Ad un anno dal sisma, la ricostruzione ad Amatrice è ancora un miraggio

A 365 giorni dal sisma che il 24 agosto del 2016 ha colpito il Centro Italia radendo al suolo i comuni di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto, causando la morte di 296 persone e oltre 2500 sfollati, è tempo di commemorare le vittime, ma anche di bilanci che, tra iniziative benefiche e monumenti, raccontano purtroppo di una ricostruzione ancora lontana…

Basilica di San Francesco AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Basilica di San Francesco AMATRICE-Foto Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

È passato esattamente un anno dal sisma che il 24 agosto del 2016 ha sconvolto il Centro Italia radendo al suolo i comuni di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto e causando la morte di 296 persone e oltre 2500 sfollati. Un anniversario sancito dalla veglia notturna sotto i tendoni della Croce Rossa e dalla messa in ricordo delle vittime. A 365 giorni di distanza dal sisma, lasciate da parte per un attimo le sacrosante celebrazioni, è tempo di fare il punto della situazione.

LA COMMEMORAZIONE E IL MONUMENTO IN MEMORIA DELLE VITTIME

239 rintocchi di campana, una per ogni persona scomparsa, hanno dato il via alla commemorazione delle vittime nel comune di Amatrice a cui è seguita una lunga funzione religiosa sotto i tendoni della Croce Rossa alla presenza del premier Paolo Gentiloni, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, del sindaco di Roma, Virginia Raggi e del commissario del governo per la ricostruzione Vasco Errani. Sia la basilica di San Francesco che la chiesa di Sant’Agostino hanno subito danni notevoli e sono ancora inagibili perché non è stata ancora completata la messa in sicurezza. Nel corso della giornata sarà, inoltre, svelato il monumento in memoria delle vittime che raffigura l’antica moneta “Fidelis Amatrix”, simbolo di indipendenza e prosperità. La scultura è stato realizzata dall’artista aquilano Marino Di Prospero scolpendo un blocco di travertino bianco proveniente da una cava di Acquasanta Terme.

IL PUNTO SUI DANNI E SULLA RICOSTRUZIONE

Il centro di Amatrice, ribattezzato zona rossa, è ancora un cumulo di macerie. Lo sgombero dei detriti è ancora lontano dall’essere ultimato e se si è riuscito a mettere in salvo l’Archivio storico di Amatrice, si sta lavorando ancora alla messa in sicurezza dei tre monumenti più importanti del borgo, le già citate basilica di San Francesco, con danni enormi alla facciata del Trecento, la chiesa di Sant’Agostino, in parte crollata, e la Torre Civica. Una situazione che non riguarda solo Amatrice ma estesa in buona parte delle zone colpite dal sisma. Ad Accumoli risultano ancora danneggiate mura, porte medievali, bastioni, chiese ed alcuni palazzi. Ad Arquata del Tronto è, invece, ancora danneggiata gravemente una rara porta ad arco acuto risalente al Seicento. Frane e crepe risultano ancora evidenti in chiese, monasteri e palazzi storici di Urbino, Norcia, Camerino, Macerata, Tolentino e San Ginesio. Tra pochi giorni saranno finalmente disponibili i 100 milioni stanziati dal decreto legge per il Mezzogiorno che serviranno soprattutto per il restauro dei monumenti-simbolo. L’obiettivo è riportare il centro storico di questi borghi allo stato originale ma anche far ripartire al più presto la macchina del turismo, da sempre fonte primaria di guadagno per questo territorio.

LE INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ

La gara di solidarietà partita dalle prime ore post-sisma ha coinvolto anche il mondo dell’arte e della cultura. I primi a scendere in campo sono stati gli artisti coinvolti nel progetto Artquake Centro Italia, ideato nel 2012 da Alberto Agazzani dopo il terremoto dell’Emilia. Artisti, galleristi, enti pubblici e privati, fondazioni, sono stati mobilitati in una gara di solidarietà attraverso la donazione di un’opera, per la ricostruzione nei comuni terremotati. Sono state raccolte oltre 300 opere che sono state in esposizione prima alla Mole Vanvitelliana di Ancona, poi al Museo della città di Rimini. Il ricavato della vendita delle opere è stato interamente devoluto ai comuni colpiti dal sisma per la ricostruzione. Entrata, invece, in attività da qualche settimana la mensa scolastica con circa 150 posti, progettata dall’architetto Stefano Boeri, realizzata in seguito alla raccolta fondi promossa dal Corriere della Sera – LA7 e primo step del nascente Polo temporaneo per il cibo e l’alimentazione per Amatrice. Il 10 e l’11 giugno scorso è scesa in campo anche l’arte contemporanea per Amatrice con una due giorni di eventi culturali ed una notte bianca di performance, workshop, appuntamenti per bambini, mostre, incontri con critici e artisti a cui ha preso parte anche Artribune.

Mariacristina Ferraioli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

1 COMMENT

Comments are closed.