Il circo contemporaneo torna fra noi. Reportage dal festival di Torino

Dopo la sospensione forzata dello scorso anno, torna il festival internazionale Sul Filo del Circo, che dedica questa edizione, la ventesima, alle eccellenze femminili. Undici compagnie in pista per raccontare la creatività delle donne e riallacciare il rapporto con il pubblico.

Kairos, Teatro delle Foglie. Photo credit Marta Finazzi

Il mese di luglio ha visto il ritorno della rassegna Sul Filo del Circo, probabilmente la principale manifestazione nazionale di circo contemporaneo, organizzata da Fondazione Cirko Vertigo negli ampi spazi del Parco Culturale Le Serre di Grugliasco, alle porte di Torino.
Le compagnie ospiti ‒ con artisti provenienti da quindici diversi Paesi – sono state selezionate con l’intento di valorizzare la “femminilità” che, spiega il direttore artistico Paolo Stratta, non è una scelta “solo tematica ma vuole incidere sul reale coinvolgimento di un maggior numero di professioniste dello spettacolo”.
Tematiche femminili e necessità di promuovere e praticare realmente le pari opportunità, dunque, ma anche, su un piano strettamente artistico, l’implicita dichiarazione della natura fluida del circo contemporaneo, frutto della creativa combinazione delle arti circensi con la danza e con la musica ma pure con la letteratura e persino la filosofia.

GLI SPETTACOLI DI BLUCINQUE

Femminilità e ibridismo linguistico qualificano le due produzioni della compagnia blucinQue presentate al festival, ideate e dirette dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi. Gelsomina Dreams è certo un omaggio all’immaginario felliniano nel centenario della nascita del regista ma, soprattutto, una composita eppure coesa creazione in cui circo, danza e musica dal vivo concorrono a materializzare in scena un paesaggio surreale e dolcemente nostalgico.
Le stesse tonalità delicate e poetiche innervano pure il secondo spettacolo di blucinQue, Vertigine di GiuliettaDistance modée, in cui lo stupore, la passione e infine il dolore provati dal personaggio shakespeariano si traducono in danza e acrobazie, accompagnate da una trascinante colonna sonora eseguita da Bea Zanin con il suo violoncello classico processato dal vivo.

Gelsomina Dreams, compagnia blucinQue. Photo Andrea MacchiaDANZA, CIRCO E FUTURO

Paradigmatico di quella corrente del circo contemporaneo decisa ad associare l’abilità fisica e atletica a una drammaturgia coerente e non meramente accessoria è Kairos, spettacolo creato dal Teatro delle Foglie e costruito quale una sognante e a tratti espressionistica meditazione sul concetto di “momento supremo” o “momento giusto, opportuno” ‒ queste le possibili traduzioni del titolo.
Clessidre di differenti dimensioni, un mobile che diventa specchiera e strumento musicale ma anche cassettiera in cui celare i propri sogni e segreti e dalla quale estrarre meraviglie: una scenografia articolata e cangiante che è protagonista al pari degli artisti in scena ‒ Elena Fresch, Marta Finazzi, Nicolas Benincasa, Damian Fiore Giralt, Lucie Vendlova e Marco Meneghel – di uno spettacolo malinconico eppure intessuto di salda speranza.
La medesima che anima Clara Larcher e Jose Cerecéda della Compañia Depàso, al festival con Trottola, spettacolo in cui le discipline di coppia ‒ corda aerea, danza, sospensione capillare – sono utilizzate con spensierata ma arguta ironia per ritrarre il vortice in cui l’umanità pare essere precipitata e dal quale forse riuscirà a emergere con rinnovata energia.

Laura Bevione

www.sulfilodelcirco.com

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AutoreCaterina Mochi Sismondi
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Laura Bevione
Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal festival Teatro Europeo al festival Teatro a Corte” (Titivillus, 2011); le monografie “Interior Sites Project. Il teatro di Cuocolo/Bosetti. IRAA Theatre” (Titivillus, 2017) e “Nelle case, nelle fabbriche, in scena. Il Teatro fatto a mano di Mariella Fabbris” (CUE Press, 2019); la raccolta dei testi dell’attore Stefano Braschi, “Ingarbujè. Matassa organizzata di pensieri tra vita e sogni” (Robin, 2021).