400 manufatti d’epoca Vichinga rubati dal museo di Bergen in Norvegia

Oltre 400 oggetti di epoca vichinga sono stati rubati dal museo dell’Università di Bergen. Il furto dovrebbe essere avvenuto tra l’11 e il 13 agosto ma la notizia del colpo si è diffusa solo negli ultimi giorni. Si tratta del più grande furto di opere d’arte della storia della Norvegia, che già in passato ha mostrato falle nei sistemi di sicurezza…

University Museum di Bergen
University Museum di Bergen

Un furto enorme e quasi incredibile. Oltre 400 oggetti di epoca vichinga sono stati rubati dal museo dell’Università di Bergen, nel sud-ovest della Norvegia. Le notizie sull’avvenuta rapina sono ancora molto confuse e frammentate. Il furto dovrebbe essere avvenuto tra l’11 e il 13 agosto ma la notizia si è diffusa solo negli ultimi giorni. Si tratta del più grande furto di opere d’arte della storia della Norvegia, che già in passato ha mostrato falle enormi nei sistemi di sicurezza.

UNA COLLEZIONE SPARITA

Quello che si sa ad oggi è che dovrebbero essere circa 400 i manufatti risalenti all’età del ferro e all’epoca Vichinga derubati da ignoti all’interno del museo. Oggetti di grande valore dal punto di vista storico ma poco appetibili sul mercato, cosa che rende il furto ancora più insolito. Difficile anche stilare una lista completa dei manufatti spariti. Alcuni oggetti sono davvero molto piccoli e di altri manca, incredibilmente, una adeguata documentazione fotografica. Dalla prima sommaria ricostruzione sembra che i ladri si siano penetrati all’interno delle sale arrampicandosi su un’impalcatura collocata sulla facciata esterna del museo per alcuni lavori di restyling. Pare anche che l’allarme sia anche scattato due volte ma le guardie in servizio non abbiano dato importanza al segnale.

IL FURTO DELL’URLO DI MUNCH

Qualsiasi sia la dinamica è chiaro che in Norvegia ci sia un problema enorme con i sistemi di sicurezza. Non è la prima volta, infatti, che il paese è vittima di furti davvero incredibili. Il caso più famoso è furto del ”L’urlo” e ‘’Madonna”, due capolavori di Edvard Munch rubati nel 2004 in pieno giorno davanti ai visitatori terrorizzati del Museo Munch di Oslo. Ci vollero oltre due anni per ritrovare le due opere giudicate di valore inestimabile. In quel caso fu netta la denuncia da parte dell’allora ministro della cultura norvegese Svarstad Haugland che dichiarò che le opere d’arte nei musei nazionali non erano abbastanza protette. È chiaro che nonostante siano trascorsi quasi 15 anni da quel furto che sconvolse l’opinione pubblica internazionale nulla è davvero cambiato.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.