Undici lavori per capire dove va la giovane danza italiana: cosa abbiamo visto a Ravenna

Dal 10 al 12 settembre, all’interno del Festival Ammutinamenti, si è tenuta la Vetrina della Giovane Danza d’Autore, un’occasione preziosa per scoprire nuovi talenti e nuove tendenze della scena contemporanea italiana

Consueto appuntamento del settembre danzante, la Vetrina della Giovane Danza d’Autore ha animato la città di Ravenna per tre giorni attraverso performance e spettacoli, specchio della creatività di giovani artisti italiani pronti a mettersi in gioco. Promossa e curata dal Network Anticorpi XL, composto da ben trentasei partner afferenti a quindici diverse regioni italiane, la Vetrina GDA 2026 ha mostrato undici diverse proposte, selezionate con attenzione dai partner della rete tra le 106 candidature pervenute. Uno spaccato, quindi, di come le nuove generazioni italiane declinino i concetti di “danza” e “coreografia”, in equilibrio per quanto riguarda le proposte di quest’anno tra lavori di impianto spiccatamente performativo, indaganti stati corporei e di taglio concettuale, e altri tesi a evidenziare l’appartenenza alla corrente dell’arte del corpo in movimento come flusso nello spazio, ma con affondi persino nell’“urban” e nel “clubbing”.

Violetto Bellosguardo, di e con Vittorio Porcelli. Ph: Emma Graziani
Violetto Bellosguardo, di e con Vittorio Porcelli. Ph: Emma Graziani

Com’erano i lavori di Vittorio Porcelli e di Camilla Guarino-Giulia Campolmi

Dal Palazzo Rasponi dalle Teste, alle Artificerie Almagià, passando per la Sala del Refettorio del Museo Nazionale di Ravenna, il Teatro Rasi e la Fondazione Sabe per l’Arte, le undici proposte selezionate dal Network Anticorpi XL per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore 2026 hanno animato diversi luoghi della città romagnola, indirizzando così varie dinamiche di sguardo da parte degli spettatori sulle loro rispettive creazioni.

Tra tutte le proposte da noi viste segnaliamo la ricerca del pugliese Vittorio Porcelli, formatosi con Equilibrio Dinamico e Ballet Junior de Genève ma anche interprete per Marina Abramovic all’Albertina Modern di Vienna, che nel suo assolo Violetto Bellosguardo, chapter 1: blueberry blues indaga la trasmissione intergenerazionale del nome attraverso una performance ricca di substrati e rimandi.

Tutt’altra atmosfera, invece, per Paso Doble, firmato dal tandem Camilla Guarino-Giulia Campolmi e che, presentato nell’interpretazione di Silvia Brazzale e Bryan Preciado, riflette sulle tematiche dell’accessibilità tra scena e platea. Lo spettacolo, infatti, da un lato accoglie sul palcoscenico una danzatrice e un performer ipovedente, sviluppando un dialogo sulla percezione stessa del movimento tra parole e ricordi; e, dall’altro è reso fruibile a un pubblico cieco e ipovedente attraverso un’audiodescrizione poetica live curata dalla stessa co-autrice Camilla Guarino.

Altri lavori interessanti visti alla Vetrina GDA 2026

Accattivante per il suo understatement di gusto sabaudo che porta fino all’implosione, la danzatrice e artista visiva di base a Torino Noemi Piva, con attraversamenti dall’illustrazione all’animazione, con Settembre non arriverà mai, dove è protagonista affiancata dal sound designer Lorenzo Minozzi, ci regala una performance che mescola corpo e voce nella costruzione estemporanea di una scultura, composta da un servizio di tazzine di porcellana. Digressioni, ripetizioni, immagini evocate dalle stesse parole, compongono questa seducente riflessione sullo sviluppo del pensiero narrativo durante la crescita.

Spazio, invece, alla coreografia quale arte del corpo in movimento come flusso nello spazio con due duetti maschili. Si tratta di When we Collide del palermitano Alessio Damiani, tra le fila del tedesco Hessisches Staatsballett di Wiesbaden, quale esplorazione dell’abbraccio ben cesellata sino a togliere il respiro; e di MUGA di Francesco Paolino, studente presso la Codarts University of the Arts di Rotterdam, lavoro che porta in scena due corpi teatralmente anziani alle prese con combustioni interne, volte a sottendere un nuovo stato di conoscenza ispirato al termine filosofico giapponese del titolo.

Infine, la Vetrina GDA 2026 è stata suggellata dal disturbante e già collaudato tandem composto da Simone Lorenzo Benini e Miriam Budzakova, entrambi di base a Vienna,che in Sandpit ha fatto emergere da un cumulo di sabbia desideri e pensieri nascosti, dando libero sfogo a fantasie piccanti e alla libido grazie all’interazione a distanza ravvicinata con gli spettatori, sedotti dagli eccessi del corpo esposti dai due performer.

Il vincitore di CollaborAction

Durante le tre giornate ravennati è stato, inoltre, annunciato il vincitore dell’ottava edizione di CollaborAction, azione del Network Anticorpi XL con cadenza biennale volta a sostenere tramite un premio e diverse attività complementari, quali residenze creative e di supporto per la costruzione di una tournée nazionale, una nuova creazione di un coreografo emergente. È stato Andrea Costanzo Martini ad aggiudicarsi il premio con il progetto coreografico Moan*ing, ispirato alla figura della scomparsa Moana Pozzi, attrice porno ma anche opinionista televisiva e politica. Attenderemo l’esito di questa nuova creazione ancora in fieri, curiosi di sapere come verrà declinata una figura tanto iconica come quella di Moana Pozzi attraverso la danza.

Carmelo A. Zapparrata

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Carmelo Antonio Zapparrata

Carmelo Antonio Zapparrata

Dal 2010 svolge attività di giornalista e critico di danza, collaborando con quotidiani, come "La Repubblica-Bologna", con radio per programmi dedicati, "Dance Land" su "RadioEmiliaRomagna", e diverse riviste specializzate, tra cui i periodici di settore "Hystrio" e "Classic Voice". Ha…

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