine, la vita in una comunità con una forte presenza femminile e collettiva costituiscono una prima e fondamentale ispirazione alla sua poetica che l’accompagnerà per tutta la vita. La tessitura, la preparazione del pane sono per lei, come diceva, la “prima accademia”, dove prende consapevolezza che la creatività e il genio si trovano anche nella “mano che pensa”. Tra le tante mostre ideate per celebrarne il centenario, c’è quella che la Galleria Comunale d’Arte di Cagliari le dedica fino a gennaio 2020, che prevede l’esposizione a rotazione di quattro opere dell’artista: un capolavoro inedito di Maria Lai, della Collezione Archivio Maria Lai, databile alla fine degli anni Cinquanta; il Telaio del 1965, già proprietà della Collezione civica cagliaritana; una Tela cucita (Collezione Archivio Maria Lai) del 1978 e, infine, una Geografia (Fondazione Stazione dell’Arte) del 1988.

3. LA NASCITA DEL BAUHAUS

Il Bauhaus a Dessau

Nel 1919 l’architetto tedesco Walter Gropius fonda a Weimar il Bauhaus, una delle più importanti esperienze nel campo dell’architettura, del design e dell’arte di tutto il ‘900, chiusa dai nazisti nel 1933. A dispetto del rifiuto di uno stile determinato, la mentalità e l’insieme di realizzazioni che da esso maturano ne giustificano la definizione di uno “stile Bauhaus”: per l’architettura e il design i massimi esempi sono rappresentati dal famoso edificio del Bauhaus a Dessau e dai mobili e gli oggetti in metallo che escono dai suoi “laboratori”; per quanto riguarda la pittura, è uno dei centri europei di irradiamento dell’arte astratta, con docenti come Wassily Kandinsky, Paul Klee, Lyonel Feininger, Josef Albers.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

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