La rivincita dei teatri di Roma. A ottobre riaprono tre sale storiche: Valle, Eliseo e Piccolo Eliseo
Roma investe sui suoi salotti culturali, valorizzando la sua eredità teatrale (e architettonica). Dopo sei anni di chiusura, ancorché ancora al centro di una disputa sulla proprietà, ripartono Eliseo e Piccolo Eliseo. E si concludono finalmente i lavori di ristrutturazione del Teatro Valle, chiuso dal 2011: la ripartenza con Pirandello riletto da Francesco Piccolo il 16 ottobre
Potrebbe somigliare a una sorta di maratona teatrale il cronoprogramma di riaperture che scandirà il mese di ottobre 2026 a Roma. Nel giro di poche settimane, la città si appresta a ritrovare il Piccolo Eliseo – già venerdì 2, con il debutto nazionale dello spettacolo Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni – il Teatro Valle (il 16 ottobre) e l’Eliseo (il 28 ottobre): “Avere contemporaneamente, nello stesso mese, la riapertura dell’Eliseo e del Valle, insieme alla ripartenza di altri importanti spazi teatrali della città, rappresenta una rinascita del teatro a Roma molto importante” sottolinea a riguardo il sindaco Roberto Gualtieri “È bello che proprio nell’epoca del dilagare del consumo digitale il teatro riscopra la sua indispensabilità e insostituibilità. Questa è una tappa importante per la vita culturale della nostra città“.

La riapertura dell’Eliseo e del Piccolo Eliseo con Alessandro Longobardi
Su binari paralleli, il gruppo dell’Eliseo e il Teatro Valle hanno conosciuto negli ultimi anni vicende molto travagliate. Eliseo e Piccolo Eliseo erano chiusi dal 2020, e ora ripartono sotto la gestione e la direzione artistica di Alessandro Longobardi, curatore artistico di Viola Produzioni e fautore di numerosi progetti per sostenere il teatro a Roma: nel 2001 ha riaperto la Sala Umberto; dal 2012 cura la direzione del Teatro Brancaccio oltre al suo ridotto il Brancaccino, e dal 2015 lo Spazio Diamante. Tutto in nome di un’offerta multidisciplinare fondata anche sul valore educativo delle arti performative (diverse sono le attività di formazione al teatro per le scuole promosse in questi spazi, cui si aggiungono i progetti sociali e le iniziative di teatro in carcere). Anche la programmazione di Eliseo e Piccolo spazierà, quindi, dalla prosa alla commedia musicale, dal teatro contemporaneo alla danza. All’Eliseo con un cartellone dove classici e novità convivono in equilibrio, dall’Orlando a Geppi Cucciari nel monologo di Mattia Torre, da Virginia Wolf alla Lisistrata di Aristofane portata in scena da Lella Costa. Una finestra sarà dedicata alla scena palestinese, con Step and a Half del The Palestinian Circus e The Bridge di Alaa Shehada. Ma il debutto, il 28 ottobre, è affidato al Dylan Dog – Horror Show (regia di Valter Malosti), nel quarantesimo anniversario della nascita editoriale del fumetto. Alla stesura del soggetto teatrale ha contribuito anche Tiziano Sclavi, papà del fascinoso indagatore dell’incubo, e per l’occasione il foyer del teatro sarà ripensato a tema.
La storia del Teatro Eliseo da inizio Novecento a oggi
Sull’odierna Via Nazionale, dirimpetto a Palazzo Koch, l’Eliseo nasceva come Arena Nazionale nel 1900, all’epoca come “semplice” teatro all’aperto in legno. Nel 1910 fu ricostruito in muratura con il nome di Teatro Apollo e solo nel 1918 assunse la denominazione attuale. Nel corso del Novecento grandi artisti hanno calcato il suo palco: oltre a Totò, Anna Magnani, Eduardo De Filippo, l’Eliseo vide anche una delle prime prove alla regia di un giovane Luchino Visconti.
