Perché questo museo in Romagna si è trasformato in osteria e balera?

La mostra “Locandiera” al Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola, vicino Ravenna, fino al 15 novembre rievoca ambienti e situazioni legate alla memoria del territorio. Lo fa dialogando con il pubblico tra ironia e intimità

La mostra Locandiera, sviluppata dall’associazione culturale Magma e curata da Gioele Melandri con la direzione artistica di Alex Montanaro, nasce per legarsi profondamente con la realtà del territorio ricreando un’immagine identitaria del luogo. Giocando in maniera attenta e diffusa sugli spazi espositivi del museo grazie all’exhibition design di Alina Totaro, propone due sezioni che evocano gli spazi di un’osteria e di una balera.

Locandiera, installation view, 2026. Courtesy Museo Civico Luigi Caroli. Ph: Biagio Palmieri
Locandiera, installation view, 2026. Courtesy Museo Civico Luigi Caroli. Ph: Biagio Palmieri

La mostra “Locandiera” al Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola

Un gran numero di opere invade letteralmente lo spazio facendo dialogare lavori di artisti del secolo scorso come Fortunato Depero, Giorgio Morandi, Mattia Moreni, con anche alcuni disegni autografi di Federico Fellini, e lavori di artisti contemporanei come Benni Bosetto, Bertozzi & Casoni, Giovanni Copelli, Christian Holstad, Mino Luchena, Andrea Magnani, Valerio Nicolai, Luigi Ontani, Leonardo Pivi, Giuliana Rosso, Davide Sgambaro, Filippo Tappi, Federico Tosi. Nel primo ambiente, illuminato con luci calde e soffuse, le opere appese alle pareti, appoggiate sul pavimento o su due tavoli al centro dello spazio, danno l’impressione di un vero e proprio convivio, evocando un ambiente rumoroso e allegro. L’influenza e il contatto tra un’opera e l’altra non creano disturbo, ma anima e dà voce a ogni personalità. Anche nell’altra stanza, l’ambiente espositivo risulta completamente trasformato. Questa volta lo spazio neutro del museo diventa una sala da ballo: una balera tradizionale che porta le opere a confrontarsi tra loro come se stessero muovendosi e danzando nello spazio occupando la sala in modo disordinato e allegro.

La riflessione sul ruolo del museo

Cotignola, comune della Bassa Romagna, tra Ottocento e primo Novecento contava oltre venti locande e osterie. Questa vera e propria infrastruttura sociale portava confronti, dialoghi e scambi di idee che tramite il cibo e la musica alimentavano la convivialità romagnola. La locandiera, la donna che gestiva una locanda, era la persona che rendeva possibile l’incontro. Una figura che tramite la sua presenza univa e metteva in relazione l’insieme di esperienze e idee che affluivano all’interno di questi luoghi custodendone la memoria collettiva. Il senso più profondo della mostra ha a che fare proprio con questo concetto, cercare di portare alla luce un’immagine profondamente autentica e sentita dalla comunità che tramite l’arte contemporanea inneschi un processo di valorizzazione del dialogo e dello scambio di idee. La mostra finisce così per interrogarsi sul ruolo contemporaneo del museo, chiamato non solo a custodire ma ad attivare il proprio patrimonio nel dialogo con artisti, cittadini e territorio. Non a caso la mostra è stata arricchita di eventi ed happening che hanno fatto confluire la vera natura della realtà cittadina all’interno dello spazio espositivo.

Il Museo Civico Luigi Varoli, emblema dell’incontro e dell’accoglienza

Ad accogliere la mostra è un luogo che nasce da una figura di riferimento per la città: Luigi Varoli. Fondatore della locale Scuola di Arti e Mestieri, pittore, scultore, ceramista, illustratore e maestro, Varoli fece del proprio studio un luogo aperto a giovani artisti, artigiani, studenti e cittadini. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale coordinò una rete di solidarietà che salvò quarantuno ebrei destinati ai campi di concentramento. Dopo la guerra contribuì alla ricostruzione culturale della città raccogliendo oggetti e testimonianze, dando origine al patrimonio oggi conservato nel museo. Il Museo Civico Luigi Varoli diventa, quindi, un luogo che ricorda una storia di accoglienza e coraggio che tramite il profondo rispetto per la realtà territoriale ha contribuito a legare la città alle proprie radici storiche e culturali.

Il valore della mostra “Locandiera”

La mostra Locandiera non intende tuttavia ricreare i luoghi tradizionali di questa realtà né tantomeno riproporre i modelli sociali. Cerca piuttosto, interrogandosi sul ruolo del museo, di interpretare e ragionare sulla funzione che queste situazioni sociali hanno avuto per le persone avvicinando le opere a pubblici eterogenei, non necessariamente avvezzi ai linguaggi dell’arte contemporanea.

Samuel Tonelli

Cotignola // fino al 15 novembre 2026
Locandiera
MUSEO CIVICO LUIGI VAROLI – Corso Sforza, 21
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