Arrestato Kirill Serebrennikov, star del teatro russo. Censura? A Mosca polemiche

Ancora poco chiare le cause che hanno portato all’arresto di Kirill Serebrennikov, direttore del Gogol Center, il teatro d’avanguardia più famoso del paese. Da sempre critico nei confronti del potere Serebrennikov è accusato di appropriazione indebita di denaro pubblico. E nel paese scoppia la polemica

Kirill Serebrennikov
Kirill Serebrennikov

Il regista russo Kirill Serebrennikov (Rostov sul Don, Russia, 1969) è stato arrestato a Mosca con l’accusa di truffa. Serebrennikov, che in passato è stato spesso molto critico nei confronti del controllo esercitato dal governo russo sull’arte, è accusato di essersi appropriato di un milione di euro di finanziamenti pubblici destinati a un progetto teatrale. Rischia dieci anni di carcere. Ed intanto in Russia divampa la polemica da parte di coloro che considerano l’arresto come l’ennesimo tentativo da parte dell’autorità di mettere a tacere una voce dell’opposizione.

UNA FIGURA CONTROVERSA

Sempre nell’occhio del ciclone, Serebrennikov è un regista di teatro e di cinema estremamente controverso. Direttore del Gogol Center, il più importante teatro di avanguardia in Russia,nei mesi scorsi è stato al centro di numerose polemiche quando il teatro Bolshoi aveva deciso di rinunciare alla messa in scena del suo balletto sulla vita di Rudolf Nureyev, il più grande ballerino russo del Novecento, che negli anni Sessanta scappò dal regime comunista per potersi dedicare liberamente alla danza. Secondo i più feroci oppositori del governo russo dietro il rifiuto di mettere in scena lo spettacolo c’è il fatto che l’omosessualità sia ancora un argomento tabù per la Russia contemporanea.

I DUBBI SULL’ACCUSA

Kirill Serebrennikov è stato arrestato in un hotel a San Pietroburgo mentre stava girando un film sulla stella rock Viktor Tsoi e portato a Mosca per l’interrogatorio, ha riferito l’agenzia di stampa nazionale TASS. L’accusa è di appropriazione illecita di una cifra che sfiora il milione di euro di fondi statali destinati ad un progetto per diffondere le arti visive in Russia. Già a maggio, con accuse simili, Serebrennikov era stato arrestato dopo che erano stati perquisiti il suo appartamento e il suo ufficio. Anche in quel caso il suo arresto aveva scatenato indignazione in una buona parte dell’opinione pubblica. Si è schierata contro l’arresto una parte consistente della scena culturale russa e il giornale Kommersant, autorevole voce dell’opposizione al governo Putin, ha parlato chiaramente di messaggio intimidatorio nei confronti di tutti quelli che provano a fare cultura nel paese in dissonanza con il potere.

UN CLIMA DIFFICILE PER LA CULTURA

Non è la prima volta in Russia che un uomo di cultura viene arrestato con varie accuse. Nel 2016 fu la volta di Oleg Vorotnikov, tra i fondatori di Voina, il collettivo artistico anarchico nato nel 2005, da sempre in contrasto con il governo russo, arrestato con l’accusa di “teppismo”, offese e violenza a pubblici ufficiali. Stessa sorte per l’artista Pyotr Pavlensky (San Pietroburgo, 1984) arrestato per aver dato alle fiamme il portone della sede dei servizi segreti russi durante una performance. Per non parlare delle Pussy Riot, il collettivo femminista punk rock russo, rigorosamente anonimo da anni nell’occhio del ciclone perché organizza proteste in difesa della democrazia sia in Russia che all’estero. Più volte, alcune componenti del gruppo sono state fermate dalla polizia e arrestate causando la protesta delle associazioni internazionali per la difesa dei diritti civili.

 

Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.