Diego Dall’Osto e la sinestesia musicale con le arti visive

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Il compositore vicentino Diego Dall’Osto ha intrecciato le sue composizioni di musica elettronica e non con danza, teatro, video, e installazioni sonore. Ne abbiamo parlato con lui e con l’artista Francesco Lauretta, suo sodale.

“Ho conosciuto Diego Dall’Osto una sera a Vicenza del 1996, dopo una mostra condivisa con Paolo Pasetto. Mi disse che di mestiere faceva il compositore di musica contemporanea. Da allora è cominciato un rapporto che col tempo è cresciuto. Dall’Osto ha composto un testo sonoro, davvero straordinario, sul mio primo video costruito intorno alla fascinazione che si formava osservando una scatola rossa. E poi il paesaggio sonoro composto da nove pezzi per flauto solo, flauto piccolo e flauto contralto che accompagnava la performance di Hora Mortis (2019) presso la Tenuta dello Scompiglio e ancora quello per Pasavento (2020)… Ogni volta che ci incrociamo lo inzuppo con suggerimenti di ascolti: i più improbabili come quello di ‘City of Straw’ dei Sightings, o i suoni delle campane di Altopascio…”.
Il racconto è del pittore Francesco Lauretta con cui Dall’Osto continua ad avere un feeling particolare. Ecco invece quel che racconta Diego Dall’Osto (Roma, 1961) della traccia composta per Apocalisse in dettaglio (2018):
“Le idee di Francesco che ho usato come mi sono arrivate, così: ‘alla fine forse le campane dell’apocalisse, un ritornello divertente, uno funebre, un addio, le voci masticate, un coro, boh, qualcosa pensavo, un piffero, ci sono momenti che non vorrei finissero mai una sola nota, una tromba prolungata… …butto delle cose così, al vento, a un vento come se venisse dagli esordi del mondo che si porta suoni di ogni epoca… tutto macinato e trasportato dal vento come se colasse la musica da un imbuto, buco nero che accoglie tutto e divora, e poi far uscire come una piccola nuvola, una scorreggina…’”.
È ancora Lauretta a raccontare:
“Di recente Diego mi ha mandato il brano per il filmato poi apparso su Artribune. Ma in questo caso ha fatto qualcosa che mi ha spiazzato. Mi ha spedito il pezzo e mi ha consigliato di canticchiarlo più volte perché, a suo dire, avrei scoperto una melodia e da lì la fonte del brano preparato. Così ho fatto: Ligeti? No!, Bach? No, no! Mozart? niente da fare. Alla fine mi ha spedito un link che, aveva ascoltato, dalla Banda Città di Ispica (Ragusa) che nella impossibilità dovuta al Coronavirus di eseguire le marcette funebri che torniscono le passioni degli ispicesi, è stato trasmesso via web come prova di un ‘Cristo alla Colonna’ a suo dire, eseguito in modo eccellente. Dunque le note eseguite da Diego al piano sono le battute d’inizio di quelle marce, usate da Tornatore in almeno due suoi film, ma rallentate. Insomma materiale sonoro tratto da una ‘processione’ religiosa tradizionale, poi espanso a formare qualcosa di inedito, assieme al volo delle rondini, allo scroscio dei miei fogli da disegno, ai miei versi ecc.”.
Diego Dall’Osto, che ha studiato Organo, Composizione e Musica elettronica presso i conservatori di Vicenza e Venezia, attualmente è docente di Teoria dell’armonia e analisi presso il Conservatorio di Vicenza.
“I miei interessi musicali oscillano tra spinta ‘assoluta’ e spinta ‘d’uso’, due categorie di riferimento solo apparentemente opposte. Musica dunque come linguaggio auto-riferito, ma musica inserita pure nel vasto ambito del corpo sociale, utilizzabile dunque in pratiche molteplici”.
Lo sviluppo della musica nella storia dell’ultimo secolo presenta moltissimi percorsi, uno dei quali è quello legato alla sperimentazione di nuovi linguaggi sonori. E in questo modo la musica si inserisce nell’ambito delle arti visive, della letteratura, della poesia, del cinema o della danza senza distinzione. L’ipotesi storicista, che vede il percorso di cambiamento in progressione esattamente come è accaduto per la filosofia, è stata abbandonata: il cambiamento per il cambiamento (l’art pour l’art) si è sostituito a qualsiasi ipotesi di percorso evolutivo: è in questo modo che tutto è diventato attuale.
“Sono cambiati molti dei criteri di giudizio di ciò che si intende per nuovo, a causa dell’incontrollabile espansione delle possibilità di espressione individuale. E non c’è stato tempo per la creazione di nuovi parametri di giudizio: molte delle novità emerse negli anni non si sono stabilizzate in insiemi di nuovi parametri estetici. La compresenza di criteri e quindi di stili è divenuta una caratteristica del mondo attuale: chi si dedica alla musica antica, o a quella barocca, compie l’operazione di renderle contemporanee. Si potrebbe anzi dire che oggi la musica più attuale sia quella del passato, che la musica attuale non sia ancora avvenuta. Tutto attuale comunque, visibile o non visibile, udibile o meno”.
Nello specifico ambito della creazione musicale legata alle arti visive, Dall’Osto è particolarmente attratto dalle relazioni tra i sistemi percettivi, sonori e quelle visivi: tra dinamica del segno e dinamica del suono. Una tradizione al riguardo esiste: l’idea della sinestesia sviluppata da compositori come Messiaen, Scriabin del Prometeo: Poema del fuoco o pittori come il Kandinsky di Sipario Viola.

LE COLLABORAZIONI DI DALL’OSTO

Dall’Osto in passato ha intrecciato il suo lavoro in modi diversi oltre che con Francesco Lauretta, tra gli altri, anche con Zev Robinson  alla manifestazione musicale della fiera ARCO di Madrid nel 2007,  dove ha partecipato con lui alla creazione del video Mass Hysteria.
Nel 2009 Dall’Osto vince il bando internazionale dell’Accademia lituana di musica per opere capaci di esplorare il potenziale dell’estetica sonora di una porta. Speciali apparecchiature elettroniche vengono installate per permettere a compositori e sound designer di sonorizzare l’atto di aprire o chiudere la porta e il rituale di oltrepassare la soglia. Dall’Osto realizza a questo scopo con il software Vocalic l’installazione audio interattiva per Sounding Doors V3 di Julijonas Urbonas.

Sounding doors V3- Vocalic from Diego Dall Osto on Vimeo.

Nel 2012 per Roberta Rossetto insonorizza Echi realizzato nel bunker scavato dai tedeschi durate la Seconda Guerra Mondiale a Caldogno (Vicenza). La traccia sonora qui veniva diffusa da varie fonti, utilizzando traduttori sonori, quindi facendo risUonare le cornici lignee delle tele esposte per l’Accademia lituana di musica.

Nel 2016 per la manifestazione Arte al movimento-Bycicle wheels ‒ Homage to Duchamp all’interno dell’Orecchio di Dionisio a Siracusa, Dall’Osto è all’opera con l’installazione audio-video Duchamp all’orecchio di Dionisio: un’operazione di morphing sonoro creato intorno a frammenti originali della voce di Duchamp riproposti come fossero stati pronunciati all’interno della grotta.

Duchamp nell’orecchio di Dionisio – Duchamp in the Ear of Dionysius. from Diego Dall Osto on Vimeo.

Aldo Premoli

www.dallosto.com

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.