Il marmo protagonista. Carrara dà il via alla Marble Week e a una mostra su Antonio Canova

Parte a Carrara la Marble Week con tanti appuntamenti in calendario. Mentre a Palazzo Cucchiari la città del marmo celebra Antonio Canova.

Antonio Canova. Amore alato, Marmo, prov. Ermitage
Antonio Canova. Amore alato, Marmo, prov. Ermitage

Dall’antichità classica al Neoclassicismo giungendo fino all’età contemporanea, il marmo è il medium artistico che ha attraversato tutte le epoche della storia della scultura e dell’architettura, trascendendo stili e tendenze. In Italia, in particolare, per secoli l’utilizzo del marmo da parte degli artisti è stato incentivato dalla possibilità di usufruire di quello che viene considerato uno dei marmi più prestigiosi al mondo, ovvero il marmo estratto dalle cave di Carrara. Per celebrare questo primato e il legame indissolubile tra la città e il suo tesoro più prezioso, il comune toscano celebra anche quest’anno la Carrara Marble Weeks, manifestazione che inaugurerà il prossimo 7 luglio e si protrarrà fino a settembre.

LA MARBLE WEEK 2017

“La Marble Week è una manifestazione variegata che è partita presentando progetti di design e architettura per poi allargarsi alle arti figurative, con esposizioni di artisti nazionali e internazionali”, spiega ad Artribune il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara Luciano Massari. “Quella di quest’anno è un’edizione ridotta rispetto alle precedenti, e vede la sinergia tra Comune e Accademia, entrambe impegnate nell’organizzazione dell’evento. Con le sue attività, l’Accademia si sta confermando una realtà sempre più attiva nella promozione culturale del territorio: in occasione della Marble Week, saranno organizzati corsi di incisione e di pittura aperti a tutti, e sarà possibile visitare i cantieri di restauro all’interno del palazzo che ospita l’Accademia”. Il programma della Carrara Marble Weeks 2017 consta essenzialmente di due mostre, una collettiva e una personale. Le immagini reinventate è l’esposizione a cura di Lucilla Meloni al CAP-Centro Arti Plastiche che vede 14 artisti internazionali a confronto, in un percorso concettuale incentrato sui temi della rielaborazione e della reinvenzione delle immagini provenienti dalla storia dell’arte, dal cinema e dal mondo della comunicazione. Stefano Arienti, Gianfranco Baruchello, Mike Bidlo, Gea Casolaro, Sam Durant, Cyprien Gaillard, Debora Hirsch, Thorsten Kirchhoff, Myriam Laplante, Mauricio Lupini, Aleksandra Mir,  Vik Muniz, Luis Felipe Ortega e Daniel Guzman sono i protagonisti della mostra, artisti che hanno intrapreso il loro percorso artistico tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, guardando e reinventando spesso le poetiche e le opere di altri autori, attraverso mezzi eterogenei quali la pittura, il cinema, il video, la fotografia, la stampa, l’immagine sintetica. Estetiche dell’Antropocene invece è la mostra dedicata allo scultore torinese Piero Gilardi presso l’Accademia di Belle Arti. L’esposizione, a cura di Gaia Bindi, verte intorno al rapporto uomo-natura, tematica che attraversa il percorso artistico di Gilardi dagli anni Settanta fino a oggi.

LA MOSTRA SU ANTONIO CANOVA

Non solo Marble Weeks. Parallelamente, a Palazzo Cucchiari, la Fondazione Giorgio Conti dedica una mostra all’influenza che ebbe la lezione di Antonio Canova sugli scultori a lui successivi, fino alla metà del XIX secolo. Dopo Canova. Percorsi della scultura a Firenze e a Roma, a cura di Sergej Androsov, Massimo Bertozzi ed Ettore Spalletti, è un excursus che attraverso le opere dei migliori artisti dell’Ottocento mette in luce gusti, stili e tendenze che hanno caratterizzato la scultura italiana dopo il Neoclassicismo. Partendo dal Ritratto di Napoleone, l’Amore alato dell’Ermitage e il modello del Monumento funebre a Vittorio Alfieri realizzati da Canova, la mostra offre una panoramica della scena romana a lungo dominata dagli eredi di Canova e Berthel Thorvaldsen, passando poi all’ambiente fiorentino contraddistinto dall’insegnamento di Lorenzo Bartolini, centrato sul superamento del classicismo canoviano. In mostra anche opere di Giovanni Duprè e degli  scultori carraresi Luigi Bienaimè, Carlo Finelli e Pietro Tenerani, questi ultimi rappresentanti di una corrente più moderata, dovendo far convivere le nuove istanze con i gusti più tradizionali del collezionismo privato e delle commissioni ufficiali.

– Desirée Maida

Carrara Marble Weeks
Dal 7 luglio 2017
Le immagini reinventate
A cura di Lucilla Meloni
CAP-Centro Arti Plastiche

Piero Gilardi
Estetiche dell’Antropocene
A cura di Gaia Bindi
Accademia di Belle Arti di Carrara, Palazzo Cybo Malaspina

Dopo Canova. Percorsi della scultura a Firenze e a Roma
A cura di Sergej Androsov, Massimo Bertozzi ed Ettore Spalletti
Fondazione Giorgio Conti, Palazzo Cucchiari

www.marbleweeks.it
www.canovacarrara.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.