La danza incontra Hieronymus Bosch. A Milano

La coreografa canadese Marie Chouinard rende omaggio al pittore fiammingo nel 500esimo anniversario della sua morte, con uno spettacolo ispirato a uno dei suoi più celebri capolavori. Rispettandone lo spirito e le atmosfere, interpretati chiave contemporanea.

Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel
Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel

LA DANZA E LE ARTI VISIVE
Tempo fa ebbi la fortuna di visitare una mostra straordinaria al Centre Pompidou di Parigi. S’intitolava Danser sa vie ed era una ricerca capillare sulle relazioni tra arte visiva e danza, dai primi anni del Novecento a oggi. Ospitata su più di 2.000 mq, si apriva con l’opera La Danse di Henri Matisse che instaurava un dialogo ardito e inedito con una performance di Tino Sehgal. Era un originale “viaggio” lungo il XX secolo, attraversato dalla fascinazione per il corpo in movimento, per il suo dinamismo, per il ritmo e le linee, dal cubismo al futurismo, dal Bauhaus al costruttivismo russo, fino alle ricerche di artisti e danzatori contemporanei. Da Félix González-Torres a Matthew Barney, Simon Dybbroe Moeller, Olafur Eliasson, Daria Martin, Jeff Mills, le cui opere dialogavano con capolavori dell’arte moderna.
Quella mostra è stata fondamentale per comprendere quanto fossero — e sono — labili i confini tra ciò che etichettiamo come performance e la danza. Ci siamo abituati a pensare che la performance nell’ambito delle arti visive sia distante dalla danza tradizionalmente intesa, ma, andando a scavare negli archivi, è sorprendente quante sinergie e rimandi emergano. Molti artisti sono stati ammaliati dalla danza, basti pensare alle sculture di Rodin o alle ballerine di Degas, solo per citare due esempi. Come dovremmo considerare oggi le sperimentazioni di Virgilio Sieni e della sua compagnia?

Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel
Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel

BOSCH SUL PALCOSCENICO
Che cosa succede quando è una coreografa contemporanea, Marie Chouinard, a ispirarsi a un capolavoro indiscusso come il trittico Il giardino delle delizie del pittore fiammingo Hieronymus Boschnel 500esimo anno dalla sua morte –, conservato al Museo del Prado di Madrid? Nasce uno spettacolo surreale in tre atti – in scena al Teatro Elfo Puccini nell’ambito del Milanoltrefestival – che, riprendendo le allegorie del quadro – i peccati carnali, il castigo dell’Inferno, la caduta nelle tentazioni – fa “vivere”, attraverso i movimenti dei danzatori, le atmosfere del dipinto, amplificate ed esasperate dalle musiche originali di Louis Dufort. I ballerini, seminudi, dai corpi pallidi, emaciati, e dai volti sofferenti, straziati, interpretano, fino allo sfinimento fisico e non sempre letteralmente, alcune scene del quadro che vengono proiettate su due superfici circolari: atmosfere bibliche in un condensato di religione, astrologia e folclore.

Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel
Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch. The Garden of Earthly Delights – photo Nicolas Ruel

OMAGGIARE UN CAPOLAVORO
Dev’essere stata un’esperienza incredibile, da sindrome di Stendhal, per la coreografa canadese confrontarsi con una delle opere più cariche di simboli della storia dell’arte. A differenza di molti registi che quando s’ispirano a un’opera letteraria ne stravolgono spesso la trama e si allontanano dalla caratterizzazione dei personaggi costruita dal romanziere, Marie Chouinard, correndo il rischio di essere troppo letterale e pedissequa, ha scelto di rimanere il più possibile vicino al quadro di Bosch e al suo spirito. Per provare, afferma la coreografa, “la gioia di inchinarsi davanti a un capolavoro!”.

Daniele Perra

Milano // fino al 16 ottobre 2016
Compagnie Marie Chouinard – Hieronymus Bosch: The Garden of Earthly Delights 
TEATRO ELFO PUCCINI
Corso Buenos Aires 33
02 00660652
[email protected]

www.elfo.org
www.milanoltre.org

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.