Elena, Le Troiane e Lisistrata. La nuova stagione dell’Inda al Teatro Greco di Siracusa

Un programma al femminile anima la nuova stagione del Teatro Greco di Siracusa, con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Davide Livermore. Photo Francesco Maria Colombo. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico
Davide Livermore. Photo Francesco Maria Colombo. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico

Due tragedie e una commedia. Ma solo protagoniste femminili nella nuova stagione siracusana dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Si comincia il 9 maggio con Elena di Euripide, regia di Davide Livermore. Il giorno seguente tocca a Le Troiane, di nuovo Euripide, regia di Muriel Mayette. Mentre il 28 giugno arriva Lisistrata di Aristofane, regia di Tullio Solenghi. Non sono debutti per le tre protagoniste, che hanno già calcato le pietre di questo anfiteatro. Laura Marinoni qui è stata Andromaca e Giocasta, Maddalena Crippa è stata Medea e la Clitennestra di Elettra, Elisabetta Pozzi, ha recitato qui altre cinque volte. Tutte donne e tutte, secondo i loro autori maschi, “donne in guerra”. Per i registi invece si tratta del debutto al Teatro Greco di Siracusa. Una sfida comunque, perché la location non è facile, è carica di glorie, enorme, dotata di uno spazio scenico che inghiotte tutto, attori, costumi e scenografie, e non del tutto praticabile per ragioni di conservazione archeologica.

ELENA

Laura Marinoni sarà questa volta Elena. Davide Livermore, in veste, oltre che di regista, anche di scenografo, la immerge in uno Stige nero circondata da una coorte di crinoline anche esse nere, come il set dove si muovono. La vicenda è nota ma distorta: Paride non ha rapito Elena, ma un fantasma con le sembianze di Elena. L’incipit è dunque sorprendente: “… Hera plasmando l’aria creò un’immagine con le mie fattezze e la mise al mio posto…”, questo sostiene Elena e lo fa con tutte le sue forze per convincere ognuno di noi. E convincere soprattutto se stessa: in fondo fa semplicemente quello che ognuno di noi si costringe a fare nella vita per sopravvivere: inventare e, al limite estremo, mentire. “In Elena la verità è talmente improbabile che ci accosta al modo in cui ognuno di noi gioca con la vita: la negacion de la evidencia diceva Calderón, un meccanismo dove ricadiamo per lasciare svaporare verità inaccettabili o insostenibili, fatti dolorosi”, annota Livermore. Esiste una colpa più pesante di quella di aver generato il più grande conflitto armato della storia antica?

Maddalena Crippa. Photo Fabio Lovino. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico
Maddalena Crippa. Photo Fabio Lovino. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico

LE TROIANE

Maddalena Crippa, invece, è Ecuba la regina di un popolo sconfitto che, insieme alle altre donne, è diventata bottino di guerra. Emblema di vite ferite ma pronte a reagire e a sfidare con dignità i vincitori. Per la regista Muriel Mayette tutte le guerre in ogni tempo sono in fondo identiche, annientano tutto. Un non tempo, dunque, è quello scelto per le Troiane, un tempo che rimanda alle fughe: da quelle attuali di migliaia di donne e uomini, resi fantasmi di se stessi, nella loro condizione di sopravvissuti all’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001. Ma c’è anche il contributo di Stefano Boeri, che per ritrarre la distruzione ha scelto di portare in scena un bosco morto. Il bosco di tronchi spezzati deposti dalla furia del vento sui monti della Carnia nello scorso ottobre. Migliaia di abeti che formano una scia di desolazione tra l’ordine potente delle foreste secolari, il legno dalle montagne friulane riprende vita sulle pietre del teatro siciliano.

Elisabetta Pozzi. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico
Elisabetta Pozzi. Courtesy Istituto Nazionale del Dramma Antico

LISISTRATA

Elisabetta Pozzi darà vita a Lisistrata, l’unica delle commedie di Aristofane ad avere per titolo il nome della protagonista, fatto non casuale visto che si tratta di uno dei personaggi dominanti di tutto il variegato panorama della commedia attica. È lei che convince le sue compagne a proclamare uno sciopero del sesso per far cessare la guerra infinita condotta dai maschi, che ha come conseguenza quella di sottrarre al focolare domestico padri, mariti e figli. Nella Grecia del V secolo a.C. lo Stato era organizzato con una netta distinzione di ruoli tra l’elemento maschile e quello femminile, assetto che generava una altrettanto rigida divisione di spazi tra esterno e interno, tra civico e domestico. La soglia di casa delimitava le due sfere di competenza: all’uomo era affidata la guida politica, l’amministrazione e la difesa militare dello Stato, alla donna, segregata in casa, la cura dell’economia domestica, la crescita dei figli, senza che per questo le venisse riconosciuta alcuna forma di autorità. Lisistrata è una commedia a tutti gli effetti, con battute, tempi comici e caratterizzazioni, ma è un capolavoro che con la sua geniale risoluzione riuscì a sovvertire le regole stabilite, esibendo per la prima volta una sorta di salutare universo capovolto.

Aldo Premoli

www.indafondazione.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.