Com’è andata l’edizione 2026 della rassegna Bolzano Danza. Il reportage 

Per due settimane il capoluogo dell'Alto Adige ha ospitato la 42° edizione – la seconda diretta da Anouk Aspisi e Olivier Dubois – del festival dedicato alla danza contemporanea nazionale e internazionale, quest’anno pensato come un invito a guardare realmente l’orizzonte

Dal 16 al 31 luglio il Teatro Comunale ma anche molti altri spazi non convenzionali, al chiuso e all’aperto, sono stati palcoscenico dei numerosi spettacoli inseriti nel cartellone di Bolzano Danza, quest’anno intitolato dai direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois Horizon/Orizzonte. Un termine al singolare che non esclude ma, anzi, sottende, la pluralità di orizzonti, ovvero prospettive, angolazioni da cui re-imparare a osservare la realtà. In particolare, sono cinque quelle proposte dal palinsesto – memoria e trasmissione; il corpo politico; spazio, paesaggio, città; arte, tecnologia e ricerca; comunità e partecipazione. Orizzonti comunque elastici e fluidi, aperture e stimoli che il festival mira a condividere con il pubblico contando sull’evocativa potenza del linguaggio della danza.
Chi scrive ha trascorso due giorni a Bolzano Danza, assistendo a due prime nazionali – Les Mémoires d’une seigneure dello stesso Dubois e VIFS e Baroc’Bal della Compagnie Beaux-Champs –, una prima assoluta – Replica di Abbondanza/Bertoni – e un originale lavoro per bambini piccolissimi, Play Jam di ABC.

BOLZANO DANZA, Olivier Dubois, Les Mémoires d'une seigneure. Photo Andrea Macchia
BOLZANO DANZA, Olivier Dubois, Les Mémoires d’une seigneure. Photo Andrea Macchia

“Les Mémoires d’une seigneure” di Olivier Dubois

Nel 2015 Olivier Dubois debuttò proprio a Bolzano con Les Mémoires d’un seigneur: oggi il coreografo ne porta in scena una nuova versione, questa volta al femminile, coinvolgendo la sua storica interprete Marie-Laure Caradec per incarnare la “seigneure” e un nutrito gruppo di non professioniste selezionate attraverso una call sul territorio altotesino per comporre il coro. Una donna di potere, una regina in jeans e camicia blu, ripercorre le tappe del proprio presunto dominio, alluso da un tavolo e, poi, da una spada, rievocando i molti frangenti difficili e i sacrifici richiesti dal proprio ruolo. Un ricordare non solipsistico però, poiché l’esercizio del potere inevitabilmente prevede un organismo passivo su cui esercitarlo: ecco, dunque, il coro, imponente – sono circa cinquanta le donne, di tutte le età, coinvolte – e rivendicante, che circonda e sollecita la protagonista. Dubois dispiega, dunque, con abilità singolo e plurale, privato e pubblico, costruendo non tanto coreografie parallele bensì problematicamente dialoganti. E, ancora, coniugando il dinamismo anche estremo – la prolungata corsa lungo il palcoscenico delle corifee – con la staticità di mirabili monumenti umani, piramidi ovvero parallelepipedi di corpi accuratamente accatastati l’uno sull’altro. Vulnerabilità e incostanza ma anche mai sconfitto desiderio di vita: ecco ciò che rimane quando il potere è perduto e si ritorna a essere “solo” una donna, individuo singolo in un coro non omologante.

BOLZANO DANZA, Abbondanza Bertoni, Replica. Photo Andrea Macchia
BOLZANO DANZA, Abbondanza/Bertoni, Replica. Photo Andrea Macchia

“Replica” di Compagnia Abbondanza/Bertoni

Una storica coppia artistica, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, si affida a un altro duo artistico, più giovane, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, per immaginare un proprio ritorno in scena che sappia coniugare memoria e presente, parole del passato e nuove grammatiche. Un atto di generosità e fiducia da cui è nato Replica – dopo la prima assoluta a Bolzano Danza, sarà il 5 settembre a Cuneo per Mirabilia e il 9 dello stesso mese a Rovereto per Oriente/Occidente – passo a due pervaso da nostalgia non ripiegata su sé stessa ma proiettata verso il futuro; da cura reciproca e quasi infantile egocentrismo. Pellicce grigie, a coprire il volto i lunghi capelli brizzolati, accuratamente spazzolati, piccoli poliedri rossi di escheriana discendenza, sipari di animalesca liberazione e altri di controllata riservatezza. I mondi e le poetiche di due diverse generazioni di artisti s’incontrano e si compenetrano generandone una “replica” tutt’altro che conforme agli originali…

BOLZANO DANZA, BeauxChamps. Photo Andrea Macchia
BOLZANO DANZA, Beaux-Champs. Photo Andrea Macchia

“VIFS” e £Baroc’Bal” della Compagnie Beaux-Champs

Uno degli obiettivi di Bolzano Danza è quello di avvicinare un pubblico più ampio alla danza contemporanea: da qui, la scelta di programmare alcune performance gratuite all’aperto, magari in luoghi ad alta frequentazione come la piazza Alto Adige, su cui affaccia un affollato centro commerciale. Qui sono andati in scena due coreografie disegnate da Bruno Benne per la sua Compagnie Beaux-Champs: un programma sulla carta tutt’altro che pop, vista la peculiare pratica del francese, che rilegge l’eredità della danza barocca secondo un orizzonte contemporaneo. La musica di Händel e gli arabeschi disegnati dai quattro danzatori in casual jeans non hanno però scoraggiato turisti e maniaci dello shopping che, anzi, non hanno esitato a seguire lo stesso Bruno Benne nel secondo pezzo, Baroc’Bal, dando vita a una vera e propria festa barocca in danza.

BOLZANO DANZA, ABC PlayJam. Photo Andrea Macchia
BOLZANO DANZA, ABC PlayJam. Photo Andrea Macchia

“Play Jam” di ABC – Allegra Brigata Cinematica

Chi pensa che un bambino di neanche un anno sia troppo piccolo per partecipare a una performance di danza, dovrebbe cercare di assistere a una replica di Play Jam, della compagnia bergamasca ABC – Allegra Brigata Cinematica. Tappeti tondi azzurri, originali strumenti musicali a metà strada fra carillon e sonaglini, due danzatrici che, con i loro movimenti, offrono ai bambini una sorta di specchio vivente in cui riflettersi, una danza collettiva che è occasione di incontro con l’altro e dunque ulteriore scoperta di sé.

Merito a Bolzano Danza che, mosso alla ricerca di nuovi pubblici dalla consapevolezza dell’atavica universalità del movimento, ha voluto programmare anche questo piccolo gioiello di poesia e finezza artistica.

Laura Bevione

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Laura Bevione

Laura Bevione

Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal…

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