Milano: gli abitanti di un condominio fanno community con la sperimentazione teatrale

Un’ex storica cartiera a sud di Milano, ritrasformata nel complesso residenziale Selvanesco77, è protagonista di un esperimento: grazie al gruppo Dynamis Teatro, gli abitanti potranno partecipare a degli incontri tenuti in notturna creando situazioni di prossimità tra sconosciuti

PimOff spazio scenico - sala Falciani
PimOff spazio scenico - sala Falciani

Siamo a Milano, a pochi passi dalle cascine del Parco Agricolo Sud, ma anche dalle torri di Gratosoglio. Qui, a via Selvanesco 75, risiede PimOff, una factory artistica, uno spazio per la danza, il teatro, la formazione, composto da un team di giovani professioniste. Nella stessa strada, l’ex storica cartiera che sorgeva al numero 77 è stata ritrasformata in un grande complesso residenziale ad opera del Gruppo Cassa di Risparmio di Bolzano, nell’ambito di un’operazione di riqualificazione immobiliare green-oriented. Come introdurre e far integrare i nuovi condòmini all’interno di un quartiere che già possiede la sua identità definita? E come invogliare nuovi residenti a comprare appartamenti in questa periferia quasi-agricola? È stata la domanda della banca, che ha trovato la risposta andando a bussare alla porta della vicina associazione culturale affidandole la missione di creare una nuova comunità consapevole attraverso la pratica teatrale. Nasce così il progetto Il mio cuore messo a nudo, grazie a PimOff che ha coinvolto Dynamis, un gruppo di ricerca artistica con sede a Roma che si occupa di teatro e arti performative, focalizzandosi sulle dinamiche di gruppo, scardinandone i ruoli attraverso momenti di riflessione personale e ribaltando il punto di vista tra attore e spettatore. Saranno i componenti di questo gruppo a interagire con i nuovi abitanti di Selvanesco77, che rispondono ai profili di giovani per lo più alla loro prima casa.

SELVANESCO77. IL CONDOMINIO CHE DIVENTA TEATRO

A partire dall’autunno 2022, prende il via un percorso di incontri che si terranno in notturna all’interno degli spazi del teatro: un dispositivo critico capace di rigenerare le consuete logiche di incontro con l’altro, di creare luoghi di prossimità tra comunità di sconosciuti. I destinatari sono, quindi, i nuovi abitanti del complesso Selvanesco77, che su base volontaria saranno chiamati a incontrarsi in un set confortevole e stravagante nel design d’arredo. La regola? Aprirsi a una comunità in ascolto. “Per i coraggiosi che parteciperanno alle sedute non si tratterà di spiegare, ma di rendere conto della propria esperienza e dei pensieri che l’hanno accompagnata”, spiegano gli organizzatori. “Non si tratterà di interpretare, cercando le cause profonde e segrete nel mistero delle coscienze e aldilà, o piuttosto al di qua, ma di ascoltare registrando e confrontando gli atteggiamenti e i riflessi, costituendo insomma un archivio della sessualità surrealista o più esattamente un archivio surrealista della sessualità”. I temi? La propria idea dell’amore, ma anche la sessualità, tensioni umane in grado di riconciliare ogni individuo con l’idea della vita. Insomma, niente di più personale e intimo per entrare in contatto con la sfera più privata di uno sconosciuto.

DYNAMIS E PIMOFF PER IL CONDOMINIO SELVANESCO77 DI MILANO

Ci saranno momenti ameni, non mancherà humour involontario, non mancheranno bocche che si storcono, erezioni incomplete, spiacevoli resoconti. Il tutto attraverso la virtù dell’intervista che può divenire appassionante quando, da un lato, l’intervistatore possa porre le domande e rilanciare il dialogo, e dall’altro, l’intervistato non si lasci impressionare e utilizzi la costrizione esterna per rispondere giudiziosamente con altrettanta forza e convinzione”, proseguono i membri di Dynamis, spiegando le regole di un gioco che ha come obiettivo la formazione di una nuova comunità attraverso la pratica artistica sperimentale. “Si combineranno qui le divergenze d’opinione di carattere che, meglio delle convergenze, rendono pungente il dibattito”, concludono. “In questo c’è del teatro, sebbene non sia teatro”.

– Giulia Ronchi

https://www.selvanesco77.it/
https://www.pimoff.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.