Sergio Dangelo, l’ultimo dei surrealisti. A Pavia

Spazio per le arti contemporanee del Broletto, Pavia – fino al 18 dicembre 2016. Ottanta opere ripercorrono la carriera dell’artista milanese, fondatore con Enrico Baj del Nuclearismo. Dagli Anni Cinquanta si giunge all’epoca recente, tra eclettismo e coerenza. Senza dimenticare la costante vicinanza alla poetica surrealista.

Sergio Dangelo, Prière de toucher, omaggio a Donati, 1987 - collezione privata, Milano
Sergio Dangelo, Prière de toucher, omaggio a Donati, 1987 - collezione privata, Milano

Con una selezione di ottanta opere la retrospettiva al Broletto di Pavia dà conto dello stile coerente ed eclettico di Sergio Dangelo (Milano, 1932). Il trait d’union di un’opera molto varia rimane la vicinanza alla poetica surrealista, ora più marcata ora soggiacente. Ma si tratta da subito di una rivisitazione personale, il che permette all’opera di Dangelo di non diventare reperto storico, ma di rimanere in gran parte attuale.
La mostra è ricca e cerca di sopperire al meglio alle mancanze strutturali dello spazio. Si parte dagli Anni Cinquanta, con i nugoli di segni alla Tobey, le calligrafie marcatamente orientaleggianti e i lavori in cui il segno informale si mescola all’atmosfera surrealista. E si passa poi ai Sessanta, con i bei dipinti dalle forme biomorfe, per poi proseguire via via fino agli anni recenti, in cui Dangelo riprende – variandoli – i suoi filoni precedenti.
Non manca qualche passaggio tendente al pop, ma risolto in sottrazione quasi minimalista. E tra le opere migliori ci sono i collage tridimensionali, oltre ai lavori in cui il surrealismo sfiora la visione fantascientifica.

Stefano Castelli

Pavia // fino al 18 dicembre 2016
Sergio Dangelo – Les rendez-vous
a cura di Francesco Tedeschi
Catalogo Mudima
BROLETTO
Piazza della Vittoria
0382 399343
[email protected]
www.comune.pv.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/57699/sergio-dangelo-les-rendez-vous/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.