Volterra22: Vinicio Capossela e la Compagnia della Fortezza. Le foto del concerto in carcere

Vinicio Capossela e la Compagnia di detenuti del carcere di Volterra, fondata dal drammaturgo e regista Armando Punzo oltre 30 anni fa, hanno aperto l’anno di eventi della prima Città toscana della cultura

La Rigenerazione umana parte dal carcere di Volterra: “Far dimenticare le sbarre, i muri pesanti, per farli poi all’improvviso vedere: di nuovo, nuovi, come propaggini di noi stessi, dei nostri stessi pregiudizi”. Sono parole del drammaturgo e regista Armando Punzo che con la sua Compagnia della Fortezza, uno dei primi progetti di teatro in carcere in Italia, ha aperto, insieme a Vinicio Capossela, l’anno di eventi di Volterra22 prima Città toscana della cultura. E lo ha fatto nello stile che lo contraddistingue da oltre 30 anni, con un teatro di ricerca di altissimo profilo, coinvolgendo una 20ina di detenuti degli 80 della sua compagnia all’interno del penitenziario (che ne contiene 170), in un mix di parole drammaticamente poetiche tratte da Shakespeare, Borges, e di immagini di intenso lirismo, mescolate per questo evento unico alla musica di Capossela, con un repertorio di canzoni scelte appositamente per l’occasione. 

LE PAROLE DI VINICIO CAPOSSELA

Questo tipo di teatro mette a fuoco la possibilità dell’arte che è una possibilità reale di crescita, perché la privazione della libertà senza ottenere niente in cambio non è praticabile”, ha affermato il musicista originario di Calitri in Irpinia, ideatore della rassegna di arte e musica Sponz Fest, a margine dello spettacolo, andato in scena in due tempi: prima negli spazi angusti del teatro carcere di 10m per 3, a porte chiuse per stampa e istituzioni, e poi con il pubblico di Volterra al Teatro Persio Flacco. Qui l’artista sua sorella Mariangela Capossela ha inaugurato il suo progetto per Volterra22, Corrispondenze immaginarie, con una declamazione sul palco e a giugno riscriverà con i cittadini 365 lettere scritte dai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico e mai recapitate: le lettere verranno finalmente spedite e con le risposte diventeranno lo spunto per una performance collettiva in autunno. Ecco le immagini scattate all’interno del penitenziario dalla giornalista e photo-reporter del Corriere della Sera Lorenza Cerbini, insieme a quelle del fotografo Nico Rossi

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).