Longobardi ha assunto la gestione dell’Eliseo e del Piccolo solo a fine maggio scorso: “In 60 giorni abbiamo avviato i lavori per l’agibilità, assunto nuovo personale, programmato la stagione delle due sale e messo in calendario due nostre nuove produzioni”. L’accordo prevede l’affitto per una stagione (con un’opzione per altre sei), data la situazione precaria dell’immobile: proprietario del Teatro è dal 2018 Luca Barbareschi, però attraverso una società sulla quale pesano importanti debiti, che portarono alla decisione di non riaprire la sala dopo il lockdown del 2020, con la conseguente messa in liquidazione della struttura e il licenziamento di 21 lavoratori. Qualora non fosse possibile salvare la società – è ancora il tempo degli avvocati – il teatro finirebbe effettivamente in vendita, e con la nuova proprietà bisognerebbe ridefinire l’accordo di gestione. Ma “sono sicuro che anche se ci fosse un cambio di proprietà e di guida artistica, il teatro resterà aperto”, precisa Longobardi.

La riapertura del Teatro Valle dopo quasi 16 anni di stop
Più complessa ancora è la storia recente del Teatro Valle, fermo per quasi 16 anni e oggetto negli ultimi mesi di un processo di riqualificazione da 10 milioni di euro. “Ogni notizia di apertura o riapertura di un teatro è una grande notizia. Quella del Teatro Valle è particolarmente importante. Riaprire il Valle è un grande risultato”, ha sottolineato persino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 18 settembre, nel corso dell’incontro al Quirinale per la presentazione del Premio Le Maschere del Teatro italiano. Nel rione Sant’Eustachio, il Valle è il teatro moderno più antico d’Europa: inaugurato nel 1727 su progetto di Tommaso Morelli, inizialmente era pensato per solo uso privato.
La storia del Teatro Valle
Tutto in legno, fu provvisto di cinque ordini di palchi e un loggione, secondo lo stile del teatro all’italiana; presto si resero necessari lavori di ammodernamento, fino alla ricostruzione in muratura portata a termine nel 1822 (ma non secondo l’originale e fin troppo ambizioso progetto di Giuseppe Valadier). Nel frattempo, la sala aveva aperto al pubblico, presentando, tra gli altri spettacoli, la prima romana del Don Giovanni di Mozart (1811) e diverse prime assolute di Rossini e Donizetti. Nel Secondo dopoguerra, il Valle fu preso in gestione dell’Ente teatrale italiano: la soppressione dell’ente e l’ammaloramento della struttura, nel 2011, ne determinarono la chiusura definitiva. Solo un mese dopo, un collettivo pacifico costituito da lavoratori dello spettacolo, attivisti e cittadini occupava il Teatro Valle, per preservarne il ruolo culturale. L’autogestione, conclusasi nel 2014 senza sgomberi, produsse in quegli anni moltissime iniziative culturali. Ma la riapertura della sala era ancora lontana dal concretizzarsi: nel 2016, la proprietà dell’immobile passava dallo Stato al Comune di Roma; dal 2018 la gestione spetta all’associazione Teatro di Roma; nel 2021 il teatro fu intitolato a Franca Valeri, in attesa dell’inizio deil lavori di ristrutturazione necessari a ripristinare l’agibilità e a mettere in sicurezza la struttura, avviati nel 2023.
I lavori di riqualificazione del Teatro Valle e la prima con Pirandello
Rispetto alla consegna prevista, entro l’inizio del 2025, il cantiere si è protratto fino a poche settimane fa, per la complessità degli interventi contemplati, che hanno riguardato gli impianti elettrici e tecnologici, quello antincendio, l’abbattimento delle barriere architettoniche e il ripristino dei camerini. Ma si è provveduto anche al restauro conservativo della sala (e di tutti i palchetti), degli spazi di distribuzione e circolazione del pubblico, degli scaloni e della facciata. La ripresa sarà nel segno di Luigi Pirandello, con i suoi Sei personaggi in cerca d’autore, che nel 1921 debuttarono in prima nazionale – con un fiasco dovuto alla difficoltà del pubblico di comprendere un linguaggio teatrale così rivoluzionario – proprio al Valle. Dal 16 al 18 ottobre, sul palco sarà presentato il racconto di quella storica sera, con lo spettacolo La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore, scritto e interpretato da Francesco Piccolo. Poi sarà la volta di Escaped Alone, Memoria di ragazza, Che dolore terribile è l’amore. È già aperta la campagna abbonamenti per la stagione 2026/27.
Intanto, l’amministrazione capitolina può annunciare anche l’imminente apertura del Teatro di Cintura Elsa Morante nel quartiere di Laurentino 38, attraverso un bando di gestione promosso da Zetema per individuare l’operatore che ne gestirà la programmazione nei prossimi due anni, grazie allo stanziamento di 650mila euro in arrivo dalle casse comunali.
Livia Montagnoli
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